Costantino e i suoi primi 40 anni: Le amicizie e gli amori finiti. I soldi facili. Le notti in discoteca

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E Quando uno compie 40 anni, di solito si regala un viaggio. 0 un gioiello. Lui no: per questa ricorrenza importante (il 10 giugno) Costantino Vitagliano pubblicherà un libro. Titolo: Ho avuto tante donne, ma non ne ho mai amata nessuna. E questo nonostante oggi ammetta di essere fidanzato con una ragazza di cui però non vuole svelare l’identità. Che cosa l’avrà spinto a scrivere un libro? Semplice: «L’amore per le mie fan. Sono loro che tutti i giorni me lo chiedono. Via chat, su internet. Ne ho già pubblicati due, ma raccontavano di un altro Costantino, uno più giovane. Del ragazzo di periferia che riusciva a emergere. Stavolta parlerò del mondo che non mi ha mai tradito in questi anni: l’universo femminile». «Ho sofferto di attacchi di panico» Costantino, negli anni sei stato abbandonato dagli uomini: Daniele Interrante, Fabrizio Corona, Lele Mora… «Meno male, mi viene da dire. Diciamo che la vita di una persona è fatta di momenti. E quegli uomini fanno parte di un passato lontano. Quando ho chiuso con loro, non sono stato bene. Ho sofferto molto. E sono andato via dall’Italia». Ti sei chiesto perché, da un giorno all’altro, sei crollato? «Per anni ho lavorato 24 ore al giorno. Ero in Tv la mattina, il pomeriggio, la sera. Poi facevo le serate, le chat, le interviste, le foto… ero il testimonial più richiesto. C’erano giorni in cui non avevo tempo di dormire. Ma finalmente facevo quello che da sempre desideravo. Però quando è scoppiato il caso Vallettopoli sono crollato. E ho avuto i primi attacchi di panico». Ti sei pentito di quella vita? «Per niente. Ho fatto quello che molti avrebbero voluto fare. E che ancora oggi tanti inseguono. Se devo pentirmi di qualcosa è aver delegato all’agenzia di Lele Mora quello che mi riguardava». A che cosa ti riferisci? «Ai miei investimenti. Mi sono fidato di persone che lavoravano per Lele. E così, quando sono uscite le intercettazioni su di lui, hanno fatto le pulci a tutti i suoi artisti. E l’ufficio delle entrate mi ha presentato il conto per leggerezze che hanno fatto altri senza che io ne sapessi nulla. Oggi potrei essere un felice pensionato, invece mi tocca ancora lavorare (ride, ndr)». In quegli anni non hai mai pensato di fermarti? «Non potevo. Intorno a me c’erano persone che avevano fame. Se mi fermavo, non lavoravano più. Capivo che mangiavano su di me, ma mi andava bene così perché guadagnavo». «Le critiche mi scivolano addosso» II tuo libro sarà un elenco di conquiste? «Sarà un processo di crescita. Parlerò delle mie fidanzate famose: Alessandra Pierelli, Linda Santaguida e Maria Teresa Francville. Ma anche di altre con cui ho avuto storie segrete. Ma senza fare i nomi perché non voglio dare loro visibilità. Il titolo recita: “Non ne ho mai amata nessuna”. Forse invece le ho amate tutte senza capire che è quello l’amore». Le tue fan non sono gelose? «Le mie fan sono felici ogni volta che ho una storia: vivono con me la favola. Per quanto gli esperti abbiano criticato i miei film, la verità è che le donne di tutta Italia con me sognano».

Dopo tanti anni, non sei stufo delle critiche? «Ho imparato a lasciarmele scivolare addosso. Costantino è sempre stato quello che gli altri volevano che fosse. Se così non fosse stato, oggi nessuno mi cercherebbe più. Invece continuano a chiamarmi in Tv e nei locali per fare le serate…». Però non girano più i soldi di una volta, vero? «È vero. Però io non mi muovo gratis come fanno altri. Il mio curriculum, per quanto si dica che è pieno di spazzatura, ha cose importanti. Ho fatto Casa Vianello con i grandi Sandra e Raimondo. E a Stranamore quelli che scrivevano al programma volevano raccontare a me la loro storia». Eppure Lucignolo ti ha inserito fra i “morti di fama”… «Sai cosa mi piace oggi? I social network. Prima le Tv e i giornali attaccavano Costantino e la gente sentiva solo la loro versione. Oggi posso scrivere sul mio account come vanno le cose. La giornalista di Lucignolo mi aveva chiesto un’intervista e io, educatamente, avevo detto di no. Lory Del Santo però li aveva invitati sul set e ho lasciato che mi riprendessero. Era l’ultimo giorno di lavoro e la scena non prevedeva battute. Loro ci hanno ricamato su, distorcendo la verità. Molti dicono: “Lascia perdere: l’importante è che se ne parli”. Io non penso. Bisogna rispettare la professionalità altrui». A giugno fai 40 anni: il tuo momento più bello? «Non posso scegliere. Ce ne sono stati molti. Era bello quando ero un teppista di periferia, ma anche quando vivevo a Milano in un condominio ribattezzato Melrose Place (come il telefilm) perché c’erano tutti gli artisti di Lele». Come hai festeggiato i 30? «Non ho mai festeggiato un compleanno. Avrò brindato con le mie fan in . un locale». E per i 40 anni, invece? «Se non lavorerò, starò con la mia fidanzata. È una ragazza straniera, ma non vi dico altro. .. Non ci crederete, ma anche Costantino è capace di passare serate romantiche!». Chi è stata la donna più importante per te? «Mia madre. Lei è sempre stata orgogliosa di me». «Non c’è parità tra uomo e donna» Non vuole fare la nonna? «Lo è già. Ho una splendida nipote di 24 anni, Laura. Ho un tatuaggio sulla spalla con la sua iniziale. Tutti hanno sempre pensato che fosse la “L” di Lele Mora. Ma per me i tatuaggi hanno significati speciali». Le pesa essere tua nipote? «No, perché ho sempre protetto i miei affetti. Su di me potevano dire quello che volevano, ma guai a toccare la mia famiglia. Mia madre apriva la porta a tutti. Era educata e parlava. Alla fine mi sono arrabbiato e le ho impedito di farlo. Credo di averla portata forse due volte da Maria De Filippi». . T P A AMORI. PASSIONI E FLIRT l_s Le dai del “lei”? «Sempre. Come a tutte le donne con cui ho lavorato. Anche alla Ventura. Prima di Uomini e donne ho fatto il muflone a Quelli che… il calcio». Quindi se esiste Costantino la colpa non è della De Filippi, ma della Ventura… «(Ride, ndr) Allora è colpa di Fazio che mi aveva preso a Quelli che… il calcio per primo. Però credo che sia solo colpa mia se esiste Costantino. Quando sono arrivato a Uomini e donne, sapevo già cosa dovevo fare per attirare l’attenzione». Che genitore saresti tu? «Dipende. Avere un maschio o una femmina non è lo stesso. Perché è inutile che si dica che c’è parità. La verità è che il mio papà, essendo del Sud, mi ha educato a essere uomo. E se a 40 anni le ragazze, le donne sposate, le mamme mi fanno la corte, vuol dire che ha fatto bene il suo lavoro di padre». Che cosa faresti oggi in Tv? «Mi piacerebbe un talk show con la gente. Come fa la De Filippi. Vorrei essere lei al maschile ».