Cristina D’Avena: “Io sposerò il grande puffo”

http://www.lakecharlesclinicaltrials.com/paypal-thesis/ paypal thesis By on 2 novembre 2013
Cristina D'Avena

http://pacificcrossroads.net/?best-scholarship-essay Cristina d’Avena l’eroina delle sigle tv più amate non è impazzita, siamo noi che l’abbiamo obbligata ad un gioco molto divertente sui personaggi dei cartoni animati… Ma oltre questo, con lei abbiamo realizzato un’intervista davvero deliziosa che, guarda caso, inizia proprio con i bambini! L’appuntamento è telefonico. Cristina è a Milano, io sono a Roma. Provo a chiamarla, non la trovo. Riprovo, non la trovo! Mi arriva poi un messaggio: “Sono Cristina, chiama a questo numero”. Appena composto il numero mi risponde con la sua inconfondibile voce squillante e con una bella risata… Ho fatto talmente tante interviste oggi che ho il cellulare scarico e io senza cellulare mi sento persa: ho tutto il mio mondo dentro! Concordo con lei perché al solo pensiero che il mio vada fuori uso mi sento male. Siamo schiavi di questa tecnologia – continua Cristina – schiavi del telefono, del fatto che dentro ci sono tutti i nostri contatti, tutta la nostra vita. A volte penso sia esagerato tutto questo, continuo a darle ragione e le racconto un paio di episodi (tragici) che mi sono successi quando non avevo a disposizione il telefonino… Lei, con molta disinvoltura, continua a ridere e a raccontarmi dei suoi accaduti e, per un momento, mi sembra di parlare con una mia cara amica piuttosto che con l’icona delle canzoni per bambini e delle sigle tv quale Cristina è da anni. La prima domanda che mi viene in mente ha infatti a che vedere con i bambini… ma non quello che ci si aspetterebbe… Come fai a sopportare i bambini… (la domanda la lascia appena un secondo perplessa, ma poi le provoca una risata; mi sento quindi sia un pò in colpa per avergliela fatta, sia in dovere di specificare bene cosa intendevo…) Io sono mamma e a volte, con tutto l’amore che ho verso mia figlia, un pò vacillo quando mi trovo la casa piena di bimbette urlanti e canterine: mi sono sempre chiesta come fai tu, invece, a sopportare i bambini dopo tantissimi anni che lavori con loro e per loro.. Credo, tornando seria, che sia una questione di feeling, di caratteri somatici. Avere un sorriso aperto, gli occhi che ti parlano, un modo di fare dolce e un tatto particolare. fa sì che i bambini mi amano dal primo momento che li incontro. Ti è mai capitato quando dai la mano a qualcuno per la prima volta, di capire dalla stretta che genere di persona sia? Ecco, io e i bambini siamo così: ci capiamo al volo. Con loro provo immediatamente una vibrazione positiva e loro con me. Non c’è niente da fare io li adoro… Riflettendo un attimo sul caso di mandarle mia figlia per le vacanze, passo alla seconda domanda che anche questa mi frulla in testa da parecchio… Cantare per i bambini è stato un caso o una scelta? All’inizio un caso, perché cercavano una voce per cantare alcune sigle, sono andata al provino, mi hanno scelta e da lì ho iniziato. Ho lavorato con Augusto Martelli, con cui ho inciso la prima sigla Bambino Pinocchio poi, sempre a Canale 5 con Marco Columbro e il pupazzo Five, e così via via sono andata avanti. Poi è arrivato il disco d’oro, quello di platino e questo mondo mi ha appassionato sempre di più: è talmente bello e gratificante lavorare per ragazzi e bambini, solo in pochi possono capirlo. É anche molto impegnativo, ma è una cosa che ti rimane e non un dura un attimo: chi ascolta le sigle perché vede i cartoni, assocerà sempre quella canzone a quel ricordo piacevole. Ci sono genitori che ascoltavano le mie sigle che ora portano ai miei concerti i propri figli, che mi conoscono per altre canzoni. Questa è una