Claudio Amendola: “Scappate dall’Italia finchè siete in tempo”

Iui e sua moglie, Francesca Neri, per esigenze di copione sono quasi sempre a stretto contatto con attori affascinanti e irresistibili. Nessuna gelosia, però, né per Claudio Amendola né per la sua consorte, consapevoli della solidità del loro legame sentimentale. Vero ha incontrato il popolarissimo attore romano in occasione della presentazione del suo ultimo film, Cha Cha Cha, diretto da Marco Risi, con Èva Herzigova e Luca Argenterò. E lui non si è tirato indietro di fronte a nessuna domanda. Neanche a quelle sulla difficile situazione che vive il nostro Paese, confessandoci di meditare un clamoroso addio alla sua amata Italia… Dopo tanta televisione, negli ultimi tempi sei tornato a dedicarti al grande schermo. Come hai costruito il tuo personaggio in Cha Cha Cha? «Devo ammettere che mi sono affidato a occhi chiusi al regista Marco Risi, che considero il mio maestro. Quando mi è stato proposto di prendere parte a questa pellicola, gli ho semplicemente chiesto che cosa dovevo fare e ho provato ad accontentarlo. E così tutto è andato nel migliore dei modi. Credo sia venuto fuori un bel film che ritengo meriti di essere visto». In questo film, tra l’altro, sei protagonista anche di una scazzottata… «E vi dico di più: la scazzottata è assolutamente vera!». Davvero? «Sì (ride, ndr). E aggiungo che, per la prima volta, dopo trentadue anni, ho trovato qualcuno capace di tenermi testa. In genere li mandavo tutti all’ospedale. Stavolta, invece, mi sono fatto male io. Sarà l’età!». nlo e Francesca non siamo gelosi» Tu e tua moglie, l’attrice Francesca Neri, spesso siete “costretti” a dividere il set con colleghi molto belli e affascinanti. Non siete un po’ gelosi? «Assolutamente, né io né lei siamo gelosi dei colleghi con i quali dividiamo la scena. Francesca può davvero recitare con chi vuole e lo stesso discorso vale per me. Non abbiamo nulla da temere, visto che ci fidiamo l’uno dell’altra, assolutamente consapevoli del nostro valore». Sei un appassionato del ballo cha cha cha? «Mi piace l’interpretazione che ne ha dato Marco Risi, sottolineando come i passi di questa danza siano due avanti e uno indietro. Se co riferissimo al nostro Paese, ne uscirebbe l’opposto, visto che l’Italia fa un passo avanti e due indietro». Da cittadino, ma soprattutto da papà, quali sono i tuoi timori per il futuro dell’Italia? «Egoisticamente parlando, non ho grossi timori, nel senso che potrò permettermi di mandare a studiare fuori i miei figli, se ce ne sarà bisogno. Ciò che mi preoccupa è il nostro Paese nella sua interezza. Se i miei figli non avranno il coraggio di andare all’estero, ci sentiremo via mail, perché sarò io, tra poco, ad andarmene». Non solo incoraggi i tuoi figli, ma sei pronto tu stesso a trasferirti all’estero? «Assolutamente sì. Andiamocene tutti! Lasciamo il Paese in mano a questi e vediamo tra trent’anni che cosa troviamo». Ultimamente si fa un gran parlare della tua presenza nelle prossime puntate de I Cesaroni. Puoi anticiparci se ci sarai o no? «Sì, vi anticipo che farò parte anche della prossima stagione di questa fortunata serie».