Checco Zalone: “E’ arrivata Gaia e sono rimbambito”

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Il gioiello di Zalone è nei titoli di coda. Dopo la fine di Sole a catinelle, costato 8 milioni di euro e distribuito in 1.250 sale, non alzatevi subito dalla poltrona. Ce una bimbetta che ride in braccio a mamma Mariangela, mentre papà Checco canta l’irresistibile Dall’ovaia a Gaia. È il suo modo per salutare la prima figlia nata l’8 febbraio, fonte d’ispirazione per questo suo terzo film sul tema della paternità (ma anche della crisi e delle pecche dei ricchi). «Siamo rimasti bloccati due anni», racconta il comico pugliese, all’anagrafe Luca Medici, «non sapevamo di cosa parlare. Poi è arrivata Gaia e ho avuto un rimbambimento da papà: non sono più io». «Il film nasce naturalmente con la nostra bambina», sorride la compagna Mariangela, che sempre compare nelle prove di Zalone. «Luca s’è ispirato quando sono rimasta incinta e allora ha cominciato a scrivere con Gennaro (Nunziante, co-sceneggiatore e regista, ndr). È idealmente dedicato a* lei, come il mini-video finale girato da mia madre. Così un giorno potremo dirle: “Guarda cos’ha fatto il tuo papà per te!”. «Certo, all’inizio sono stata un po’ mamma single. Luca ha passato con la bimba una settimana appena, poi sono cominciati i ciak. Ma è un papà dolce e presente». Problemi con i pannolini? «Nessuno. Li ha cambiati fin dal primo giorno in ospedale, e sì che non sapeva tenere un neonato in braccio! Ora ci divertiamo tutti insieme. Luca suona, Gaia balla e ride. Soprattutto quando il suo papà le fa fare le pernacchie». Il massimo dello “scorretto”, per Zalone alle prese con la prova più grande. «Ho idea che il mestiere di padre sia difficile », dice lui, record d’incassi con 45 milioni per Che bella giornata. «Gaia cresce a vista d’occhio e presto sarà convinta che il mondo si possa allargare con l’iPhone. E tutta la mamma: serena, paciosa. Io mi sveglio con l’ansia, e alle 7 già penso: “Oggi il mondo cadrà”. Sono di fondo un pessimista, poi però vedo lei che mi sorride… Anche un cuore arido come il mio, non ha potuto evitare di dedicarle una canzone. Ma il prossimo figlio non l’avrà!». «L’idea è quella di far crescere la famiglia», si entusiasma Mariangela. «Per ora ci trasferiamo nella metropoli: da Capurso a Bari, dove abbiamo comprato casa». «SARÀ UNA CERIMONIA SEMPLICE» E il matrimonio? «Arriva, arriva… il prossimo anno. Sarà una cosa semplice, tutta per noi». Dicono che lei sia il suo portafortuna. «Sì. Era gennaio 2005. Cantavo in un locale e lui mi ha chiesto il numero di telefono, con la scusa di fare musica insieme. Dopo cinque mesi ci siamo fidanzati. In estate, Luca ha cominciato con i laboratori di Zelig e a settembre lo hanno chiamato per il provino». Una compagna muta, come la donna oggetto su cui ironizza Zalone nel film, è impensabile nel caso di Mariangela. «Leggo il copione», dice, «assisto ai casting e do il mio parere sulle canzoni, che lui modifica centinaia di volte». Checco nota: «Al Sud vige il matriarcato. In famiglia, ieri comandava mia mamma Tonia. Oggi comanda la mia ragazza Mariangela. Domani comanderà mia figlia Gaia». A proposito… «Da tre mesi la vedo appena due giorni la settimana. Aspetto solo di avere più tempo, per poter correre da lei». E sarà come dire… felicità a catinelle.