David Beckham: Il campione Inglese perfetta macchina per far soldi, si spoglia di nuovo

Se state leggendo queste righe: allegria, non siete stramazzate a terra. Mica scontato visti lo sguardo assassino e i muscoli killer che mister Beckham sfodera in queste foto. E pazienza se vederlo mezzo nudo, il capello impomatato, il busto unto e tatuato che pare una mappa del capitano Morgan sia ormai pane quotidiano come gli indici di borsa in negativo: fuori un bicipite, una gonfiata al pettorale, ed ecco lo spread ormonale schizzare alle stelle. David delle meraviglie, David stellare, l’ultimo uomo oggetto l’abbiamo chiamato, sempre lì arrapant-rassicurante, dunque perfetto, che si tratti di venderci una mutanda o un orologio. Corpo del reato con una testa pensante sopra, però, oltre a uno strepitoso fiuto per gli affari, se è vero che nel 2012, tra un ammicamento e l’altro, si è portato a casa 32 milioni di euro in sole sponsorizzazioni. Calcolatrice alla mano, un euro al secondo. Imprecate pure, ne avete facoltà. Un malloppo in crescita costante, nel 2011 Beck si era fermato a 15 milioni, meno della metà, a cui si devono aggiungere i cinque milioni, briciole, ancora percepiti dai Los Angeles Galaxy per i suoi ultimi cross: le scarpette le ha appese ufficialmente al muro nella primavera di quest’anno dopo qualche mese al Paris Saint Germain. Si arriva quindi a 37 milioni in un anno, cifre da emicrania potente, immorali e meritate al tempo stesso se pensate che il suo arrivo a Los Angeles nel 2007, pagato 25 milioni di euro per cinque anni di contratto, ha fruttato alle casse dei Galaxy 190 milioni tra abbonamenti e gadget. Un ritorno d’affari garantito che spiega com’è che tutte le principali aziende son lì a contenderselo, com’è che Adidas, da sempre, gli dà 3,5 milioni di euro l’anno, Gillette 4 7 milioni per 3 anni, Emporio Armani, nel 2007, si disse 23 per lo stesso lasso di tempo. Così ammirato e concupito da spingere gli altri maschi all’emulazione, questo il concetto che lo rende il testimonial ideale di articoli “per lui”, e questa la motivazione prima per cui la rivista americana Forbes, la bibbia del business, lo ha inserito tra le venti celebrità di sport e spettacolo più influenti del pianeta. Merito che va dato in gran parte alla vera artefice del successo di David: no, non la palestra, ma sua moglie Victoria, l’ex Spice Girl stretta come un punto esclamativo e meglio nota come la donna che non ride mai. «Per non sembrare scema», dice. È grazie a lei che Beckham, calciatore bravo e sexy come altri, diventa una star nel 1997, Victoria all’acme della sua carriera canterina e ben più famosa di lui. È lei a costruirgli un look, a insegnargli a giocarci, a farne l’emblema dei Metrosexual, eterosessuali che curano l’immagine senza paura di veder sminuita la loro virilità (moda poi degenerata altrove tra pinzette e cerette). È sempre Victoria che lo convince a farsi seguire negli affari non da un semplice procuratore, ma da un agente top dello showbiz : calcio e star-system, eccola la ricetta vincente. Strana coppia, lui così bello lei proprio no, che negli anni regala ai giornali figli, quattro, e scandali, dagli sms roventi che David scrive alla segretaria Rebecca al piedino fatto a un’amica e immortalato da un paparazzo durante una cena al ristorante, Victoria seduta al suo fianco. Bufere che i due superano in nome dell’amore, della famiglia e dei denari. David e Victoria che sanno di funzionare assieme, che si alimentano l’uno con l’altra. Mentre sua moglie scala oggi sapiente l’universo della moda con le sue cinque “stilosissime” linee e un patrimonio personale stimato in 2 2 0 milioni di euro, che mister Beckham vada pure avanti sereno a spogliarsi per spot. Con una preghiera: la smettesse con questa mania dei tatuaggi esplosa tardiva dopo la nascita 14 anni fa di suo figlio. Di questo passo, tempo un paio d’anni e non riusciremo più a scorgere neppure un lembo della sua dorata e augusta pelle.