Claudia Gerini: L’attrice ha superato gli “Anta” ma non sente il peso degli anni

Si esce a far divertire il pubblico in qualsiasi ruolo. Avevamo lasciato Claudia Gerini in versione svampita e rock, con due figli pestiferi a carico e alla ricerca dell’uomo dei suoi sogni, nella commedia Indovina chi viene a Natale. Adesso la ritroviamo nel film Tutta colpa di Freud, dove interpreta una donna elegante e misteriosa, che mette in crisi uno psicologo e padre di tre figlie. Insomma, per Fattrice romana è un periodo intenso e ricco di soddisfazioni. Anche se adesso ha deciso di prendersi un periodo di riposo per godersi la famiglia. Finalmente potrà dedicarsi a tempo pieno alle sue due bambine: Rosa, che è nata dall’unione con l’ex marito, il manager Alessandro Enginoli, e Linda, la più piccola, avuta con Fattuale compagno, il musicista Federico Zampaglione. «Non sento il peso degli anni>» Nel film sei una donna che ha la forza di perdonare un marito traditore. Nella realtà saresti disposta a farlo? «No. Se sapessi che il mio compagno ha una relazione che dura da tempo con un’altra donna non riuscirei a perdonarlo. A quel punto preferirei chiudere. Anche perché, nel caso di un tradimento così evidente, vuol dire che nella storia d’amore c’è sicuramente qualcosa che non funziona più». C’è differenza fra un tradimento con una coetanea e quello con una donna giovane, come avviene nel film? «Il tradimento è lo stesso. Certo, scoprire che il tuo uomo sta con una di vent’anni può ferire l’orgoglio di una donna che ormai non è più giovane. Sapere che invece ha una storia con una quarantenne, ti dà fastidio perché comunque è una tua coetanea. Insomma, sempre di corna si tratta ed è comunque una sconfìtta!». A proposito di età, che rapporto hai con il tempo che passa? «Sono abbastanza tranquilla: mi sento piena di energia, sono sempre in movimento e ho tanti progetti da realizzare. Ho appena compiuto quarantadue anni e non avverto ancora il peso del tempo che passa». E con il tuo aspetto? «Per ora ottimo. Mi trovo sicuramente più affascinante oggi di quando avevo tren tan ni. Con il tempo ho acquisito una consapevolezza e una sicurezza che prima non avevo». Anche tu ricorrerai alla chirurgia estetica? «Sì, ma solo per migliorarmi e con un uso misurato». «Ho fatto cinque anni di psicanalisi» Il tuo personaggio si chiama Claudia, ma per il resto non avete nulla in comune… «Assolutamente. E una donna apparentemente tranquilla, molto borghese e distaccata dal resto del mondo. Ed è molto distante dal mio carattere sanguigno: per questo mi sono divertita a interpretarla». Qual è il tuo rapporto con la psicoanalisi? «Direi ottimo. Ci sono stati momenti in cui ho avuto bisogno di confrontarmi e di essere supportata e, in quel caso, mi sono rivolta a un analista. Ho fatto il mio percorso per cinque anni, mi sono sentita meglio e sono felice di averlo fatto. Se dovessi averne ancora bisogno, non esiterei a tornarci». Nel film ti sei dovuta mettere alla prova con il bungee jumping, cioè il salto con l’elastico. Hai avuto paura? «Amo gli sport, ma quelli estremi non mi hanno mai attirata e non nascondo di aver paura. Per girare la scena del film, mi hanno appesa a una corda, a testa in giù, da un ponte molto alto. Pochi minuti, che mi sono sembrati un’eternità: ero terrorizzata! La scena del lancio l’ha fatta una controfigura». Hai paura per la fase adolescenziale che vivranno le tue figlie nei prossimi anni? «Spero di aver dato loro gli strumenti giusti per crescere, soprattutto nei momenti di difficoltà. Non sono preoccupata e credo che sia meglio non riempirsi di ansie. L’adolescenza sarà anche per loro una fase critica e dovrò essere brava a capirle con pazienza. Ma sono ottimista e ho fiducia nella loro intelligenza ed emotività».