De Girolamo al blocco dei Tir sul Brennero Gli industriali: sbaglia

ghostwriter slime monster «E ora amici vediamo cosa trasporta questo Tir che viene da Amburgo ed è diretto a Verona… ». La voce stentorea dello speaker di Coldiretti quasi si cristallizza nell’aria gelida del passo del Brennero. In migliaia, tra coltivatori e allevatori, sono qui dall’alba, sentinelle del «made in Italy», armati di fischietti e di un maxischermo che, come una sonda, entra nella pancia del Tir e mostra il contenuto. «Guardate che roba! Sapete cosa è?». Tra le braccia dello speaker sbuca una specie di grosso salame bianco. Roberto Moncalvo, 33 anni, eletto da poco presidente nazionale di Coldiretti, ha un sobbalzo: «Roba da matti… ». Il grosso salame, in realtà, sarebbe mozzarella a pasta filata per la pizza italiana destinata alle pizzerie del Veronese. Inutile dire che di italiano non ha nulla. Se non l’etichetta, che qualcuno ha appiccicato ad Amburgo. «Quella roba lì, ben che vada, contiene acido citrico, è un prodotto molto scadente» sbotta Carlo Catanossi, presidente del gruppo Grifo Latte di Perugia. Sono saliti fino al confine con l ’Aus t r i a , que l l i di Coldiretti, per combattere «La battaglia di Natale: scegli l’Italia », crociata contro quella che definiscono «la grande truffa al made in Italy». Al loro fianco, presenza per niente scontata, si materializza a metà mattina il ministro per le Politiche agricole, Nunzia De Girolamo. E la battaglia di Natale, nel giro di poche ore, si trasferisce dal Brennero a Roma. Confindustria e Federalimentare censurano duramente la presenza dell’esponente di governo a una manifestazione «ambigua e non condivisibile, pervasa da una logica protezionistica ». Il ministro, ben accolto dai manifestanti, nonostante uno dei bersagli della protesta fosse proprio l’immobilismo della politica, spende parole in difesa del «made in Italy», definita «una via d’uscita dalla crisi». Si espone in difesa «degli agricoltori e consumatori ingannati da chi specula». E sull’etichettatura del prodotto riconosce che «ci sono stati passi avanti, ma la battaglia è ancora lunga, a cominciare dalla carne di maiale». Posizioni inaccettabili per Confindustria, che accusa il ministro «di ingannare i cittadini perché al momento vi è una distanza incomprensibile tra quanto espresso dal nostro Paese a Bruxelles in materia e quanto l’esponente di governo intende far percepire con la sua azione». Per Confindustria, la manifestazione del Brennero è pervasa «da una logica che suscita sconcerto». Controreplica dell’esponente di governo: «Di sconcertante sono i toni al limite dell’insulto a chi, come ministro, svolge il suo dovere di tutela della produzione agricola». Quindi l’affondo: «Mi aspetto da Confindustria una posizione altrettanto vibrante sul tema della lotta alla contraffazione ». Intanto al valico del Brennero, nella pancia dei Tir, va in onda il «made in Italia» in versione taroccata. Patate tedesche dirette a Palermo. Fiori partiti dal Kenya, passati per l’Olanda e che ora viaggiano in direzione di Treviso con la sigla «IT». Biscotti frollini confezionati in Germania, pure loro «made in Italy». Un prosciutto tedesco con fascia tricolore. Cosce di maiale prodotte in Lituania. Grano per farina coltivato in Austria. Il presidente Moncalvo allarga le braccia: «Ognuno di questi Tir simbolicamente ruba un pezzo di futuro alla nostra filiera agroalimentare». I numeri della crisi sono da brividi: dal 2007 hanno chiuso 140 mila tra aziende e stalle, mentre 36 mila sono i posti di lavoro andati perduti (8 mila nel settore suinicolo). Il made in Italy, denuncia Coldiretti, è in balia di chiunque: «Un piatto su tre è fatto di soli ingredienti stranieri». E non tutti raccomandabili. «Al succo di arancia, che viene dal Brasile, viene aggiunta acqua. Metà dell’olio di oliva consumato in Italia è contaminato da olive straniere». La caccia al Tir prosegue anche oggi al Brennero. Anche se a qualcuno viene un dubbio: «Forse chi ha qualcosa da nascondere passerà dal Tarvisio…».

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1 Comment

  1. http://forderteknik.com/?p=how-write-a-narrative-essay Mi chiedo e vi chiedo in quale paese del mondo oggi, che non sia islamico o sotto qualche dittatura africana, è possibile che un gruppo di manifestanti blocchi la strada (il blocco stradale è un reato), che le forze dell’ordine (abbiamo visto Polizia e Guardia di Finanza) non solo non li disperdano e li identifichino, ma al contrario se ne servono dando loro una fittizia quanto illegale “delega di fatto” a ispezionare i TIR provenienti dall’estero. E tutto questo venga ripreso in diretta dalla trasmissione AGORA’ della RAI dove un presentatore ignorante parla di Cecoslovacchia (un paese che non esiste più da anni in quanto oggi CZ sta per Repubblica Ceca, la Slovacchia è un altro paese indipendente con la sigla SK) ripetendo le parole dette a vanvera da un manifestante della Coldiretti mentre (incredibile) ispeziona un TIR parlando a vanvera di reati che nel caso di specie non si configurano (mostrava spaghetti cinesi destinati al consumo delle famiglie cinesi con tanto di scritte in cinese), questo mentre sfoggiava un travisamento (altro reato per occultare l’identità) nella specie degli occhiali giganteschi di colore giallo che gli conferivano anche un aria da pirla. Mi auguro che le autorità e nella specie la magistratura si attivi dato che i reati ipotizzati sono molti e gravi.

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