Cracco, sexy chef: “Io come George Clooney? In realtà sono meglio”

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Il bello della cucina in Tv piace e lo sa. Non a caso la compagna, che ha I annunciato di aspettare un altro figlio da lui, non lo perde di vista, i Ma Carlo avrà un difetto! «Sì, dovrei migliorare il mio inglese», ammette. Sguardo severo e braccia conserte, Carlo Cracco osserva con attenzione i talenti culinari della nuova edizione di MasterChef e li mette spesso sotto pressione. In attesa di scoprire chi sarà l’erede di Spyros Theodoridis e di Tiziana Stefanelli – vincitori rispettivamente della prima e della seconda stagione -, puntata dopo puntata il giudice vicentino, insieme agli altri due compagni di avventura Bruno Barbieri e Joe Bastianich, sottopone i concorrenti del talent show di Sky Uno a prove e percorsi sempre più difficili. Ma se sul piccolo schermo Carlo fa il duro, in casa è un tenerone. Tutto merito della compagna Rosa Fanti, dalla quale quindici mesi fa ha avuto Pietro (lo chef ha altre due figlie, Sveva e Irene, nate da un precedente matrimonio). «lia di noi c’è un gran feeling» Un’immagine, quella di papà dolce e amorevole, che non gli toglie certo fascino. E questo nonostante di recente Cracco abbia ricevuto da Valerio Staffelli di Striscia la notizia il Tapiro d’oro. Motivo: ha perso una sfida particolare con Vittorio Brumotti. Secondo uno studio compiuto dai sessuologi dell’associazione Donne e qualità della vita, l’inviato del Tg satirico e campione mondiale di bike trial si è aggiudicato il titolo di uomo italiano più sexy dell’anno, mentre il bello della cucina televisiva si è piazzato al terzo posto: «Vorrà dire che dovrò comprarmi anch’io una bella bicicletta, visto che va di moda! », ha commentato ironicamente il giudice di Master- Chef, apparso in gran forma durante la presentazione del programma di Sky. Vittorio Brumotti e anche l’attore Marco Bocci si sono piazzati prima di te. Ma comunque tu occupi sempre buone posizioni nelle classifiche degli uomini più affascinanti, che vedono anche George Clooney e Brad Pitt. Come ci si sente? «In tutta sincerità, spero di superarli! Ma devo migliorare il mio inglese. Purtroppo, Joe Bastianich mi insegna solo gli strafalcioni e non la lingua corretta; ma vi assicuro che sono sulla buona strada…». Ormai siete considerati tre giudici inflessibili e molto temuti dai concorrenti. Come sono i rapporti tra voi? «E passato già un bel po’ dalla nostra prima volta insieme, per cui l’interazione è buona e c’è un ottimo feeling. Ognuno di noi “cucina” a dovere i concorrenti. E poi rispettiamo le nostre diversità e le nostre peculiarità». Ti diverti a riguardarti nelle varie puntate? «Sì, e lo faccio anche per osservare i miei eventuali errori e per correggermi». Ormai gli chef tv sono star. Come vivi la popolarità? «Noi non siamo star ma cuochi che lavorano e che, oltre a esercitare la professione, fanno anche un programma. Anzi, Joe non è un cuoco, ma lo diventerà! E sarà molto più bravo di me e di Bruno!». La cucina è protagonista nella Tv italiana. Anche voi avete dato un’ulteriore spinta in questa direzione, vero? «In tutti i Paesi del mondo vengono trasmessi show culinari. Perché non pensare di realizzare un programma anche in Italia, che è il posto al mondo dove si mangia meglio? Finalmente si è chiarito, anche grazie a MasterChef, che la cucina non è lavoro per pochi e che il mangiar bene non significa snobismo. E si è affermato un concetto importante: la convivialità, così come la scelta accurata di determinati cibi, sono per tutti e non per pochi eletti». «Questo programma ti cambia la vita» Quest’avventura ha cambiato il tuo modo di lavorare? «Credo che MasterChef ci abbia arricchito. È un’esperienza positiva perché, come in ogni settore, anche nel nostro c’è sempre da imparare. Il fatto di preparare da mangiare ed essere, allo stesso tempo, in una trasmissione dove si parla di cibo e di qualità è perfètto. Non c’è niente che stona». Qual è la vera forza del vostro programma? «Chi vince ha una opportunità. E, se è veloce e capace, la può sfruttare bene. È un modo per cambiare lavoro, com’è avvenuto per Spyros Theodoridis. Insomma, questo programma ti apre un mondo. Poi, naturalmente, sta a ognuno dei concorrenti capire se quella intrapresa è la strada giusta oppure se cucinare deve restare un hobby»