Clooney e Bullock, incantano Venezia

La vera star dell’apertura della 70° Mostra del Cinema di Venezia non è George Clooney, come tutti si aspettavano, ma Sandra Bullock che arriva in laguna come una regina te nendo in braccio il figlio adottivo Louis di 3 anni. Ad accompagnarla, visto che è single, ce ra proprio l amico Clooney, che prima l’ha ospitata nella sua villa sul lago di Como e poi l’ha scortata a Venezia a bordo di un pullman, che forse è poco glamour; ma è molto comodo con un bimbo piccolo e le tate al seguito. Hollywood torna dunque a Venezia, con il consueto coté di star anche se in formato famiglia. La coppia è arrivata insieme anche perché protagonista del thriller di fantascienza Gravity, che ha aperto la Mostra e uscirà in sala il 3 ottobre. «George è un grande amico», racconta la Bullock a Gente. «Ci conosciamo da una vita, ben prima che lui diventasse il medico rubacuori di ER, ma è sempre rimasto lo stesso: generoso e disponibile ». Un uomo che molto cavallerescamente non solo l’ha ospitata e scortata in Italia, ma ha anche scelto di farle da spalla nel film del quale lei è protagonista assoluta. Un film che, inaspettatamente, è molto più che una vicenda mozzafiato sull’avventura due astronauti persi nello spazio, ma anche il drammatico racconto di una madre che ha perso la figlia di 4 anni e ci commuove fino alle lacrime. Per realizzarlo, la Bullock, che ha anche parlato con alcuni astronauti in orbita per conoscere tutti i segreti della vita lassù, si è allenata per mesi e in scena, quando si toglie la tuta spaziale, sfoggia una forma fisica straordinaria. «In passato, ho studiato danza e ginnastica artistica e amo praticare l’attività aerobica con la musica a palla, che mi fa sudare moltissimo. Ma l’allenamento principale resta mio figlio, che, nonostante a 3 anni sia già un bambino grande e grosso, io porto in braccio spesso». Sandy, come la chiama affettuosamente Clooney, ha adottato il piccolo Louis a gennaio 201 0 , pochi mesi prima di annunciare il divorzio dall’ex marito Jesse James che, si scoprì allora, l’aveva tradita diverse volte. E sfoggia il ruolo di mamma single con orgoglio e coraggio. Lo stesso che sfoggia in Gravity per il quale ha attinto dalla sua esperienza di madre. «Dopo aver privilegiato la carriera per molti anni, oggi è mio figlio che dà senso alla mia vita. L’astronauta di Gravity non ha nessun affetto che le dia la forza di continuare a vivere e deve trovarla dentro di sé. Affrontare tutto questo è stata una sfida incredibile, non solo fisica ma anche psicologica». George come al solito sdrammatizza: «La sfida più difficile? Riuscire a parlare concitatamente come accade nelle situazioni di pericolo e nello stesso tempo muoversi lentamente perché si è nello spazio. Quando ho visto Sandy all’opera ero ammirato dalla sua bravura ». E anche dalla sua bellezza. «Per fortuna è lei la protagonista: lei quella che a un certo punta si sfila la tuta spaziale e, in assenza di gravità, resta a girare su se stessa in mutande. Mi ci vedete? lo non avrei mai potuto farlo».