Diretta Juventus-Roma 3-0 in Streaming Tempo reale

http://kemon.vn/?p=best-assignment-writing-services By on 5 gennaio 2014
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http://kostkedawung.com/test-of-critical-thinking/ TORINO — Antonio Conte concorderà con questa sintesi: la finale di andata. «Quanto vale questa partita? Tre punti come contro Napoli, Milan, Sassuolo. Se battiamo la Roma dobbiamo poi essere bravi a vincere a Cagliari, altrimenti l’impresa sarà sminuita. Detto che è una partita come le altre, in caso di successo 8 punti sono una bella distanza, ma possono diventare un’illusione se perdiamo la concentrazione, la determinazione, la voglia. Eravamo a meno cinque, in poco tempo ne abbiamo recuperati dieci. Come ci siamo riusciti noi, lo possono fare anche loro o altri, vedi il Napoli». L’allenatore bianconero torna a parlare dopo tre settimane e cerca di tenere le emozioni di questa vigilia uggiosa a bassa intensità. Non vuole che un’inutile nuvola d’ira avvolga Madama, concentrata sulla decima vittoria consecutiva come non accade dal quinquennio d’oro degli anni ‘30, dalla sola Juventus capace di conquistare più di due scudetti di fila. Più annoiato, che irritato, sulla faccenda degli «aiutini» evocati ogni volta che Juve-Roma conta per lo scudetto. «Chiacchiere da bar, da tifosi, ci ridiamo su e la prendiamo in modo molto sereno. Ai calciatori, a chi lavora con me, a chi mi frequenta, io insegno che le risposte vanno date sempre sul campo. Il campo rende giustizia a tutto, a tutti. Come è successo in questi due anni e mezzo, in maniera anche molto netta e clamorosa». I precedenti tra la Juventus di Conte e la Roma, allo Stadium, sono di tre vittorie a zero (due in campionato, una in Coppa Italia) e di 11 gol a 1. Ma il tecnico sa che questa volta non si tratterrà di una passeggiata di salute. «Tutte e due le squadre hanno voglia di vincere e le strategie tattiche se le porterà via il vento insieme con tutte queste parole che servono solo ad alimentare polemiche e a creare delle situazioni che non hanno niente a che fare con il pallone. In Italia, malgrado i tentativi di cambiamento, il calcio è questo: la polemica sembra più importante della partita». E dunque la partita non sarà facile. Per questo Conte convoca 23 giocatori, compresi quelli che definisce, «tre pensieri», Barzagli, Pirlo e Tevez, a cui rinuncerà difficilmente. Non sarà come i precedenti incroci, perché se la Juve è anche migliore delle due che l’hanno preceduta, questa Roma ha numeri prepotenti. E l’allenatore bianconero rivendica di essersene accorto in tempi non sospetti. «Ho parlato con Garcia a Trigoria, dove siamo andati a prepararci per la Supercoppa. Mi è sembrato un uomo con le idee chiare, scaltro; si è calato bene nella non facile realtà romana. Le sorprese non ci sono se si fa una riflessione attenta: Roma e Juve, hanno cominciato insieme, tre anni fa, un percorso simile, partendo da un risultato negativo. Noi abbiamo bruciato le tappe, loro non sono stati fortunati ma c’è un progetto serio, ci sono stati investimenti, con la proprietà americana e l’Unicredit alle spalle. Noi sembriamo da anni sulla cresta dell’onda invece siamo stati bravi. Adesso risulta tutto facile, ma abbiamo fatto un lavoro straordinario». Le novità di Garcia? «A livello tattico non c’è da portare nulla. C’è crisi economica nel calcio italiano, non tecnico-tattica. Qui ci sono allenatori molto preparati». Sarebbe bello dire: tutto in una notte. Non ci fosse il girone di ritornoVINOVO ANTONIO CONTE, ci siamo. Finalmente si gioca Juve-Roma, anche se un monumento come Totti “accenna” al fatto che i bianconeri siano favoriti da «aiutini» arbitrali. Si riparte subito alzando i toni… «Mah, io la prendo sul ridere. Quando ci sono chiacchiere da bar, da tifosi, la prendo in maniera molto serena. Non