Cristian De Sica: Il re dei cinepanettonl, che toma nelle sale con Colpi di fortuna

La sua grande forza è la famiglia. E non solo quellà famosa che Christian De Sica ha alle spalle, essendo figlio degli attori Vittorio e Maria Mercader. L’energia che l’istrione romano riesce a trasmettere quando entra in scena parte da dentro, dal suo cuore. Ed è merito dell’atmosfera serena che il re dei cinépanettoni vive tra le mura domestiche, accanto alla moglie Silvia Verdone e ai suoi due eredi, Brando e Maria Rosa. Per questo, il Natale preferisce passarlo a casa cirn condato dalle persone che ama. Perché] malgrado la sua vita da girovago l’abbia portato da un capo all’altro del pianeta, dandogli la possibilità di conoscere tantissime persone famose, il giudice di Tale e quale show ha sempre preferito tornare nel suo nido e, soprattutto, dalla donna che ama da quando aveva 21 anni. Anche lei figlia d’arte – suo padre Mario era uno storico del cinema – Silvia è la sorella di Carlo Verdone. E l’incontro con questa piccola grande donna, per Christian è stato fulminante. Lo racconta lui stesso nell’autobiografia Figlio di papà: «Con Carlo eravamo molto amici perché compagni di banco. Così ho conosciuto lei. Andavo a fare i compiti a casa loro, perché erano figli di professori. E ho visto ’sta ragazzina che aveva quattordici anni. Mi sono innamorato», scrive. A quei tempi, però, l’attore era visto dal futuro cognato come un conquistatore senza scrupoli, un donnaiolo impenitente e pieno di soldi che, in pratica, avrebbe potuto far soffrire molto la sua adorata sorellina. «Il clima di questa famiglia, però, non mi era per niente favorevole. Neanche Carlo vedeva di buon occhio la treschina tra me e Silvia. Quando ha capito che sua sorella stava con me ci siamo quasi presi per il collo», racconta De Sica nel libro. E svela anche un aneddotto curioso. Per assicurarsi che avesse serie intenzioni verso la futura moglie, i genitori di Silvia lo avevano costretto ad andare con loro davanti a un prete e giurare davanti a lui, e quindi a Dio, il suo amore e chiarire le sue volontà. Lui, sicuro di sé, aveva risposto senza dubbi: «Io l’amo ». Le stesse parole che aveva urlato a gran voce anche all’amico, che lo minacciava perché lasciasse in pace sua sorella: «E una ragazzina, ha la coda di cavallo», gli gridava Carlo. «Ma io l’amo», ribatteva ostinato lui. Malgrado le difficoltà degli inizi, il tempo ha dato ragione a De Sica. E quest’anno lui e la moglie hanno festeggiato trentadue anni di matrimonio. Un legame solido, il loro, che non è mai stato scalfito. Nemmeno quando i pettegoli hanno malignato sulla bella amicizia che lega l’attore al collega Paolo Conticini. Ma Christian, invece di arrabbiarsi, si è limitato a smentire le maldicenze sostenendo che tra loro il rapporto era sì molto stretto, ma come quello di due fratelli. Chiacchiere cui anche Silvia non ha mai dato peso. Per lei, che ha un passato nel mondo dello spettacolo come annunciatrice in Rai e che oggi lavora a fianco del marito come produttrice cinematografica, le cose importanti sono altre: il ado uomo e i figli. E anche l’attore la pensa allo stesso modo. Anzi, lui per i suoi ragazzi ha una vera adorazione: «Sono stato un padre vigile, attento a quelli che i miei figli frequentavano », scrive Christian sempre nel suo libro. «Maria Rosa è fantastica e io sono pazzo di lei. Molto intelligente, un po’ lunatichella, permalosa come mio padre, molto, molto buona. Brando mi somiglia e assomiglia anche a Silvia, è un miscuglio inestricabile tra la madre e me. Come accade per i maschi è molto più fragile della sorella, anche lui è intelligente, un vero artista, ma è agitato, divorato da chissà che, questo è il suo limite», ha spiegato. Da bravo papà, ha sempre cercato di stare loro vicino, appoggiandoli nelle scelte che fanno. In modo più affettuoso, forse, rispetto a come si comportava con lui suo padre. Per esempio quando, in occasione del suo viaggio dopo la maturità, Christian decise di partire per il Sudamerica. Ad accompagnarlo all’aeroporto c’erano i suoi genitori e lui, come confessa nelle pagine dell’autobiografia, si aspettava che entrambi gli dessero qualche consiglio o che, almeno, gli facessero delle raccomandazioni. «Pensavo che mi dicessero: “Sta’ attento, chiamaci…”. Niente. Silenzio. Annunciano il volo. Mamma comincia a piangere, papà persevera a non dire niente. Quando, mentre sto sulla scaletta, sento un teatrale: “Ricordati, prima di entrare in scena, un’ombra di grigio sulle palpebre!”. Il consiglio di papà. Un attore». In questo modo, tra le righe, Christian sembra quasi giustificarlo, attribuendo al mestiere la colpa del suo distacco. Eppure anche lui, alla fine, ha seguito la carriera del celebre genitore, cambiando però rotta in modo deciso. Da anni, infatti, è il protagonista indiscusso dei cinepanettoni. «Credo che film così abbiano rappresentato una certa borghesia italiana molto meglio di tante opere d’autore di cui spesso non è rimasto niente. A volte solo il ricordo lancinante della noia procurata», ha scritto l’attore su queste pellicole che, malgrado la crisi e qualche critica snob, continuano a fare il pieno di pubblico. Perciò, anche per questo Natale, De Sica è nei cinema con la commedia Colpi di fortuna. Mentre gli amanti del genere godranno della sua comicità sul grande schermo, lui brinderà e festeggerà con la sua famiglia. La notte di Capodanno, però, l’attore tornerà al lavoro: si esibirà in un recital al Creberg Teatro di Bergamo. Un assaggio in vista del suo nuovo tour teatrale, Cinecittà, un racconto autobiografico tra aneddoti e canzoni, al via il 10 gennaio da Padova.