Claudia Gerini:Paura per Federico e gioia per la figlia

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Lei e il suo compagno Federico Zampaglione, leader dei Tiromancino, hanno cominciato il 2014 con un bel sospiro di sollievo. Mentre Claudia Gerini trionfa al cinema, infatti, il musicista ha appena lanciato il nuovo disco Liberi dopo aver confessato su Facebook il periodo diffìcile attraversato la scorsa estate: «Un giorno mi sono svegliato con uno strano senso di malessere e delle terribili vertigini che giorno dopo giorno diventavano sempre più oppressive, fino quasi a non poter camminare. Ero pronto al peggio e i medici mi avevano preparato a scenari inquietanti. Avevo paura di morire. A svelare la causa dei problemi è stata la risonanza magnetica, da cui è emerso che alcuni colpi presi in palestra avevano infiammato i nervi del collo, insistendo sulla cervicale e producendo le vertigini». Superata la grande paura, Claudia Gerini può godersi i risultati della sua ultima fatica cinematografica, Indovina chi viene a Natale?, la prima che divide al fianco di sua figlia Rosa, nata dal precedente matrimonio con il manager Alessandro Enginoli. L’attrice aveva già portato parecchie volte sul set la sua primogenita, ma stavolta lo ha fatto da “collega”. Sì, perché la piccola ha recitato al suo fianco e anche sul grande schermo, così come nella realtà, è la figlia di Claudia. A Top l’artista romana svela le emozioni vissute in questo speciale battesimo professionale. « «Ho fatto un tuffo nel passato» Raccontaci qualcosa del tuo personaggio… | «Interpreto il prototipo della bionda un po’ ingenua e credulona. Chiara è un’artista fallita, se così si può dire, che non ha avuto grande fortuna sul fronte professionale. La stessa sfortuna, del resto, Fha avuta nei rapporti sentimentali, fino a quando non incontra il personaggio interpretato da Bisio: serio e di professione maestro». Che emozioni ti ha regalato dividere questa avventura professionale al fianco di tua figlia? «È stata una gioia immenw sa. Da un lato sembrava qualcosa di molto naturale, visto che mia figlia aveva frequentato già in passato i set dove lavoravo. Stavolta, però, era diverso. E condividere con lei questa esperienza mi ha permesso di fare un tuffo nel passato». In che senso? 9 «Mi sono tornati alla mente i miei esordi. Quando ho cominciato a lavorare, infatti, avevo solo tredici anni. In più, anche dal punto di vista pratico, non sono mancati alcuni notevoli vantaggi». Quali? «Per la prima volta non ho avuto il problema di lasciare le mie bimbe (la Gerini è anche mamma di Linda, nata nel 2009, ndr) a qualcuno mentre lavoravo, visto che Rosa era con me sul set. Dal punto di vista della gestione familiare, insomma, è stata una gran fortuna». Hai dato qualche consiglio a Rosa sul set? «È stata lei a darli a me! È andata alla grande e abbiamo passato una bella estate». Com’è maturato Pesordio sul grande schermo? «Quando ho letto la sceneggiatura, mi sono accorta che c’era un personaggio, quello di Azzurra, mia figlia nel film, che aveva la stessa età di Rosa. Così mi sono detta: perché no? Tra l’altro, quando ho girato Una famiglia perfetta veniva spesso a trovarmi sul set. Lì ha fatto amicizia con il bambino che interpretava mio figlio e frequentava una scuola di recitazione al Teatro dell’Ascolto, vicino a casa nostra. Da questo incontro è nata la voglia di imparare a recitare». Come se Fé cavata? «Quando mi è venuta l’idea di fare il suo nome per quel ruolo, Rosa frequentava già da un anno la scuola di teatro. Ha fatto un provino con il regista Fausto Brizzi ed è andata bene». Pensi che Rosa vorrà continuare? «È brava e ci ha messo grande passione. Non so dire se crescendo cambierà idea. Per quanto mi riguarda, le starò accanto se deciderà di proseguire e se questo la renderà felice. Farò lo stesso anche se vorrà dedicarsi ad altro. Spetterà solo a lei capire che cosa fare da grande ».«Serenità e bei progetti nel 2014» In questo film ti sentiamo anche cantare… «Mi sono divertita molto, anche perché il canto è un mio vecchio pallino. E, quando si presenta l’occasione, non mi tiro certo indietro». Un’altra passione sono le arti marziali, in particolare il Taekwondo, di cui sei cintura nera. Cosa ti ha spinto a dedicarti a questa disciplina? «Pratico il Taekwondo da quattro anni e mezzo. È uno sport capace d’insegnarti l’autocontrollo. Mi ha resa più tranquilla, perché consapevole di essere fisicamente pronta a difendermi. Quando diventi mamma, inoltre, è come se ti trasformassi in una lupa, pronta a proteggere i tuoi cuccioli». Che cosa speri ti regalerà questo 2014? «Mi auguro soprattutto tanta serenità e… bei progetti lavorativi!». Uno di questi, Tutta colpa di Freud, ti vedrà tornare al cinema con la regia di Paolo Genovese. Che cosa puoi anticiparci sul tuo ruolo? «Il mio personaggio è una mm donna misteriosa, eleganti te, sicura di sé e piuttosto fredda. Non si conosce bene : la sua vita e la vediamo solo attraverso gli occhi del suo g psichiatra, interpretato da Marco Giallini. Un uomo che s’invaghisce di lei e che, . per uno strano gioco del destino, scoprirà che sua figlia diciottenne ha una relazione proprio con il marito della sua paziente». Che augurio fai, invece, al nostro Paese? «Che possa avere una classe politica più capace e più attenta alle emergenze, ai problemi con cui tanta gente ogni giorno è chiamata a fare i conti. Spero che si possa contare presto su una classe SU dirigente più responsabile e meno chiacchierona».