Claudia Gerini: Anche io, come il personaggio del mio ultimo film, sono stata in analisi”

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Ha l’aspetto di una principessa Claudia Germi, ma guai a farla arrabbiare, a maggior ragione da quando è diventata cintura nera di Taekwondo. La fascinosa attrice romana, che Vero ha incontrato in occasione dell’inizio delle riprese del film di Paolo Genovese Tutta colpa di Freud, ci racconta di essere stata davvero in analisi (e non solo per finzione) e rivela un ambizioso progetto a cui sta lavorando. Nel frattempo, dopo aver diviso il set con il compagno Federico Zampaglione, che l’ha diretta in Tulpa, Claudia è pronta a tenere a battesimo il debutto cinematografico di sua figlia Rosa. ((Non accendo mai la televisione!» Nelle scorse settimane si era fatto il tuo nome per Miss Italia, assieme a quello di Sergio Castellitto. Che cosa puoi dirci in proposito? «È vero, c ’era un idea di questo tipo. Mi aveva chiamata Sergio, ma poi questo progetto non è più andato avanti. Sarei stata felice di lavorare con lui». Da telespettatrice, quali programmi preferisci? «Non accendo mai la Tv, o, per meglio dire, vedo solo i canali tematici per bambini, qualche film e l’informazione. Per il resto, non riesco a seguire praticamente nulla». Sei una delle attrici italiane più apprezzate del nostro cinema: il piccolo schermo non ti fa gola per niente? «Ci penso da tanto tempo e devo confessare che mi piacerebbe portare in televisione un mio varietà. Uno spettacolo musicale e tutto al femminile Io e una mia collega abbiamo cominciato a scriverlo da un po’, occorre sistemarlo perbene e poi presentare questo format a un’emittente Tv. C’è bisogno di una Tv delle donne!». Da quando sei diventata cintura nera di Taekwondo i tuoi colleghi sono timorosi? «Non solo loro, anche voi giornalisti! Questa cintura nera fa paura un po’ a tutti». Com’è nata la tua passione per le arti marziali? «Sono una persona amante di tutti gli sport, ma da quattro anni e mezzo a questa parte studio con entusiasmo il Taekwondo. È un’arte marziale di origine coreana da cui s’impara l’autocontrollo, la gestione della forza, così come quella dell’avversario. Mi ha resa più tranquilla, perché consapevole di essere fisicamente pronta a difendenni qualora qualcuno tentasse di farmi del male. Quando diventi mamma, poi. è come se ti trasformassi in una lupa sempre pronta a proteggere i tuoi cuccioli». Ti è mai capitato di trovarti in una situazione pericolosa e di ricorrere all’autodifesa? «No, per fortuna. Mi è successo di essere aggredita verbalmente, ma ho imparato a contare fino a dieci e a non reagire. In caso contrario, infatti, quella persona ancora se lo ricorderebbe (ride, ndr)». In questi giorni sei impegnata con le riprese del nuovo film di Paolo Genovese Tutta colpa dì Freud… «Sono entusiasta perché, dopo meno di un anno, ho ritrovato Paolo e il mio collega Marco Giallini, con i quali ho diviso i successi di Una famiglia perfetta. E poi il ruolo che mi è stato affidato è davvero insolito per me». «Il mio personaggio è misterioso…» Che cosa puoi anticiparci in proposito? «Claudia, il mio personaggio, è una donna misteriosa, elegante, sicura di sé e piuttosto fredda. Ama molto gli animali e ha un cagnolino da cui non si separa mai. Non si conosce bene la sua storia di vita e la vediamo solo attraverso gli occhi del suo psichiatra che s’invaghisce di lei. Una curiosa coincidenza, infatti, farà sì che i due finiranno poi per conoscersi molto bene». In che modo? «Il marito di Claudia è l’amante della figlia diciottenne dello psicanalista. Ovviamente quest’ultimo cercherà di allontanarlo da sua figlia, visto che lui ha cinquantanni. Il medico organizza cosi delle sedute di terapia di coppia con lui e la moglie. Cosi si troverà impegnato a ricucire una coppia, allo scopo di porre fine alla relazione della figlia che certo lui non approva, ma, al tempo stesso, cosi facendo dovrà rinunciare alla donna di cui si è innamorato». Molti tuoi colleghi raccontano di aver scelto il mestiere di attori proprio per risparmiare i soldi che avrebbero speso dall’analista, come se il vostro lavoro avesse anche un importante risvolto terapeutico. La pensi anche tu così? «Io, in realtà, per molto tempo sono stata in analisi junghiana, poi in quella cognitivista. Sono convinta che se si hanno tempo e denaro è un regalo che si fa a se stessi e sono favorevole». «Ho vissuto anche momenti difficili» Quali sono le ragioni profonde che ti hanno spinta a fare quel percorso? «Nei frangenti più complicati è importante confrontarsi anche con le parti più oscure di noi stessi, fosse solo per conoscersi più in profondità. L’ho fatto perché vivevo momenti di vita molto difficili e ho ritenuto opportuno confrontarmi con un’altra persona, cercare di capire me stessa e il mio mondo interiore attraverso un occhio esterno. Da un certo punto di vista, anche le arti marziali hanno avuto nel mio caso una sorta di risvolto psicanalitico, aiutandomi ad acquisire una maggiore sicurezza in me stessa». Di recente sei tornata a lavorare con il tuo compagno Federico Zampaglione nel film Tulpa. «Io e Federico, oltre a essere compagni di vita, siamo anche amici e c’è un’intesa magica e utilissima quando si lavora assieme. Mi sentivo sicura perché avevo lui al mio fianco. Siamo molto felici perché Tulpa. a breve, verrà distribuito anche nelle sale americane. Questo era il suo terzo film, un giallo anni ’70, girato a bassissimo costo e in cui lui ha potuto sfruttare tutta la sua esperienza». Dopo aver diviso il set con lui, è vero che a breve toccherà alla tua primogenita? «Rosa, che ha 9 anni, ama la recitazione e ha frequentato per un anno e mezzo un corso per bambini. Sarà con me nel film di Fausto Brizzi Indovina chi viene a Natale e reciterà nei panni della figlia del mio personaggio. La sceneggiatura prevedeva una bambina della sua età. così si è pensato a lei».