Decadenza, lo strappo di Berlusconi

Un’ora e dieci di discorso, quindi Silvio Berlusconi si alza in piedi: «Dopo venti anni di tentativi non andati in porto, mercoledì il Senato vota la mia decadenza. Io lo chiamo colpo di Stato! Omicidio politico!». Prosegue: «Non lasceremo che il colpo di Stato si realizzi senza nessuna reazione!». Preannuncia manifestazioni (come un sit in, mercoledì, sotto palazzo Grazioli), e intanto in Senato già Forza Italia comincia ad astenersi sulla legge di Stabilità. Il distacco della nave di Berlusconi dal governo prende forma. Sempre in piedi, grida «la vergogna di un presidente del Consiglio, presidente del G8, che ha convinto americani e russi a diminuire le armi nucleari, che ha fermato la guerra fra Russia e Georgia, un imprenditore che ha creato posti di lavoro e dato lustro all’Italia con il Milan, inviato ai servizi sociali: umiliazione per me e per il Paese, ridicola e inaccettabile». Per cui, «il presidente della Repubblica non deve esitare un attimo a fare, senza che io lo richieda, un provvedimento che cancelli questa ignominia». Così è il programma di guerra per la settimana del voto di decadenza. Compresa una conferenza stampa, forse domani nella sede di piazza in Lucina, con la presentazione di «carte ineludibili » che dimostreranno come Berlusconi non abbia alcuna responsabilità nel processo «diritti Mediaset». Al Palazzo dei Congressi dell’Eur davanti a una platea piena dei giovani del partito («Giovane Italia»), la chiusa —in piedi—è la seguente: «Signori della sinistra sappiate che questo soggetto non ha paura! Non ha niente da farsi perdonare! È completamente innocente ed è considerato una bandiera dal suo popolo!». Berlusconi arriva a metà pomeriggio alla riunione dei giovani guidati dalla deputata Annagrazia Calabria. Sorride poco e non pronuncia verbo prima di salire sul palco. Abito grigio, maglietta girocollo blu. La fidanzata Francesca Pascale è nella sua scia, superprotetta, in tailleur bianco. Inno d’Italia, Calabria e Pascale con la mano sul cuore, Berlusconi no, ma canta e sottolinea: «Siam pronti alla morte!». Due sedie, una per lui, l’altra per Annagrazia. Il discorso è una cavalcata lungo cinquanta anni di storia. La storia secondo Silvio Berlusconi. Con un’adesione piena alla frase di Dell’Utri su «Mangano eroe»: «Dell’Utri lo portò come stalliere ad Arcore. Accendeva le candele in chiesa, faceva la comunione. Poi si complicò la vita, si mise con persone che appartenevano alla mafia. In carcere, malato di cancro, gli dicevano: se ci racconti i rapporti di Dell’Utri e Berlusconi con la mafia, vai a casa. A casa ci è andato la mattina del pomeriggio in cui è morto. Marcello ha detto bene: un eroe!». La prima data è 1964: «Viene fondata Magistratura democratica, che l’Unità accusò nel ‘78 di sponsorizzare le tesi delle Br. Ma a poco a poco domina Associazione magistrati e Consiglio superiore della magistratura». Seconda data, 1989: «I magistrati fanno assegnare alle Procure la polizia giudiziaria». Terza data, 1992: «Abrogato l’articolo della Costituzione che prevede l’immunità dei parlamentari. Momento tragico. Da allora vengono sgominati i cinque partiti che avevano governato l’Italia». Si apre così «la via giudiziaria per il comunismo al potere. Ma un bravo imprenditore non riusciva per questo a dormire la notte… ». La vittoria delle elezioni, però dopo 7 mesi «l’avviso di garanzia, recapitato attraverso il Corriere della Sera, organo non ufficiale della Procura di Milano ». Poi, «Scalfaro telefona a Bossi, gli consiglia di slegarsi da me». Torna al governo nel 2001 e «ipmavviano 57 processi contro di me». Nel 2006 perde «per 24.000 voti, grazie all’antica professionalità della sinistra nello spoglio delle schede». Nel 2008 di nuovo al governo. Prima «va via Fini, convinto di formare lui il nuovo governo (aveva già promesso posti da ministro). Soprattutto, mi oppongo alle politiche di Merkel e Sarkozy e la Germania ordina alle sue banche di vendere i titoli italiani». Intanto, «da giugno 2011 Monti preparava con Passera il programma del governo tecnico». Per colpa dello spread a 500, causato dall’euro, col quale «abbiamo rinunciato alla sovranità monetaria», Berlusconi lascia. «Dissi ad Angelino: vai avanti tu. Volevo costruire ospedali per bambini nel mondo con Bertolaso. Vennero a riprendermi in Africa quando il Pdl toccò l’11 per cento nei sondaggi…». Prima di tutto ciò, ieri mattina era uscita un’intervista al Mattino. Berlusconi ha annunciato «un colpo segreto contro Renzi». Renzi ha replicato: «Questa è una notizia, non ne so niente».