De Blanck contro Ripa Di Meana: “Smetti di parlare delle tue trasgressioni e invecchia con dignità”

La nobiltà esercita sempre un certo fascino sul pubblico, tanto che due blasonate signore, Patrizia De Blanck e Marina Ripa di Mea- na, dominano da anni la scena tivù: la prima contessa di nascita, la seconda marchesa acquisita per aver sposato Carlo Ripa di Meana. Negli ultimi tempi, però, le loro strade si sono divise. Pur essendo richiestissima come opinionista in vari talk show, Patrizia ha scelto il riserbo, mentre Marina continua a rilasciare interviste volutamente scandalose.

L’ultima addirittura scioccante, soprattutto per due rivelazioni della nobildonna: il fatto di essersi prostituita per comprare la droga all’amante dell’epoca, il pittore Franco Angeli, e la rievocazione di un incontro con Gianni Agnelli, il quale si sarebbe tirato indietro per averla trovata a letto con due uomini commentando: «Per i miei gusti siamo in troppi». Marina, come si dice, getta il sasso e non nasconde la mano, mentre Patrizia commenta con garbo e una punta di sottile ironia la sua confessione hard. «Lei e io non siamo mai state rivali, ma amiche e compagne d’avventura», puntualizza la De Blanck. «Ricordo ancora un viaggio divertentissimo che facemmo a Londra, ospiti di un suo amico, un presunto milionario, che avrebbe dovuto regalarci pietre preziose e che invece sparì dimostrandosi, come si dice a Roma, una “sola”. Le nostre personalità sono diversissime: lei è trasgressiva, ma prudentemente accasata; io single e abituata a cavarmela da sola». Patrizia, come commenta le dichiarazioni esplosive di Marina? «Con stupore e ammirazione. Stupore per il fatto che Marina si illuda ancora di poter scandalizzare in un’epoca in cui in fatto di scandali abbiamo toccato il fondo. E ammirazione perché ha ancora la voglia e la forza di avventurarsi in certe performance. I tempi sono cambiati e oggi per essere all’avanguardia bisogna mostrarsi saggi e riservati». Lei si sente tale? «Sono in sintonia con lo spirito del nostro tempo. In piena crisi, con tanta gente con problemi di sopravvivenza, l’esibizione di certi privilegi mi sembra inopportuna. Non sono più la donna che dominava il jet set tanti anni fa. Oggi vivo sobriamente e, se occorre, vado anche al mercato. Non a vendere i miei effetti personali, come ha pensato qualcuno vedendomi tra le bancarelle; ma per fare acquisti a basso costo. I miei abiti griffati, come quello ricoperto di catenelle di Paco Rabanne che indossammo solo io e Brigitte Bardot, li ho messi in vendita su un sito che mi ha dedicato uno spazio per appassionati del vintage». La Ripa di Meana dice di essersi prostituita: che ne pensa? «Al di là da ogni polemica, commento le sue confessioni solo perché, conoscendola, so che sono state fatte perché se ne parlasse. Raccontare che si è prostituita, sia pure per amore, mi sembra poco elegante. Se si fa sesso per danaro, sarebbe meglio non dirlo». A lei è mai capitato? «È accaduto che qualche uomo ricco e famoso mi abbia offerto cifre stratosferiche per conquistarmi. Io ho sempre rifiutato e, col senno del poi, me ne pento! Scherzi a parte, non potrei mai legare il sesso al tornaconto e inoltre, se lo avessi fatto, non sarebbe mai stato per dare soldi a un altro uomo. Invece ho accettato regali costosi» Ne ricorda qualcuno in particolare? «Un fiore di brillanti con i pistilli di rubini, che mi venne offerto come se fosse una margherita colta in un prato. Ci fu poi un milionario arabo che mi regalò una preziosa pelliccia di zibellino. Eravamo a Ginevra e io, durante una lite, la gettai dalla finestra. Lui corse a recuperarla, ma era sparita in un patrizia_de_blanck_setticemia_645-645x330attimo. Ci rimasi male, anche perché pensai che nemmeno in Svizzera si è al riparo dai ladri». Come giudica l’amore di gruppo di cui parla Marina? «Secondo me l’erotismo è un gioco a due. Infatti, quando scoprii il mio primo màrito, un baronetto inglese, in intimo colloquio con un amico, mi ritirai con un semplice “Sorry”. Per tornare al racconto di Marina, conoscendo lo stile di Agnelli mi sembra strano che entrasse nelle camere da letto altrui senza bussare. Ma tutto è possibile». Secondo lei, perché Marina si espone così tanto? «Perché è rimasta una “ra- gazzaccia” degli anni ’70, ansiosa di rompere gli schemi. Basta osservare il suo look: cappellini stravaganti, velette, gioielli vistosi, tutti simboli di un mondo in cui l’eccesso, compreso quello sessuale, era un segno di distinzione sociale. Come a dire che solo i nobili se lo potevano permettere». Lei non condivide? «No. A parte qualche occasione speciale, vesto con pantaloni e maglietta. In più ho scoperto la comodità delle ciabattine. Ne ho di tutti i colori e le indosso senza calze. Pare che questa moda sia trendy, ma per me è un modo per evitare il mal di piedi». Pensa che Marina si risentirà per le sue critiche? «Non credo. Per una donna che ha fatto del protagonismo una ragione di vita, l’unica offesa insanabile è quella di passare inosservata». Lei invece è stanca di essere una primadonna? «Primadonna si nasce e si muore. E certo, però, che non ho la smania di apparire. E per questo la gente mi ama». Vuole lanciare un messaggio alla Ripa di Meana? «Preferisco farle una domanda in relazione ai suoi pensieri e ai suoi cappellini: ma cara, che cosa ti sei messa in testa?».