Elena Morali: Sono guarita cantando

ElenaMoraliVeline

Dicevano i nostri nonni: «Impara l’arte e mettila da parte». Anche perché nella vita non si sa mai. E a volte quello che si impara, senza fame subito una professione, a un certo punto può anche tornare utile. «Ho fatto tanta riabilitazione» Per Elena Morali, ex Pupa entrata da diverse stagioni a far parte della famiglia di Colorado, programma comico di Italia 1 è stato così: «Ho studiato canto e musica per tutta la vita. Ho un papà e una sorella che hanno sostenuto tutti gli esami del Conservatorio. Anche io sono stata contagiata da questa passione di famiglia, che solo ora sento di far venire allo scoperto. In realtà, se non avessi scelto di fare la showgirl, mi sarebbe piaciuto fare la cantante», spiegando che per lei il canto è stato terapeutico nei lunghi mesi che l’hanno costretta a una terapia quotidiana per la quale ha dovuto rinunciare a diverse occasioni di lavoro: «Quasi 6 mesi con la “gabbia” e 8 mesi e mezzo con il tutore. Mi sono aggrappata alla mia passione che oggi ha dato i suoi frutti con il mio primo singolo in lingua spagnola.

ElenaMoraliVelinePerché spagnola? Vi lascio immaginare…», ci dice. Ogni riferimento a Jorge Lorenzo, il campione di Moto GP con il quale la Morali ha avuto una relazione, non è puramente casuale. Un incidente ti costringe a casa e tu diventi cantante… «Sono una che reagisce velocemente alle batoste. Non so stare ferma a piangermi addosso». Ci vuoi ricordare come è andata? «Ho avuto il più banale degli incidenti sulla pista da sci, ma questo mi ha costretta a una terapia di oltre otto mesi e a indossare prima una gabbia e poi un tutore per potermi muovere senza fare ulteriori danni. E pensare che sono anche insegnante di sci. Ho passato la mia adolescenza a prendere lezioni, perché mio padre ha sempre insistito che più qualifiche si hanno, più possibilità si ha di scegliere del proprio futuro. E devo dire che questi sani insegnamenti mi hanno aiutato: tra le varie passioni che ho coltivato, anche con una certa timidezza, c’erano il canto e la musica, che sono in realtà più materia di mio padre e mia sorella. Da piccola volevo fare la cantante, poi dopo La Pupa e il Secchione ho scelto la tv». «Io, sempre accompagnata » Nonostante il tutore hai continuato a fare parte del cast di ballo di Colorado. Come sei riuscita a gestire tutti i mesi in studio visto che non potevi muoverti come prima? «La produzione mi è venuta incontro. Ho partecipato agli sketch comici, indossavo gonne lunghissime per mascherare la gamba e tutti gli “armamenti”, pantaloni fuori misura e apparivo solo o in bicicletta o seduta.

Poi di corsa a casa, con un’amica che mi accompagnava su e giù, e tanto riposo tra una riabilitazione e l’altra». E poi un singolo in sala d’incisione… «Si è prospettata questa possibilità che inizialmente ho preso come parte della terapia. Mi sono voluta distrarre senza pensare se il disco, che si chiama Vamos a Gosar che in catalano significa “Andiamo a osare”, potesse avere successo o meno e ho deciso di dare i proventi del primo mese di uscita a “Medici senza Frontiere”. Poi ho scoperto che in molti lo hanno scaricato in Rete e ho deciso di continuare». «C’è spazio per tutti…» Ogni riferimento a Jorge Lorenzo è puramente casuale? «All’epoca della nostra frequentazione lui mi dedicò una canzone e questa è la mia risposta. Bisogna osare nella vita». Tra gli altri tuoi ex, anche George Léonard in questi giorni sta uscendo con un video musicale… «Ah davvero? Si vede che non avendo fatto il bagno di folla come DJ, ha deciso di tentare anche questa. C’è spazio per tutti…».