Diana e Dodi Al Fayed: Un complotto dietro la loro morte

Sedici anni sono troppo pochi per dimenticare una tragedia del genere. Sono troppo pochi per un padre che ha perso un pezzo del suo cuore, la ragione della sua vita. Dodi è stato ucciso: ce un complotto dietro alla sua morte”. A parlare è Mohamed Al Fayed, 84 anni, il padre di Dodi Al Fayed, l’imprenditore morto a 42 anni la notte del 31 agosto 1997 in un incidente stradale a Parigi, nell’ormai famigerato tunnel dell’Alma. Lui e Diana Spencer, 36 anni, ex moglie di Carlo d’Inghilterra, conosciuta in tutto il mondo come Lady D, la principessa del Galles, si schiantarono contro un pilastro in cemento mentre tentavano di fuggire dall’assalto dei paparazzi a bordo di una Mercedes guidata da Henri Paul, anche lui morto nel terribile schianto. DIANA SI SENTIVA IN PERICOLO Per Mohamed Al Fayed dietro all’incidente c’era un complotto per uccidere il figlio e la sua giovane compagna. Una tesi sostenuta anche da un ex soldato delle forze speciali britanniche. Ve ne abbiamo parlato sul numero 29 di Settimanale Giallo. Come ricorderete, l’agente rivelò di aver ricevuto l’ordine di eliminare la principessa. Disse il soldato: «Io e due colleghi fummo addestrati all’estero per uccidere Lady D. Non sapevamo chi fosse l’obiettivo, che ci venne comunicato solo all’ultimo momento. Il mio compito era che la principessa non uscisse viva dal tunnel». Secondo il soldato, una squadra di agenti, quella maledetta notte del 31 agosto 1997, seguì lauto su cui viaggiavano Dodi e Diana e provocò l’incidente. Oggi, a distanza di 16 anni da quel terribile evento, il caso è tornato sui banchi degli inquirenti, chiamati a esaminare nel dettaglio ogni frammento degli ultimi istanti di vita di Diana e Dodi. A occuparsi del caso, però, non sarà Scotland Yard, cioè la polizia inglese, ma le autorità francesi, chiamate a fare luce una volta per tutte su una vicenda che ha sconvolto e continua a sconvolgere il mondo intero. Tra le persone che saranno ascoltate ce la moglie dellexsoldato di cui vi parlavamo prima: anche la donna, considerata una testimone attendibile, accusò le forze speciali britanniche dellomicidio di Lady Diana. Su questa versione saranno sentiti anche gli altri familiari del soldato. Dice Mohamed Al Fayed: «Si tratta di un passo importante, che potrebbe portare a una svolta fondamentale e dare ragione a chi come me crede alla tesi del complotto. 16 anni di insabbiamenti e di prove cancellate non ci impediranno di arrivare alla verità, che è ben diversa da quella che ci hanno raccontato finora. Mio figlio non è morto per una casualità, è stato ucciso. Sono contento che le autorità francesi abbiamo deciso di indagare». Da Parigi, dove è approdata rinchiesta, fanno sapere che nonostante Scotland Yard avesse archiviato il caso dopo sei mesi di indagini e 12 milioni di sterline spese, i fascicoli sull’incidente della principessa Diana non sono mai stati abbandonati. Qualcuno provvedeva infatti a tenerli costantemente aggiornati arricchendoli con le teorie complottistiche che si sono rincorse in questi anni. A capo delle indagini ci sarà Sabine Kheris, grande esperta di complotti politici internazionali. Il giudice esaminerà i messaggi audio in cui Diana Spencer prevedeva la sua morte e descriveva i dettagli di un ipotetico incidente stradale in cui sarebbe stata ammazzata. Diana temeva da tempo che qualcuno complottasse alle sue spalle, si sentiva scomoda per la Casa Reale, sapeva che il suo carattere non si addiceva all’etichetta imposta dalla regina e per questo continuava a temere per la sua vita. Tra le note lasciate da Diana, la più rilevante sarebbe in possesso del suo avvocato. Dice ancora papà Al Fayed: «Non è troppo tardi per scoprire la verità. Da quella notte di agosto, non ho creduto nemmeno per un istante alla tesi deirincidente. Lo ripeto ancora una volta: Dodi, Diana Spencer e lautista sono stati uccisi. Qualcuno non voleva che uscissero vivi da quel maledetto tunnel. Spero che le autorità francesi rivelino ciò che la Corona inglese continua a negare ».