Elisabetta Canalis racconta le prime settimane sul palco di Zelig 1

Grande ondata di novità per la nuova scoppiettante edizione di Zelig 1. Per cominciare, anche se la missione principale del programma resta sempre quella di scovare nuovi talenti, ci sono molte più facce comiche conosciute. Ma la vera novità, una fiirbata acchiappa pubblico, per altro assolutamente dichiarata anche dagli stessi autori, è la presenza di Elisabetta Canalis, special guest delle otto puntate in onda ogni lunedì sera su Italia 1 : è lei ad affiancare sul palco dello storico teatro di Zeligì due conduttori Katia Follesa e Davide Paniate, già visti al timone del programma anche nella scorsa edizione. E a parlarci di questa sua nuova e insolita esperienza televisiva è proprio la star dello show, una Elisabetta Canalis effervescente come una bottiglia di champagne appena stappata e piena di humor e allegria. Mi dice che ci fa la Canalis a Zelig 1 ? «Me lo chiedo anch’io. Mai avrei immaginato che avrebbero voluto me per un programma del genere, ma ho accettato al volo perché ritengo un grande onore salire su questo palco cult della comicità. E comunque non è la prima volta che affronto programmi comici: in passato ho fatto la sit-com con Fabio De Luigi Love Bugs, ho affiancato Gene Gnocchi in Artù, e ho condotto anche Ciro presenta Visitors e Super Ciro. Insomma: qualche esperienza sul campo l’ho già avuta». La prima volta che ha scoperto di avere una vena comica? «Striscia la notizia è stata una buona scuola. Per tre anni abbiamo lavorato con Bonolis e Laurenti e con Greggio e Iacchetti: se hai un minimo di vena comica, lì viene fuori».Come mai quest’anno gli autori di Zelig 1 hanno pensato a un trio di conduttori? La coppia Katia e Davide non funzionava più? «No, anzi, la coppia funziona benissimo e gli ascolti lo hanno sempre dimostrato. Loro due sono bravissimi. Diciamo che gli autori storici del programma, Gino e Michele, per questa nuova versione di Zelig 1 hanno pensato di aggiungere un volto non dico più conosciuto, ma più televisivo. I veri conduttori, però, restano Katia e Davide. Io sono più che altro un elemento di disturbo, mi auguro piacevole. Non ho neanche un ruolo volutamente definito. Anzi, il mio è proprio un “non” ruolo. Do una mano nella conduzione, interagisco con i comici, insomma faccio un po’ di tutto, a seconda delle esigenze del momento». Detto così sembra quasi la colf della situazione. So che invece è stata accolta dall’intero staff del programma come una vera star hollywoodiana. «Beh, non esageriamo. Però ho avuto davvero una bella accoglienza, da parte di tutti, che non mi aspettavo, anche perché sono sicura che qualche perplessità su di me l’avessero in molti. Il pesce fuor d’acqua in fondo, in questo contesto, sono io». Di lei Gino e Michele hanno detto che temevano il fatto che si atteggiasse un po’ troppo a diva. «Sì, non so perché ma si sono fatti tutti un sacco di menate, forse pensavano che vivendo a Los Angeles fossi una che se la tira. Quando mi hanno detto, tutti timorosi, che qui a Zelig non avrei avuto un camerino tutto mio, perché c’è solo uno stanzone comune per tutti, si aspettavano che la prendessi male. E invece io mi sono fatta una grande risata, dicendo che non me ne importava proprio un fico secco. Sono rimasti tutti sorpresi: forse pensavano che fossi la solita divetta capricciosa mentre io sono il maschiaccio di sempre. Anzi, adesso che mi conoscono di più, sono la più scalmanata e “cazzona” (parola loro) di tutti. Nel senso che sono una pazzerellona, che ne combina sempre di tutti i colori, oltre al fatto che sono un’esperta in gaffe, altra mia specialità». Tipo? «Durante una trasmissione radiofonica, nel ringraziare gli autori storici di Zelig per avermi voluta nel programma, invece di chiamarli Gino e Michele ho detto Gigi e Michele. Qui mi stanno prendendo per i fondelli ancora adesso». Con Katia come si trova? Siete due donne a confronto molto diverse. «Giochiamo a rubarci la scena a vicenda, ma ovviamente è solo una cosa da ridere. Insieme ci troviamo