Deraglia in una curva il treno del Bronx Quattromorti, 63 feriti

L’ultimo dei sette vagoni si è arrestato miracolosamente a un passo dall’acqua dell’Hudson, pochi centimetri ancora e il bilancio del deragliamento del treno della Metro- North avrebbe superato il già tragico conto di 4 morti e 63 feriti nel Bronx di NewYork, dove la Hudson line gira di fronte all’isola di Manhattan, a qualche dì centinaio di metri dalla stazione di Spuyten Duyvil. Il secondo incidente che in sei mesi coinvolge treni passeggeri dell’Mta (Metropolitan transportation authority) solleva più di un interrogativo sui sistemi di sicurezza in una tratta utilizzata ogni giorno da decine di migliaia di pendolari per raggiungere NewYork. Alle 5.54 di ieri il convoglio ferroviario lascia Poughkeepsie, cento chilometri a nord di NewYork. Per le 7.43 è atteso nella stazione Grand Central di Manhattan. Durante la settimana è al completo ma nella domenica dopo il giorno del ringraziamento a viaggiare sono in meno di 150. Alle 7.20 i sette vagoni spinti posteriormente da una locomotiva diesel imboccano una curva da affrontare a velocità ridotta, ma il treno deraglia in una corsa incontrollata sulla massicciata e nella campagna che si esaurisce con la prima carrozza quasi sull’acqua. «Stavo dormendo, mi sono svegliato quando il vagone ha cominciato a ribaltarsi. Ho visto la ghiaia venirmi incontro e la gente che urlava sbalzata dall’altra parte del treno. C’erano ovunque fumo e detriti», racconta con una mano insanguinata Joel Zarritsky, un dentista che andava a NewYork per un congresso. «Ho sentito un fragore tremendo, mi sono affacciato alla finestra e ho visto il treno fuori dai binari», dice un uomo sulla sessantina che abita a duecento metri. I primi soccorsi arrivano in pochi minuti. I vigili del fuoco trovano tre corpi sbalzati fuori dalle carrozze, ma per estrarre dalle lamiere la quarta vittima devono sollevare un vagone gonfiando degli enormi airbag. C’è anche uno dei tre conduttori presenti sul treno nell’elenco dei feriti, undici dei quali in condizioni precarie. A loro e ai parenti delle vittime il presidente Barack Obama ha espresso solidarietà. Una delle possibili cause di questo disastro ferroviario è il mancato rispetto del limite di velocità, ma sarà la scatola nera a chiarire se si tratta di errore umano o di guasto tecnico. «Potrebbe essere stato uno fattori», ammette il presidente dell’Mta Thomas F. Prendergast mentre Frak Tatulli, un passeggero incolume è certo: «Il treno andava molto più veloce del solito».