Eleonora Pedron ritrova l’amore con Max Biaggi

Per notare la bellezza dell’ex Miss Italia Eleonora Pedron non serve certo la lente d’ingrandimento. Ma forse pochi si accorgono della sua grande dolcezza, del garbo e della capacità di mediazione che le sono propri. Non per niente, l’asso del motociclismo Max Biaggi ha fatto (e fa) di tutto pur di tenersela stretta. Insieme da una decina d’anni, i due hanno attraversato una crisi di coppia che li ha portati persino a una separazione, nel maggio scorso, qualche mese dopo l’addio alle gare del pilota romano. Una separazione temporanea, per fortuna, visto che a novembre Max ed Eleonora sono tornati insieme, dimostrando di essere disposti a mettere tutto in discussione pur di ritrovare la loro sintonia e riprendere a costruire, insieme ai loro due bambini, un futuro comune. Il San Valentino del 2014 rappresenta dunque per la coppia un’occasione ancora più speciale di quanto non sia già di solito: «Una giornata bella, strana e particolare, altrimenti sarebbe un giorno qualunque. Noi lo festeggiamo sempre, ogni volta in modo diverso. Emozionante e divertentissimo è stato l’anno in cui abbiamo cercato di ricreare l’atmosfera del nostro primo incontro, andando nel posto dove ci siamo conosciuti, indossando gli abiti di quella sera: ce li ricordavamo tutti e due molto bene», racconta lei. Eleonora, forse il regalo più bello è che siate ancora insieme. Come avete fatto a superare la vostra crisi, senza mai alzare i toni? «A prescindere dai bambini, che devono sempre essere protetti e salvaguardati dai problemi degli adulti, c’è anche una parte delicata che riguarda la coppia e che va custodita, tenuta al riparo da tutto. Non abbiamo deciso a tavolino di adottare un comportamento invece di un altro, non abbiamo fatto calcoli. Siamo semplicemente fatti così». Ci sono state interferenze esterne che potrebbero aver contribuito a incrinare il vostro rapporto? «In un modo o nell’altro, è sempre un passaggio difficile. L’importante è che si affronti tutto con intelligenza e guardando oltre, senza soffermarsi sulle piccole cose che non hanno significato, ma entrando nel profondo di se stessi». Max ha dichiarato: «Non è che uno è intelligente perché non sbaglia; uno si dimostra intelligente nel modo in cui ripara agli errori che commette ». Voi come avete rimediato? E chi dei due ha fatto il primo passo? «Non c’è stato un momento risolutivo o un singolo gesto che ha fatto scattare la molla del ricongiungimento. Non c’è stata una sera in cui siamo andati fuori a cena, ci siamo ritrovati e rimessi insieme. La situazione si è evoluta molto gradualmente. Nessuno dei due si è mosso per primo, usando chissà quali strategie. Piano piano, ci siamo confrontati e abbiamo compreso tante cose. Prima non capivamo più da quale parte stessimo andando, poi abbiamo realizzato che la direzione era una sola e ce l’avevamo davanti. Quindi l’abbiamo seguita». « È stato doloroso, ma c’è di peggio» Più che una crisi, la vostra ha tutta l’aria di una crescita di coppia, vero? «Non so quale sia il termine adatto. Io tendo a considerare quella fase un momento di difficoltà. Un periodo come tanti altri che siamo riusciti a superare. Capita, fa parte della vita. Ma ci sono cose peggiori, davvero gravi. Queste, in fondo, sono cavoiate». Capirlo, però, è importante perché si dà un peso diverso alle cose che accadono… «Certo! Non è che sia stato semplice, c’è stata tanta sofferenza. Però si deve sempre tener presente che esistono cose ben più penose. In fondo noi stiamo tutti bene, abbiamo due bambini bellissimi, abbiamo compiuto un percorso difficile ma l’abbiamo fatto insieme. Inoltre viviamo nel Principato di Monaco, dove c’è sempre un clima gradevole e, per fortuna, ho potuto permettermi di veder crescere i miei piccoli Inés Angelica e Leon Alexandre senza dover lavorare. Ho però intenzione di riprendere in mano la mia carriera. A quattro e tre anni, i nostri figli non sono certo grandi: ma ora, nel caso mi dovessi spostare, saprei organizzarmi con più facilità». Sei contenta che Max non corra più in moto? «Devo ammettere di sì. E lo sono molto perché ha lasciato al momento giusto per lui e per la famiglia. La nascita dei bimbi è stata una motivazione ulteriore: abbiamo preso atto di avere una responsabilità in più. Anzi, due…». «Bisogna saper tornare alle origini» In base alla tua esperienza, che cosa suggeriresti a coppie in crisi? «Credo che in una situazione difficile si dovrebbe tornare alle origini, ricordare le motivazioni per cui ci si è scelti. Quelle due persone si sono incontrate, conosciute, innamorate, magari hanno creato anche una famiglia. Ma l’unico grande passo avanti per ritro- I vare la serenità di coppia credo sia riuscire a individuare quel qualcosa di molto forte che si crea all’inizio del rapporto e che, con il passare del tempo, non troviamo più o abbiamo messo da parte». Ti confidavi con qualcuno? «A parte le amiche, mi sono appoggiata alla famiglia. Ho un rapporto molto stretto con mia madre che, anche se vive lontana, è molto presente nella mia vita. Ci sentiamo tutti i giorni e, appena possibile, viene a trovarci. Anche perché va molto d’accordo con Max». Grazie a te, Max ha ricucito il rapporto con sua madre, rimasto “congelato” per vent’anni. E te lo ha riconosciuto pubblicamente, vero? «Avevo sempre provato a farlo riconciliare con la madre. Ma, quando è nata Inés, la mia primogenita, ho insistito con forza: volevo che la bambina conoscesse la nonna». Diventare papà ha smosso qualcosa anche in Max, non credi? «Credo proprio di sì. Ha capito che era importante recuperare il rapporto con la sua famiglia: per noi, ma soprattutto per lui. E ora è molto felice di averlo fatto. A essere sincera non ha mai detto di essersi pentito di non averlo fatto prima. Ma, chissà, forse lo ha pensato…».