Elena Santarelli: Mi piacerebbe dare una sorellina a Giacomo

Cattura

Dopo una storia d’amore che dura da più di nove anni e un figlio insieme, Elena Santarelli e Bernardo Corradi si sono detti finalmente il fatidico “Sì”. Il loro matrimonio è stato celebrato a Borgo San Felice, fra le colline del Chianti, davanti a più di duecento invitati e con un paggetto davvero speciale: il loro bambino Giacomo, che ha portato le fedi ai genitori. Adesso a poche settimane da quel giorno speciale, Elena racconta a Nuovo la sua nuova vita da donna sposata.

E, a giudicare da questi scatti a Formentera, la signora Corradi sembra davvero in gran forma. «È stato lui a volerlo più di me» Elena, è cambiato qualcosa per te e Bernardo dopo il matrimonio? «No, nulla: ho acquisito il cognome di mio marito, punto. E stato Bernardo a volere le nozze più di me: non sono il tipo di donna che costringe il proprio compagno a sposarsi. Per molte il matrimonio è una moda, una tendenza da seguire; per me, no. Noi stiamo insieme da nove anni e il nostro “Sì” è stato solo il coronamento di un amore solido». Dopo le nozze, pensate di allargare la famiglia? «Sì, siamo pronti ad allargare la famiglia e speriamo di poter dare presto una sorellina a Giacomo. Mio marito, per fortuna, può prendersi cura sia di me sia di nostro figlio: quindi per un certo periodo posso rinunciare al lavoro». Per la maggior parte delle donne un figlio rappresenta un vero e proprio stravolgimento dell’esistenza.

È stato così anche per te? «Sì, la mia vita è cambiata. Ma in meglio e sono davvero felice di essere mamma! Con tutte le responsabilità che questo comporta». «Mio figlio somiglia molto al papà» Hai dovuto rinunciare a qualcosa visto che sei una mamma che lavora, anche se non a tempo pieno? «Sicuramente ho meno tempo da dedicare a quelle persone care, come le mie amiche che, prima che arrivasse mio figlio, facevano parte integrante della mia vita. Per fortuna, la maggior parte di loro ha avuto figli: quindi cerchiamo di ritagliarci qualche piccolo spazio, magari per prendere un aperitivo insieme». Tuo figlio ha un carattere più simile al tuo o a quello di suo padre? «Sicuramente non ha preso dalla mamma (ride, ndr)\

È molto timido, riservato e per niente esibizionista: in questo è diverso da me, che ho scelto un lavoro legato alfimmagine. Ma gioca a calcio abbastanza bene, proprio come il padre». Tra te e tuo marito, chi è più severo con Giacomo? «Diciamo che io sono quella che fa rispettare di più le regole. Mio marito, che spesso è fuori casa, tende a lasciargli fare quello che vuole. Non sopporto i bambini viziati: lui è sicuramente un bimbo fortunato, ma dovrà essere capace di amministrare quello che ha e di costruirsi un futuro con le proprie capacità». «Ho anch’io i miei difetti, anche se…» All’inizio, ti sei fatta notare come modella.

Oggi che rapporto hai con il tuo a- spetto fisico? «Mi piaccio, anche se, come tutti, ho i miei difetti. Quando finiamo sui giornali siamo tutte bellissime, patinate e con i visi perfetti. Nella realtà, le cose sono diverse. Certo, io sono fortunata ad avere un fisico e una statura non indifferente: sono alta 1 metro e 81 centimetri! Però, per avere buoni risultati, devo lavorare. Mi mantengo facendo tanta palestra, massaggi e parecchi sacrifici neH’alimentazione». Quando ti sei resa conto di essere una bella donna? «A sedici anni, quando Laura Biagiotti mi propose di fare quella che è stata la mia prima sfilata. Da lì ho intrapreso un percorso legato alla moda che mi ha portato a trasferirmi a Milano». «Vorrei andare in Tv in prima serata»

Fare la modella era il tuo sogno oppure i tuoi progetti di ragazza erano altri? «Quella delle sfilate è stata un’esperienza nata per gioco. L’hanno proposto prima ai miei genitori, visto che ero minorenne e che a me non interessava. Poi ho cominciato, mi è piaciuto e, con l’appoggio dei miei, ho continuato». Questo percorso poi ti ha portato anche a lavorare in televisione, vero? «Sì. E anche quella, come la moda, è arrivata in maniera inaspettata. Mi spiace di aver rinunciato all’Università per dedicarmi alle sfilate, ma d’altronde riuscivo a guadagnare bene e non avevo tempo per studiare. A distanza di anni, mio fratello – che si è laureato – continua a ripetermi che ho fatto la scelta giusta visto che ho più soldi di lui che, invece, ha passato tante ore sui libri». Il tuo curriculum è molto ricco e hai fatto anche un’esperienza teatrale accanto a Massimo Chini. Avresti voglia di tornare in Tv? «Quella del teatro, con lo spettacolo Quando la moglie è in vacanza, è stata un’esperienza incredibile! La dovremmo riprendere a novembre. A questo punto, mi piacerebbe condurre un programma, magari non da sola, però in prima serata». «È stata dura non vederlo a lungo» Tuo figlio è ancora piccolo. Quando eri in tournée come hai fatto con lui? Sei riuscita a portarlo con te? «È stata dura, riuscivo a vederlo ogni 20 giorni. Soltanto quando sono stata un mese a Milano, al Teatro Manzoni, sono riuscita a portarlo con me visto che lì ho una casa: mi sono trasferita con Giacomo e con una tata molto capace, che mi aiuta quando non ci sono. Questo comunque sarà l’ultimo anno che faccio teatro. Infatti tra un anno il mio bimbo comincerà ad andare a scuola e ci tengo ad accompagnarlo e a stargli vicina. I figli, quando si fanno, vanno seguiti, non affidati alle babysitter».