benissimo, lei poi è una forza, divertente, sempre sul pezzo e con la battuta pronta. E con un’autoironia da vendere». E lei ne ha? «Le dico solo questo: quando un giornalista ha scritto che a Sanremo sembravo un branzino scongelato, mi sono messa a ridere come una matta. Non sono una che si prende sul serio e so stare al gioco». A proposito di Sanremo: questo è il suo primo programma dopo la partecipazione al Festival del 2012. Vuol dire che non c’è stata nessun’altra proposta nel frattempo? «Non di quelle che avrebbero potuto interessarmi. Finché posso scelgo solo di fare le cose che mi piacciono, nel senso che se una cosa non mi convince non la faccio solo pur di apparire in Tv». Ex Velina, showgirl, attrice, conduttrice, special guest Ma la Canalis cosa vorrebbe fare da grande? «Ancora non lo so, dipende da tante cose e di sicuro non voglio necessariamente un lavoro nel mondo dello spettacolo, che, per carità, finché c’è ben venga. Ho in ballo tanti progetti. Uno in particolare: si tratta di un nuovo programma, a cui tengo molto, però di cui adesso è ancora vietato parlare. Ma la cosa che per me è assolutamente irrinunciabile è stare bene con me stessa e con le cose che faccio. Non sono una che, come ho detto, se non fa Tv o cinema soffre di crisi di astinenza. Io sto benissimo comunque». E quali sarebbero questi progetti al di fuori del mondo dello spettacolo? «Mi piacerebbe molto, per esempio, occuparmi di moda, qualcosa che comunque mi dia sempre la possibilità di viaggiare, di vivere anche in altri Paesi. Casa e bottega non fanno proprio per me». E per questo che preferisce vivere negli Stati Uniti e non Italia? O lo fa perché là si sente più libera, meno inseguita dal gossipi «In realtà non vivo sempre e soltanto a Los Angeles. Mi divido fra l’Italia e gli Stati Uniti a seconda degli impegni. E come se avessi due vite separate, una tranquilla in America, e l’altra più sotto i riflettori in Italia, dove faccio un lavoro che si basa sulla visibilità, con tutto quello che ne deriva. Non che questo non mi faccia piacere, però la libertà è importante per me. Quindi sì, mi piace stare a Los Angeles anche perché là posso andarmene a spasso con le infradito con i miei cani come una qualunque. Cosa che qui non potrei fare». Uno dei motivi che la trattiene negli Stati Uniti è anche la sua love story con il chirurgo ortopedico Brian Perri, un quarantacinquenne col fisico da sportivo in forza al prestigioso ospedale Cedars-Sinai di Los Angeles? «Sul tormentone che va avanti da anni ovvero: “La Canalis si sposa oppure no?”, anche Zelig ci ha costruito sopra un sketch molto divertente, che ha come protagonista la bravissima Marta Zoboli nel ruolo della mia dog sitter. Forse ne sa più lei di me sull’argomento ». C’è anche un comico, Omar Pirovano, che in suo onore fa il sosia di George Clooney. «Sì, un regalo che gentilmente gli autori hanno voluto farmi, anche se il mio amore (televisivo ovviamente) adesso è il comico Gianni Cinelli, un super cafone irresistibile. Quando lo vedo con lo stuzzicadenti in bocca schiatto dalla passione ». Negli Stati Uniti di recente ha partecipato come attrice alla serie Tv Leverage9 mentre in Italia ha fatto vari cinepanettoni con Boldi e De Sica, Esperienze archiviate o ha intenzione di continuare a recitare ancora? «Non ho in programma, almeno per il momento, di fare l’attrice. Poi mai dire mai. Per ora mi piace stare a Zelig e mi diverto un mondo. Dopo si vedrà». Non crede che tutta questa attenzione che c’è intorno a lei a Zelig distragga un po’ lo spettatore dal senso vero del programma, ovvero i comici e le loro esibizioni? «Assolutamente no. Io sono solo un elemento di contorno, il piatto forte sono loro, i comici, con le loro gag. Chi guarda Zelig non lo fa per vedere la Canalis, o almeno non solo, ma lo fa per passare qualche ora in allegria, soprattutto di questi tempi, in cui ce n’è proprio un gran bisogno. E se anch’io nel mio piccolo, magari per sbaglio, riesco a rubare anche solo una risata o un sorriso, non c’è cosa che potrebbe farmi più piacere ».