Denise Pipitone: C’è una nuova prova contro Jessica Pulizzi

personal essay college application By on 6 giugno 2014
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best online resume writing service jordan river valley di Angela Corica Settimanale Giallo Provo dolore e rabbia per tutto quello che non si è fatto per trovare la mia Denise. Sono passati tantissimi anni e la mia sofferenza non si è placata, anzi, è cresciuta. Mi sento ancora più arrabbiata sapendo che ci sono persone che hanno fatto in modo di complicare le indagini in modo che la mia piccola non fosse trovata. Non mi do pace: auguro a questa gente di provare a vivere un giorno solo con il dolore che io mi porto nel cuore da dieci anni, forse solo così capirebbero quanto male sono riusciti a causare”.

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http://www.kmfri.co.ke/?dissertation-service-uk-usa “SOFFRO SENZA SOSTA DA DIECI ANNI” A parlare è Piera Maggio, 42 anni, madre di Denise Pipito- ne, la bambina di quattro anni scomparsa il primo settembre 2004 da Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, mentre giocava davanti alla sua abitazione. Questa madre disperata, ma sempre e comunque speranzosa di riportare a casa la sua splendida bambina, vuole commentare quanto sta emergendo nel processo di secondo grado in corso a Palermo e che vede imputata Jessica Pulizzi, 27 anni, la sorellastra di Denise, già assolta in primo grado, ma ancora oggi considerata dagli inquirenti la mente del sequestro: avrebbe fatto sparire Denise per gelosia, super esperto: «Jessica Pulizzi, o almeno il suo telefono cellulare, nelle ore in cui sparì Denise, era nella zona in cui abitava la bambina sequestrata». Non era a casa, dunque, come dichiarò: le analisi tecniche dimostrano tutt altro. Ma non basta: Panatisi dei dati telefonici fa emergere uno scenario inquietante e nuovi interrogativi. Subito dopo il rapimento della piccola, furono posti sotto controllo i cellulari di Anna Corona, la moglie tradita, e di Stefania Letterato, la migliore amica della donna. I loro contatti erano» molto frequenti, ma proprio quando cominciarono le intercettazioni terminarono bruscamente per riprendere quando queste furono interrotte. Genchi an che nel processo di primo grado, durante l’udien za del 14 marzo 2012, disse quali erano i suoi dubbi, partendo dalla considerazione che Stefania Letterato ai tempi era amica, poi è diventata la moglie, dellallòrà commissario di Mazara del Vallo, Antonio Sfameni. Disse allora Genchi: «Il 21 settembre (20 giorni dopo la scomparsa di Denise) iniziarono le intercettazioni sul cellulare della donna, ma dal giorno successivo non fu più attivo. Il 5 ottobre 2004. cessarono le intercettazioni alla Letterato e lei riprese a telefonare. Sono convinto che F80% della non riuscita del ritrovamento di Denise sia dovuto ai contatti avvenuti tra Anna Corona e Stefania Letterato». E da qui la rabbia di Piera Maggio, mamma di Denise, che trova conferma ai suoi atroci sospetti: qualcuno ha depistato le indagini, impedendo di ritrovare la sua bambina. Dalle parole di Genchi si capisce che accadde davvero qualcosa quantomeno di anomalo. Ecco cosa ha sempre dichiarato l’esperto informatico: «Ai tempi suggerii alla Procura di intercettare anche un altra utenza telefonica con cui la Letterato era in contatto, non sapevo fosse del commissario di polizia, Antonio Sfa- meni. In ogni caso la mia indagine ha evidenziato da subito che tutti i soggetti coinvolti a cominciare da Jessica Pulizzi, avevano la disponibilità di una miriade di utenze telefoniche SIM e di un altrettanta miriade di telefoni cellulari, che spesso alternavano e sostituivano. Quindi bisognerebbe capire il perché di questi continui cambi di apparecchio e di utenze».

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