Cristina Chiabotto, “Le mie nozze sono vicine, ma io dirò ‘SI’ lontano dai riflettori”

Sembrava finalmente arrivato anche per loro il giorno pili atteso. Lei bellissima, in abito bianco lungo e aderente; lui elegante, in completo nero. Tutti e due sorridenti davanti ai flash dei fotografi, Cristina Chiabotto e Fabio Fulco parevano una coppia nel giorno del “Sì”. Invece, era solo… lavoro! I due hanno fatto i testimonial all’edizione 2014 di Ti sposo…, la fiera del matrimonio che si tiene a Ercolano. A dire il vero, Fabio scalpita per portare l’ex Miss Italia all’altare, mentre lei tende a prendere tempo: «Cristina, come me, vuole essere sicura che sia davvero un legame che proseguirà tutta la vita», spiega l’attore a Nuovo. «Il matrimonio non è un gio- j co: deve durare. Io vengo da j una famiglia cattolica e molto | unita e il mio desiderio è ripetere l’esperienza fatta dai miei genitori».
«Sogno una cerimonia speciale: la nostra dovrà essere come nelle favole», gli fa eco la Chiabotto, dimostrando come tutto sommato non rifugga
affatto l’idea delle nozze, ma voglia solo aspettare ancora un po’ di tempo.
»So di aver scelto l’uomo giusto»
Cristina, anche se è stata una semplice sfilata, in qualche modo si è trattato anche di una prova generale di nozze. Con quell’abito…
«Per me e Fabio si è trattato di lavoro. Noi le prove per il matrimonio le facciamo in… privato!».
Quindi, dopo tanti anni, vi siete decisi a fissare la data?
«Ne parliamo spesso, il nostro sogno è quello di mettere su una famiglia e di avere figli. Non abbiamo ancora stabilito un giorno perché non solo siamo tutti e due scaramantici, ma anche perché vogliamo vivere quel giorno lontano dalle luci dei riflettori».
Tu sei ancora molto giovane, ma sappiamo che Fabio morde il freno. Forse perché lui ha già una certa età?
«Sono cambiati i tempi: oggi va anche di moda stare con un uomo più grande! E comunque rimango convinta del fatto che ho scelto bene». Sei la sua “toy girl” allora?
«Sì, e sono felice di esserlo! E anche di essere per lui qualcosa in più».
Anche se solo per lavoro, che effetto ti ha fatto indossare l’abito da sposa?
«Bello! Avevo già sfilato con il vestito nuziale, ma ogni volta provo sempre tanta emozione. Mi sono divertita e mi sono sentita bene dentro quell’abito…».
«Adoro parlare alle donne in tivù»
A proposito della tua nuova conduzione televisiva, il programma So glam so you parla di bellezza e di moda. Temi che conosci bene…
Prima serata del Taormina Film Festival«La5 è il canale digitale femminile di Mediaset. Su questa rete mi trovo benissimo, mi fa piacere parlare di e alle donne. L’affetto maggiore lo ricevo proprio dal pubblico femminile, che mi segue e mi apprezza da anni. In questo programma le spettatrici pos sono interagire con lo studio inviando i propri contributi. I video selezionati vengono poi mandati in onda e giudicati da me e dalla fashion blogger Cristina Rossi. Si tratta di una trasmissione multimediale: a me piacciono i programmi sperimentali, che danno sempre qualcosa di nuovo».
Sul piccolo schermo sembri molto portata per la conduzione. Ti vedresti nel ruolo di attrice, come è successo ad altre tue colleghe?
«Io non mi precludo alcuna strada. La conduzione rappresenta l’avvio della mia carriera in tivù e ammetto che, quando si accende la luce rossa della telecamera, ho una scarica di adrenalina molto forte. Ho 28 anni e sceglierò la mia strada. Comunque penso di essere molto camaleontica, quindi vorrei poter cambiare e sorprendermi sempre».
Il 18 settembre è uscito nelle librerie il tuo primo romanzo, Di notte contavo le stelle. Una data speciale per te, legata ai tuoi esordi…
«Sì, ho voluto farlo uscire nel giorno in cui sono stata incoronata Miss Italia: da quel momento ho spiccato il volo».
La tua elezione risale ormai a dieci anni fa. Che cosa rappresenta per te, oggi, quel concorso di bellezza?
«È stato il mio grande esordio, la porta di accesso che mi ha permesso di entrare nel mondo dello spettacolo con stile e con classe. Miss Italia ha segnato l’inizio della favola della mia vita, dopodiché è successo tutto molto in fretta. A diciott’anni ho vissuto esperienze più grandi di me, da Ballando con le stelle a Le iene, da Scherzi a parte al Festi- valbar. Un programma dopo l’altro, a ritmi molto serrati. Questo anniversario rappresenta perciò una tappa che mi permette di rivivere tutto sin dall’inizio, ma non certo un punto d’arrivo».
»Vorrei aprirmi ad altre esperienze»
Quanto di autobiografico c’è in Clara C, la ragazza protagonista del tuo libro?
«Ci sono tanti tratti autobiografici in lei: Clara è una ragazza che vive in un paesino della provincia di Torino e che, a un certo punto della vita, si trova a vivere un sogno molto più grande di lei. E una favola moderna, in cui ognuno si può immedesimare. Nel libro si parla molto della famiglia, della delusione legata alla fine di un amore e della sofferenza per la perdita di una persona cara, fino ad arrivare al grande sogno e all’amore che giunge inatteso».
Perché allora non hai parlato in prima persona?
«Ritengo che alla mia età scrivere un’autobiografia sia eccessivo. Voglio aprirmi ad altre esperienze, non è ancora il momento di fare un resoconto della mia esistenza. Ho solo voluto far rivivere, attraverso la protagonista di questo romanzo, i giorni più belli della mia vita».