ci sono cose da dire, anzi, l’unica «Le accuse di Totti sugli arbitri sono soltanto chiacchiere da bar» è quella che insegno a chi lavora con me: le risposte vanno sempre date sul campo. Ci pensa il campo a rendere giustizia a tutto e tutti. E negli ultimi due anni e mezzo il campo ha reso giustizia in modo forte, netto, alcune volte pure clamoroso». Vuol dire che le parole lasceranno spazio al calcio giocato? «Massì, quelle se le porterà il vento. Sarà il campo a parlare e lì vedremo chi avrà più voglia di vincere. Perché le chiacchiere stanno a zero, servono soltanto ad alimentare polemiche e creare situazioni che niente hanno a che fare col calcio. In Italia la polemica sembra più importante della partita: ma così non si vuole cambiare, né migliorare». Juve e Roma hanno ricominciato da zero. Trova somiglianze nel processo di crescita di entrambe? «E’ stato un percorso simile. Tre anni fa i bianconeri sono ripartiti con me, la Roma con Luis Enrique. E in tre anni noi abbiamo vinto due scudetti, due Supercoppe e ora siamo in testa: abbiamo bruciato le tappe, mentre la Roma è stata più sfortunata, forse è stata meno brava in alcune scelte, ha cambiato tanti uomini. Al tempo stesso, però, la Roma ha fatto In Italia le polemiche diventano più importanti delle partite, si creano situazioni che non hanno nulla a che vedere col calcio. Così non si migliora i maggiori investimenti, cambiando 11 giocatori il primo anno, 9 il secondo, 10-11 il terzo: è la testimonianza della serietà del progetto. E quest’anno gli interventi sono stati mirati: penso a De Sanctis, Strootman, Ljajic, Gervinho, Benatia, Maicon, gente di ottimo livello». Però solo in questa stagione i giallorossi sono in corsa per lo scudetto. «E infatti, quando si parla della Juve, ci si dimentica spesso e volentieri da dove arrivavamo. Si pensa che tutto sia dovuto, che tutto sia risultato facile, ma non è così: non bisogna dimenticare, invece, che solo da due anni siamo tornati a vincere, in più senza sbagliare nulla. Vuol dire che il nostro lavoro è stato straordinario, ma spesso questo passa inosservato o viene sottovalutato». Che Roma si aspetta? «Entrambe le squadre vorranno vincere e alcune strategie tattiche saranno utilizzate per centrare l’obiettivo. Il loro punto forte sta nella convinzione che hanno in ciò che fanno. Quando sei imbattuto da 17 partite – e a noi è successo il primo anno quando vincemmo lo scudetto senza perdere mai – niente è impossibile. Però noi avevamo Nelle ultime tre stagioni la Juve ha bruciato le tappe e aveva molti più avversari da battere rispetto ai giallorossi. E dire che loro hanno fatto investimenti super… di fronte squadre importanti, come il Milan di Ibrahimovic e Thiago Silva, l’Inter del Triplete, il Napoli di Lavezzi, Cavani e Hamsik. Oggi la Roma ha davanti la Juve e noi dovremo essere molto bravi a mantenere la prima posizione, sapendo che la Roma, il Napoli e le altre non vedono l’ora di avvicinarci e superarci». Se la Juve passa all’incasso, vola a +8 sui giallorossi e almeno a +10 sugli azzurri. Lo champagne, a quel punto, resta ancora chiuso nel frigo? «Per carità, la partita contro la Roma vale tre punti, come col Napoli, o il Milan, o il Sassuolo. Perché se vinciamo, poi dobbiamo essere bravi a vincere pure a Cagliari, altrimenti si depaupera il successo sulla Roma. E’ una partita come le altre. Certo, ci porteremmo a 8 punti: una distanza importante, bella, ma che può diventare un’illusione se perdiamo la concentrazione, la voglia, la determinazione che abbiamo mostrato in questo campionato e che, da 9 partite, stiamo proponendo». Da -5 a +5 sui rivali: roba da scappar via, in piena fuga, senza pietà per chi insegue. «Vero, ma come l’abbiamo fatto noi, così possono farlo anche le altre squadre».

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