Denise Pipitone: Ecco come la sorellastra Jessica e sua madre hanno ostacolato le indagini

Il 1 giorno della tragica scomparsa di mia figlia Denise, i poliziotti si sono recati a casa di Anna Corona per cercare la mia bambina. Lei, però, quando gli agenti si sono presentati alFingresso del palazzo, non li ha fatti entrare nella sua abitazione, bensì in quella della vicina. Perché? Aveva qualcosa da nascondere? Si è confusa? Il sospetto è che si sia trattato di un vero e proprio raggiro. E per questo chiedo ai giudici di acquisire tutti i documenti relativi alla perquisizione fatta quel giorno a casa della vicina e verificare cosa accadde veramente”. Queste parole sono di Piera Maggio, 42 anni, la mamma di Denise Pipitone, la bambina di 4 anni scomparsa il primo settembre del 2004 da Mazara del Vallo, un paesino in provincia di Trapani. Proprio in questi giorni è cominciato il processo d Appello nei confronti di Jessica Pulizzi, 27 anni, la sorellastra di Denise, accusata di aver rapito la bimba. La ragazza era già stata assolta in primo grado nel giugno 2013. Mamma Piera, però, non si è mai arresa. E oggi, in occasione del nuovo processo, punta il dito contro Anna Corona, 50 anni, la mamma di Jessica, da sempre sospettata di essere la complice della figlia. Secondo l’accusa insomma, Anna Corona avrebbe coperto Jessica il giorno del rapimento. E Giallo è entrato in possesso dei documenti che di mostrerebbero questa terribile ipotesi. Il giorno della sua scomparsa Denise stava giocando in strada davanti alla casa della sua famiglia. L’ultima volta è stata vista alle 11.45. La nonna, che in quel momento si trovava in cucina, si è accorta della sua scomparsa soltanto cinque minuti dopo, alle 11.50. Seguirono ore di ricerche, falsi avvistamenti e segnalazioni errate. Niente da fare: Denise era svanita nel nulla. Un paio di giorni dopo, Piera Maggio, la mamma della piccola, rivelò che il vero padre di Denise non era suo marito, Tony Pipitone, ma un altro uomo, Piero Pulizzi, 56 anni.

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