Claudio Santamaria: Sex Symbol ha sua insaputa

L etichetta di divo cinematografico e televisivo di sicuro non fa per lui, visto il carattere a volte schivo e introverso, ma la popolarità di Claudio Santamaria presso il grande pubblico è in continua ascesa. Reduce dai consensi ottenuti lo scorso inverno con la serie di Rail Non è mai troppo tardi, in cui ha vestito i panni del maestro degli italiani Alberto Manzi, il 40enne attore romano di origini senesi è ora sui grandi schermi come protagonista maschile de II Venditore di Medicine di Antonio Morabito, presentato fuori concorso al Festival Internazionale del Cinema di Roma. Nella pellicola, che vede nel cast anche Isabella Ferrari e il giornalista Marco Travaglio, Claudio è Bruno, un informatore medico corrotto, venduto alla logica dei soldi e del potere. «È un film che tratta un argomento delicato», ha detto fattore, «per questo nel realizzarlo abbiamo trovato non poche difficoltà. Il mio personaggio è uno che distrugge tutto quello che di bello ha intorno, ma io non lo giudico, anzi. È una vittima, una cavia, mi fa molta pena». Un ruolo complesso che ha suscitato immediatamente l’interesse di Claudio dio, che assicura di aver sempre scelto le opere da interpretare non alla ricerca di gloria, ma seguendo il suo personale istinto: «Cerco di fare cose che mi stanno a cuore, progetti che sento e ai quali tengo». Come le sue prossime fatiche cinematografiche, 14-18 di Ermanno Olmi e il nuovo film di Gabriele Mainetti, il cui titolo non è ancora confermato. E se pellicole come Fuochi dartificio di Leonardo Pieraccioni, Baciami ancora di Gabriele Muccino, Romanzo Criminale di Michele Placido, Casino Royale di Martin Campbell lo hanno aiutato a diventare uno degli interpreti italiani più quotati del momento, Santamaria non si sente arrivato, rifiuta l’etichetta di sex symbol e, soprattutto, non ha mai smesso di cercare la propria identità d’attore, cimentandosi anche in teatro con opere impegnate come Occidente Solitario, che l’ha visto sui palcoscenici nel 2011 e che ha dato di lui un’immagine un po’ diversa da quella tradizionale. Non sorprende più di tanto, quindi, il fatto che Claudio cerchi di tenere il più possibile protetta la propria privacy vivendo le storie sentimentali preferibilmente lontano dai riflettori. Unica eccezione la love story, durata un paio danni, con la collega Vittoria Puccini, ex di Alessandro Preziosi, durante i quali fu piuttosto difficile sfuggire ai paparazzi che puntualmente immortalavano le loro effusioni. Ma adesso per Santamaria, papà protettivo e amorevole della piccola Emma, 6 anni, nata dalla relazione con Delfina Delettrez Fendi (figlia di Silvia Venturini Fendi), le “famose” non sono più all’ordine del giorno. Santamaria, infatti, sta vivendo in modo molto tranquillo il suo rapporto con la manager di Coldiretti Raffaella Cantagalli, sua coetanea, originaria di Imola. Da lei, assicurano i bene informati, Claudio vorrebbe dei figli, visto che ama moltissimo i bambini. «Fosse per me», ha dichiarato più volte, «sarei diventato padre anche a ventanni. Mia figlia Emma è il dono più grande. È incredibile l’amore incondizionato che i più piccoli sappiano darti. Mi chiedo cosa farà Emma da grande. Io volevo fare l’architetto, ma, poi, la grande curiosità che ho per la vita e le cose mi hanno portato a diventare attore». Appassionato di fumetti, in particolare di Dylan Dog, che collezionava da bambino, e di letteratura, testimonial di Survival International (una fondazione a favore delle popolazioni indigene in tutto il mondo), Santamaria non ha mai fatto mistero della sua più grande passione dopo la recitazione: la musica. In particolare è fan sfegatato della band britannica dei Radiohead e del loro frontman Thom Yorke: «La musica è fondamentale per me e per il mio lavoro, credo che sia la forma di comunicazione più forte che esista. I Radiohead sono i miei preferiti, assieme al mito Bob Marley, perché meglio rappresentano il mio stato d’animo in certi momenti, la parte più intima e dolorante del mio modo di essere». Non a caso, appena ha un momento di tempo Ubero, Claudio lo impiega esibendosi con la sua band nei localini romani, sfoggiando sul palco una grande disinvoltura, acquisita, sostiene lui, grazie al ruolo di protagonista della fiction televisiva Rino Gaetano-Ma il cielo è sempre più blu. Chissà se tra i tanti copioni che gli piovono addosso e i doveri di papà, che non trascurerebbe mai, l’attore riuscirà anche a realizzare il suo sogno: imparare a suonare la tromba e il pianoforte.