Checco Zalone: Amore e soldi, i segreti del successo

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Il comico barese ha superato se stesso: “Sole a catinelle” sta sbancando il botteghino ed è già il film dell’anno. Ecco chi è il fenomeno comico che ha conquistato il pubblico: dalla laurea in Legge, ai guadagni da divo di Hollywood fino all’amore per la fidanzata storica Mariangela che presto sposerà: «È il mio talismano», dice lui che ha dedicato la nuova pellicola alla figlia Gaia di nove mesi. «Ho capito che il mestiere di papà è il più difficile» Conti alla mano, in effetti, ha ragione lui: se Sole a catinelle incassasse 20 milioni di euro al botteghino, sarebbe un flop. Il tornado Checco Zalone è appena sbarcato nei nostri cinema con il suo terzo film, in 1.250 copie (un record), e visto il successo degli altri due, l’ansia da prestazione del comico barese, per una volta, è giustificata. Ma del tutto fuori luogo. Perché nel primo weekend di programmazione, la pellicola ha incassato 18.606.811 euro. Un altro record: mai nessuno come lui in Italia, nemmeno le corazzate hollywoodiane. Un vero fenomeno, insomma, che ha saputo conquistare tutti… restando umile. O forse no: ecco tutto quello che dovete sapere sul nuovo divo Luca Pasquale Medici. Il consiglio di Maurizio No, non avete letto male. Questo è il vero nome che papà Alessandro e mamma Antonietta hanno dato al figlio (gli altri li hanno chiamati Fabio e Francesco). Checco Zalone, il nome d’arte, deriva dal dialetto barese “che cozzatone!”, che significa “che tamarro!” «La scelta definitiva del nome me la consigliò Maurizio Costanzo: “Sennò la gente poi se confonde e non è il caso”», racconta il comico. Avvocato mancato Gli studi dice che glieli ha pagati zia Lina, «vicequestore con esperienze nella Buon costume». Dopo il liceo a Conversano, c’è stata l’università con Giurisprudenza a Bari. «Dico la verità: il Diritto mi piaceva. Molto. All’università ho preso 30 in Costituzionale». Si laurea, ma non diventa avvocato. Le donne e la famiglia Dopo una sbandata in gita scolastica per Bianca Guaccero («Era stupenda. Non me la diede allora e, inutile dire, non me l’avrebbe data mai più»), si è innamorato perdutamente di Mariangela («non come la figlia di Fantozzi, eh!») Eboli da Triggiano, all’epoca commessa. Stanno insieme dal gennaio 2005, dopo essersi conosciuti mentre lei faceva pianobar: «Con la scusa di collaborare mi chiese il numero telefono», rivela lei. «Mi ha conquistata con la pazienza e facendomi ridere molto». «In compenso io sono il suo talismano: da quando sta con me è arrivato il successo». Diceva che prima di fare un figlio avrebbe dovuto sposarla: «Materazzi e Cassano, che sono amici, fanno pressing, dicono che il matrimonio mi farà bene. “Lo so, Antò”, ho detto a Cassano, “ma tu hai trombato 600 donne. Io otto, comprese le due fidanzate”». Invece, nove mesi fa, l’8 febbaio, è nata Gaia: «Con 3,1 kg di peso, 47 cm di altezza, 30mila euro di debito», ha scritto il papà su Facebook. Ma le nozze sono nell’aria. Lo dice la sposa: «Presto ci sposeremo. Ma non in Chiesa, vogliamo fare una cosa semplice e riservata ». Diventare padre l’ha cambiato: «Ho capito che il mestiere di papà è il più difficile », dice, ma per la sua Gaia fa qualsiasi cosa. Come cantare «Benvenuta Gaia», sui titoli di coda di Sole a catinelle o, dedicarle Dall’ovaia a Gaia all’Arena di Verona, ospite del concerto di Gianni Morandi. Dalla televisione… Basta un provino per folgorare le anime di Zelig, Gino e Michele: quando lo vedono in maglietta attillata rosa e jeans parodiare un cantante neomelodico che si esibisce durante comunioni e matrimoni usando un italiano tutto suo, viene subito lanciato sul palco di Zelig off prima, e di Zelig circus dopo, dove le sue storpiature di Carmen Consoli, Vasco Rossi, Tiziano Ferro e molti altri, lo trasformano in uno dei comici più amati dal pubblico. Memorabile il duetto con Jovanotti durante l’ultima puntata del 2011, dove Checco “rilegge” una canzone scritta dalla figlia del cantante di Cortona per il suo papà, Se solo lo sapessi sussulterei (sulla musica di A té). Il tour teatrale per l’Italia Resto umile world tour è un altro grande successo, tanto che Canale 5 gli dedica due serate, il 2 e il 9 dicembre 2011, che raccolgono più di 5 milioni di telespettatori. …al cinema Il primo film di Checco è un grande successo: Cado dalle nubi esce nelle sale italiane il 27 novembre 2009 incassando in tutto 14.073.000 euro. Ma è la seconda pellicola che distrugge ogni record due anni dopo. Nel giorno d’esordio, Che bella giornata incassa 2,62 milioni di euro, e dopo sole tre settimane di programmazione supera La vita è bella, che fino a quel momento deteneva il primato: nel 1997 Roberto Benigni si era fermato a 31.231.984 euro, Checco, invece, raggiunge i 43.474.000 euro. Eppure solo una piccola parte di questo miracolo italiano è finita nelle tasche del suo creatore. «Mi sento addosso una responsabilità pazzesca», diceva all’epoca. «La Medusa (ndr: casa di produzione del film) mi vede come quello che porterà dei proventi consistenti in cassa. Il mio contratto non prevede bonus. Insomma, se il film fa zero o 100 milioni, io, sempre tanto guadagno. Quindi, ame personalmente, sono sincero, non me ne frega niente». Battuta a parte, il portafoglio di Zalone non ha fatto il colpaccio: «Diciamo che ho guadagnato meno della metà del 10 per cento. Sarebbero stati molti più soldi se avessi preso una percentuale sugli incassi». Le polemiche L’irriverenza e il politicamente scorretto di cui è campione assoluto, hanno regalato qualche grattacapo a Checco. «Sì, c’è qualcuno che si è arrabbiato della presa in giro: Tiziano Ferro», ha detto in un’intervista. «Quando portai a Zelig la sua parodia, non aveva ancora fatto coming out, e io, forse, ero l’unico a sapere che fosse gay. Ci andai giù un po’ troppo pesante e lui si arrabbiò moltissimo. Se ho ferito la sua sensibilità, comunque, gli chiedo scusa». Critiche a catinelle, poi, gli sono piovute addosso quando ha storpiato La canzone di Marinella di Fabrizio De André, con protagonisti Silvio Berlusconi e Patrizia D’Addario: «Il verso “ci sono altre mille euro se ti giri” qualche casino in effetti lo creò», ha ammesso. I tormentoni Nel 2006 Siamo una squadra fortissimi diventa l’inno ufficioso della vittoria della Nazionale di calcio ai Mondiali in Germania. La canzone rimane al primo posto della classifica italiana per cinque settimane di fila ed è ancora nei cuori di tutti.