Elisa Di Francisca: ” A Ballando ho capito, voglio un’uomo come Raimondo”

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Resterà negli annali di Ballando con le Stelle. È da teche Rai lo sguardo stupito, gli occhioni sgranati di Elisa Di Francisca mentre ascolta il verdetto che la incorona, lei già diva del fioretto sulla pedana olimpica, anche regina delle danze di Rai Uno. Elisa, la sua espressione sembrava dire: “Io? Siete proprio sicuri?”. «Non ci credevo. Ero sbalordita. L’ho capito grazie alle urla di Raimondo che vicino a me è esploso di felicità. Ma davvero non credevo, non pensavo». Amaurys Perez era il superfavorito. «Sì, certo. Anche perché lui è davvero un figo… Come persona, come uomo, come valori, come simpatia, come bellezza, come tutto. Io, fossi stata nel pubblico, l’avrei fatto vincere. Dico la verità. Poi certo sono “feUcissimissimissima” (ndr: letteralmente) di aver vinto io». A che cosa deve la vittoria in coppia con Raimondo Todaro? «Forse al fatto che siamo stati più coppia. C’era, c’è ancora tra noi e rimarrà, ne sono certa, una grande sintonia, grande amicizia». E poi grande tenerezza. Raimondo, durante Ballando, è diventato papà di Jasmine. «È stata ima bella cosa e più volte gliel’ho detto a Raimondo. Io non credo tanto alle coincidenze, non penso che le cose succedano a caso. Cerco sempre delle spiegazioni, di darmi le motivazioni. E stavolta mi sono detta che magari il destino ha voluto che io condividessi questo momento di gioia con una persona che stava per diventare papà. Perché prima o poi lo dovrò vivere anch’io, forse, magari, una gioia simile… Insomma, non so nemmeno io bene dove voglio arrivare…». L’aiuto: il destino le dice chiaramente che è il momento che lei pensi a diventare madre. «Ecco, sì, quello. Forse è il momento che mi faccia una famiglia, insomma. Anche se prima tocca… trova’ n’omo! Uno giusto però. Ora mi sento pronta. Di certo l’emozione di avere un figlio, le emozioni di Raimondo in questo caso, l’ho vissute sulla mia pelle. Talmente tanto che all’inizio ero anche imbarazzata. Mi sentivo di troppo. Comunque dovevamo provare, mimare anche una certa sensualità. Mentre lui stava vivendo nel privato qualcosa di così esclusivo. Ma mi rassicurava, mi diceva che il ballo è anche questione di interpretazione. Io, però, non so interpretare, non so fingere insomma e quindi ci ho messo tanto tempo a pensare di poter fare la sensuale con un uomo di un’altra, e per di più che con l’altra è appena diventato padre. Non vi dico che fatica il tango o la rumba, i balli della seduzione per eccellenza». La sensualità, però, è uscita benissimo. Vuol dire che ci vuole un uomo con le caratteristiche di Raimondo Todaro, visto che lui è già occupato, per fare venire fuori il suo animo più sexy? «Sì assolutamente. Raimondo è una bella persona. Ha un carattere fantastico che potrebbe andare d’accordo con il mio. Lui è un po’ più tranquillo e paziente rispetto a me. Difficile che si arrabbi. Anche se, quando si arrabbia, sono dolori. Io invece mi arrabbio molto spesso, ma poi mi passa subito». Vi unisce anche la voglia di vincere. Lui è al suo quarto trionfo a Ballando con le Stelle. «Infatti sulla grinta ci siamo trovati da subito. Già dal primo giorno. Io sono arrivata dicendo: “Voglio vincere”. Lui è stato bravo a mettermi nelle condizioni di farlo. Io gli ho dato tutta la mia disponibilità a imparare. Lui tutta la sua pazienza a insegnarmi. Poi è stato bravo a creare delle coreografie anche rischiose, perché difficili, ma belle da vedere per il pubblico». E, stoccata in più, ecco l’ennesima rivincita con la sua rivale storica di fioretto, Valentina Vezzali, che a Ballando nel 2009 non aveva dato grandi prove di danza. «Be’, ma qui non era propria una rivincita. Sapevo già che io e Valentina siamo diverse caratterialmente. A lei non piace la musica, non piace ballare, io invece vivo e mi alleno con la musica da sempre». Ha dimostrato che andare in discoteca serve. «Ma Valentina direbbe: “Non serve alla scherma”». Ha dato comunque un’ altra conferma che si può essere vincenti, grazie alla dedizione totale allo sport, ed è il modello Vezzali; ma anche con l’entusiasmo e la gioia di vivere, ed è il modello Di Francisca. Ma è sicura che la vittoria in tv non le regali nuova grinta in pedana? Come si sente? «Ho ricominciato da poco ad allenarmi. La fatica che faccio è solo muscolare. Le gambe dunque hanno bisogno di potenziamento. Ma la mano va da sola. Il tocco, la stoccata, l’occhio da scherma, c’è tutto con anche più voglia di prima. E in più il ballo mi ha dato una coordinazione che prima non avevo. E la parte sinistra del corpo è molto più attiva. Noi, nella scherma, generalmente la lasciamo un po’ da parte, sia il braccio che la gamba sinistra non partecipano tanto all’azione. Invece adesso ho ritrovato anche il lato più debole del mio corpo grazie specialmente a balli come il tip tap. Mi sono veramente dannata perché il mio piede sinistro proprio non faceva rumore. Adesso, anche sulla pedana, tutto il corpo si muove, alla ricerca del colpo vincente». Trovata la coordinazione vincente, manca solo l’uomo… «E già (ndr: ride solare). Anche se non è che mi manchi. Non nel senso che lo vado a cercare. Io da sola sto benissimo, ho un sacco di amici, la mia famiglia. E non mi faccio problema se devo uscire a cena da sola. Sto anche molto bene con me stessa». E ora, usando Todaro come riferimento, sappiamo che tipo di uomo potrebbe fare al caso suo? «Lasciando in pace lui, intendiamoci, un carattere da Capricorno, il suo segno, è perfetto per me. Fisicamente poi… dunque: alto, per forza. L’altezza è la prima cosa che guardo. Moro, bello sguardo, belle spalle… Una cosuccia semplice, no?».