Dalla tv alle piazze, rush finale per idem Renzi:ognuno porti altri diecia votare

http://mardeluna.mx/?q=bus-service-essay By on 1 dicembre 2013

http://www.falydelaferiaalrocio.com/the-necklace-essay/ Dopo il confronto televisivo di venerdì sera, ieri è proseguita la «campagna elettorale » dei tre candidati alla segreteria del Pd. Matteo Renzi nella sua Enews ha sentenziato che «il governo delle larghe intese non c’è più. Ora c’è un governo di emergenza, diverso dalle larghe intese e che ha i numeri per fare le cose che da anni si dicono e non si fanno». E ha aggiunto di essere l’uomo che può garantire le riforme: «Però io da solo non ce la faccio. Non ci sono supereroi da queste parti: ci sono persone che credono che insieme si possa cambiare il mondo. Una leadership forte è fondamentale. Ma il vero leader è chi sa fare insieme agli altri». Nella newsletter il sindaco di Firenze lancia anche l’iniziativa «porta a votare dieci persone», chiedendo ai suoi simpatizzanti di «scaricare» le rubriche di telefonino e email, e annuncia una mobilitazione per la vigilia del voto, sabato 7 dicembre: «Mille tavolini in mille piazze d’Italia per raccontare cosa sono le primarie… anche come si vota, le indicazioni logistiche ». Un modo per incrementare l’affluenza, che secondo Renzi sarà comunque alta: «Due milioni di persone», anche se già «un milione e mezzo sarebbe un successo». A Palermo per un’iniziativa elettorale, Renzi torna a mettere in guardia contro il rischio di «sottovalutare» Berlusconi: «È come i gatti, ha sette vite. Non ha saputo governare, ma è bravissimo a fare opposizione e a fare la campagna elettorale». Contemporaneamente, però, ha teso una mano a «chi in passato ha votato Berlusconi ed è ora deluso »: «Siccome sono italiani come noi, gli dobbiamo dire di provare a fare qualcosa insieme ». E, sul modello di partito, ha dichiarato che «la prima cosa che faremo è una gigantesca campagna nelle scuole». Gianni Cuperlo, a Bergamo, ha sottolineato la necessità di superare il clima di austerity se si vuole fare sviluppo: «Se sarò segretario, chiederò che il governo vada in Europa a spiegare, battendo i pugni, che la strategia di questi anni è fallita: l’idea che si parte dal rigore per poi creare crescita e lavoro è sbagliata. Servono politiche espansive». Cuperlo quindi ha chiesto al governo di «cambiare passo, perché ora non ci sono più alibi»: «Deve mettere al centro il dramma del Paese che attraversa la crisi più drammatica della sua intera storia. Servono azioni mirate, va messo al primo posto il lavoro per creare domanda, occupazione, reddito e consumi». Infine, Cuperlo ha attaccato il rivale Renzi sia in quanto portatore di «una sostanziale continuità con le ricette degli ultimi anni», sia criticando la sua annunciata intenzione di non voler in ogni caso lasciare la poltrona di primo cittadino fiorentino: «Se ti candidi per cambiare tutto nella sinistra italiana, non puoi fare un secondo lavoro». E contro Renzi si è espresso anche Pippo Civati, a Brescia: «È passato da voler rottamare i vecchi dirigenti a candidarli. Una scelta inspiegabile». Civati ha anche parlato della sua idea di Pd: «Dobbiamo tornare a rappresentare le periferie, basta essere ancorati ai palazzi romani. Il mio sarà un partito che non dovrà dubitare di abbassare le tasse sul lavoro, piuttosto che quelle sul patrimonio».

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