Elena Ceste, svolta nelle indagini Michele Buoninconti indagato per omicidio

Indagarlo è un atto dovuto, si è detto ed era previsto si dicesse. Ma è chiaro che il primo e unico sospettato del delitto è lui: il marito pompiere di 43 anni. I resti trovati in uno scolo d’acqua a due chilometri da dove Elena Ceste, 37 anni, abitava con lui e i loro quattro bambini, sono quel che rimane di lei a distanza di nove mesi dalla sua scomparsa inspiegabile. Misteriosa come insensati (rispetto a un’ipotesi di suicidio) erano i suoi vestiti abbandonati e accatastati uno infilato nell’altro davanti all’ingresso della grande casa di Costigliole d’Asti. Perché mai una mamma di 37 anni dovrebbe scegliere di andarsene in giro nuda, alle 8 di un mattino gelido com’era quel 24 gennaio scorso in cui Elena è evaporata nel nulla? Anche avesse scelto di allontanarsi per morire (e Elena non aveva dato segnali in questo senso), perché mai avrebbe dovuto farlo dopo essersi spogliata anche dell’indumento più intimo per una donna? Anche avesse scelto di allontanarsi per morire (e da un primo esame del medico legale sembra che Elena sia invece stata uccisa), lei non avrebbe di certo potuto arrivare fino al rio Mersa nel quale l’hanno trovata sprovvista anche di quel qualcosa che per lei era tutto: gli occhiali. Gli occhiali da fortemente miope, senza i quali le sarebbe stato impossibile fare un passo. Figurarsi due chilometri. Elena, quella mattina, non li ha portati con sé fino al punto in cui è stata scoperta senza vita. Perché quelle lenti che le consentivano ogni movimento e gesto sono stati trovate a casa, insieme con la borsa e il telefono. Elena non si è uccisa, tanto che il marito Michele Buoninconti è sotto accusa per omicidio e occultamento di cadavere. Un compito cruciale, stamattina, lo avranno i medici legali (guidati da Francesco Romanazzi, direttore del servizio di medicina legale dell’Asl ad Alba), incaricati di fare l’autopsia. Si cercherà di stabilire se, come e dove Elena è stata assassinata. Fino a elena-ceste-scomparsa-620x350questo momento si può solo dire che quei resti appartengono a lei, ma davanti a questa risposta certa si aprono ancora molte domande. A cominciare dalla veridicità delle versioni e delle dichiarazioni date dal vigile delfuoco davanti ai carabinieri, i magistrati, le televisioni e i giornali: «Dei sospetti sul mio conto, di quello che dice la gente non mi frega nulla. Non guardo la tv e non seguo più niente. Io ho la coscienza pulita anzi candida e le opinioni che altri hanno su di me non possono intaccare questa mia convinzione». Parlava così fino a qualche giorno fa, Michele Buoninconti. «Mia moglie, la sera prima di sparire, mi aveva detto che alcuni soggetti la importunava su Face- book, aveva spiegato al procuratore di Asti, Giorgio Vitari, che guida l’inchiesta e ripercorre le tante contraddizioni dell’uomo: «Tanto so che mia moglie nonmipuò sentire», si era lasciato sfuggire. I familiari di lui, religioso e gelosissimo di Elena, credono alla sua innocenza. Ieri i parenti di Salerno gli hanno fatto visita nella sua villa di dell’uoMotta. Era stato lui stesso a denunciare la scomparsa della moglie, la mattina stessa. «Mi ha detto di non sentirsi bene e mi ha chiesto che andassi io a prendere i ragazzi a scuola». Da casa, Elena non ha preso nulla. La sua macchina parcheggiata in cortile. I carabinieri indagavano, intanto era un intrecciarsi di preghiere, veglie, fiaccolate, appelli sui social e voci e supposizioni; fino alle incursioni deimitoma- ni. Nove mesi così. Chi ha raccontato di litigi, ricatti e presunte relazioni di Elena con altri uomini. Chi ha chiamato in causa una misteriosa donna gelosa e chi ha giurato che la giovane mamma fosse andata a Tenerife e perfino a chiudersi in un monastero di clausura della Beata Vergine della Spina, non lontano da Costigliole. Morena Deidda, l’amica del cuore, adesso, scrive su Facebook: «Ora non è il momento di piangere. Ora dobbiamo far tremare chi ti ha fatto del male. Io sarò il suo incubo…». Tutto questo mentre oggi quattro bambini festeggiano il compleanno della mamma, che non tornerà.