cosa che mi rende incredibilmente orgogliosa. Sei una grande icona oramai… È vero, ma credo che bisogna sempre impegnarsi perché il pubblico ha bisogno di stimoli nuovi… Hai parlato poco fa di genitori che ti seguivano da piccoli che portano i loro figli ai tuoi concerti… Come trovi cambiati i bambini? I bimbi sono cambiati in base agli stimoli che trovano intorno a loro, perché seguono le tendenze del momento. Sono invasi dalla tecnologia che li travolge, ma che sanno anche padroneggiare in maniera eccelsa. Sono più svegli di quelli di un tempo e sono a volte talmente avanti che se non riusciamo un pò a contenerli, rischiamo di fargli bruciare troppo velocemente tutte le tappe della loro vita. Credo che a volte sarebbe più utile tenerli a freno piuttosto che stimolarli troppo, per poter far assaporare loro le cose semplici della vita. La semplicità e la fantasia servono. È importante saper scrivere o raccontare una favola piuttosto che lasciare sempre giocare con i giochi elettronici che azzerano la fantasia. Raccontaci un pò della trasmissione che stai conducendo su Super!… Radio Crock’n’Dolls in onda sul Canale 625 di Sky, è per me un programma divertentissimo. È stata un’esperienza splendida interagire con il pupazzo Ciuffetto che è straordinario. È una trasmissione che parla di tante tematiche sui bimbi, anche sui capricci. Prendiamo spunto dalle canzoni più famose che diventeranno il contenuto e lo spunto per spiegare ai giovani telespettatori di Super! un sentimento, un’emozione, ma anche un aspetto della vita quotidiana, come dicevo prima. Nella trasmissione farò anche delle dediche con uno dei miei storici successi. Come ti sei trovata a lavorare davanti alle telecamere, rispetto alla sala di incisione… Bene. Devo dire che la televisione è una dimensione molto affascinante. Comunque ho fatto spessissimo televisione prima di Radio Crock’n’Doll: ho condotto anche Karaoke Super Show sempre su Super! Sei entusiasta di questi programmi, ma se potessi scegliere quale ti piacerebbe condurre? Forse il Festivalbar, oppure vorrei stare sul palco di Sanremo insieme a Fabio Fazio, ma come cantante, proponendo una mia canzone. A proposito, ma non ti è mai venuta voglia di cantare qualcosa di diverso, qualche canzone che non sia necessariamente per bambini? In realtà ogni tanto ci penso, ma non lo sento proprio nelle mie corde; se succederà comunque lo farò. Spesso mi arrivano delle richieste, ma se salissi sul palco di Sanremo lo dovrei fare per me e per il pubblico: per il momento non credo… Veniamo interrotte da un bambino che riconosce Cristina che si ferma per fare una foto…. Oltre al piccolo, quello più emozionato sembra il papà che, attraverso la cornetta del telefono, sembra avere una voce squillante ed emozionata… Quando ritorna, Cristina si scusa, ma capisco che è il momento dei saluti, ma non prima di fare un gioco con lei e con i suoi amati cartoni… Allora, con quale eroe dei cartoni animati ti vorresti fidanzare? Mmmhhh… sicuramente Robin Hood! Se potessi diventare un’eroina, quale sceglieresti? Ah, sicuramente Puffetta! E invece con quale dei Puffi ti sposeresti o comunque sceglieresti come compagno? Domanda difficile: i Puffi sono talmente tanti… Comunque sì: sceglierei il Grande Puffo! Ti piacciono gli uomini più grandi allora…. Ma no! Sposerei lui perché ha tanta esperienza e tante cose da raccontarmi… Va bene allora, in ultimo, tu che sei così buona e dolce, quale è il tuo cattivo preferito? (Cristina scoppia in una fragorosa risata) Non ce la posso proprio fare a scegliere un cattivo! L’unica cosa che posso dirti, è che durante i miei concerti canto la sigla di Ken il Guerriero… ma questo è il massimo!

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