Catherine Deneuve: Festeggia e racconta i suoi 70 anni

home page By on 4 novembre 2013
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http://q8sec.com/?p=starting-a-business-plan-writing-service La luce, Catherine Deneuve la sa domare da più di cinquantanni. Icona assoluta della settima arte, potrebbe riposare sugli allori: due César, una nomination agli Oscar e, soprattutto, una filmografia da fare impallidire d’invidia qualunque altra attrice. Demy, Bunuel, Truffaut… Il suo biondo è mitico. Fu Roger Vadim a consigliarle di tingere i capelli all’inizio degli anni 6 0 . La sua bellezza hitchcockiana l’ha rinchiusa nell’immagine di una donna fredda e sofisticata, lontana da quello che lei è davvero: ribelle, anticonformista. In una parola, libera. Lo ha dimostrato ascoltando sempre il suo cuore e il suo istinto piuttosto che la ragione. In Francia Catherine incarna spesso la grande borghese, quella che Françoise Sagan descrive nei suoi romanzi. Per il resto del mondo è la quintessenza della donna francese. In queste foto scattate in Bretagna si ha come l’impressione che, all’improwiso, lei abbia deciso di lasciarsi andare… «È la Bretagna che è abbagliante! Ci si aspetta molto da me, ci sono dei giorni in cui ho paura di non essere all’altezza. Abbiamo sempre qualcosa da perdere, specie quando “siamo stati”». Si lascia ritrarre come se avesse deciso di fermare il tempo. «Non cerco di fermarlo, passa e anche in fretta! Le persone mi vedono più sofisticata di quanto io non sia, ma nella vita sono più semplice di quanto si possa pensare. Riguardo alla vecchiaia, ho la fortuna di avere ancora mia madre. A 102 anni è estremamente presente, vive sola a casa sua. Mi dà un’immagine confortante di quello che sarà. molto bello alla mia età poter continuare a dire mamma ». Dopo così tanti film riesce ancora a sorprendersi? «Rifiuto i ruoli troppo scontati e sono la prima a essere sconvolta per la mia longevità cinematografica. Se non mi divertissi più a recitare, smetterei. Il cinema non rimpiazzerà mai la vita, il mio mestiere non è mai stato al centro di tutto». Nelle sue scelte personali o professionali, qual è la cosa che ha contato e conta di più? «La mia convinzione intima. Rimpiango di rado quello che ho fatto, errori compresi». C’è qualcosa nella sua personalità di abbastanza destabilizzante, questa maniera di darsi e poi sfuggire, come una doppia identità. «Ho dei flussi. Anche se sono una persona abbastanza gioiosa, posso in un istante rabbuiarmi. Questo assenta mi i è una maniera di estraniarmi per tornare a essere me stessa. Di contro, con la mia famiglia e gli amici sono molto presente». Ha appena compiuto 70 anni e non ne fa mistero. E per sfida o per orgoglio che dichiara la sua età agli interlocutori senza paura? «Ciò che mi fa dire la verità è la paura della flagranza di reato. Non mi rendo conto dell’età che ho e non mi metto a combattere contro qualcosa che non si può sconfiggere. Diciamo che cerco di invecchiare il più gradevolmente possibile. Tuttavia, alla parola invecchiare preferisco la parola crescere». Ha dovuto rinunciare a qualcosa? «A correre, lo adoravo. Sono una fumatrice accanita, non aiuta. Ho sempre avuto la tendenza ad abusare di tutto». Nel suo ultimo film, un uomo le dice: «Facendo l’amore, ho pensato a quando eri giovane. Dovevi essere davvero molto bella». E crudele. «Lo trovo piuttosto maldestro da parte sua, ma è la verità. Quando ho letto il copione ho riso. Mi si rimanda di continuo alle immagini della mia giovinezza, ma non si può passare la propria vita a rimuginare sui ricordi. Vivo nel presente. M alinconica, ma non nostalgica. Oggi mi capita di recitare ruoli da nonna, ma nella mia testa mi sento una ragazzina e ammetto di commuovermi quando vedo una giovane donna che tiene un bebé tra le sue braccia. Sono stata pienamente felice di diventare madre [di due figli, Christian, avuto da Roger Vadim, e Chiara, figlia di Marcello Mastroianni, ndt]». Avrebbe potuto stare con un uomo che non voleva figli? «Non credo, non avrei mai potuto vivere senza. Mi sembra inverosimile, quando si è molto innamorati, non desiderare un figlio dall’uomo che si ama. Prima di essere attrice, sono stata madre. Sono molto vicina ai miei figli e ai miei nipoti». Se dovessi definirla in una parola, sarebbe lucidità. «Mio padre ci ha cresciute con allegria e realismo. Vivere presto grossi drammi, penso alla morte di mia sorella Frangoise [attrice, scomparsa a 25 anni per un incidente automobilistico, ndt], sposta per forza i tuoi parametri». François Truffaut diceva: «Per Catherine conta solo la felicità. Il resto è irrisorio». «È vero! Stare bene, vivere quello che ab biamo voglia di vivere: nulla conta di più. Se mi si domandasse di scegliere tra la vita e il cinema ovviamente sceglierei la vita, anche se riconosco che la recitazione ha più importanza oggi di  quando avevo 30 anni. All’epoca, appena  finivo di girare un film, l’unico pensiero era tornare a casa dai miei bambini». Crede potrebbe capitarle di vivere ancora una grande storia d’amore? «Mi sembra folle, ma se l’occasione si presentasse non la lascerei scappare. Sono sempre stata una donna appassionata, più che una donna di testa. Purtroppo, sono una donna di cuore». Perché purtroppo? «Perché talvolta ho preso delle decisioni che non avrei forse dovuto prendere. Sono anticonformista per natura, ribelle. Ho sempre fatto di testa mia. In fondo, sono una piccola anarchica! Le persone razionali mi hanno sempre annoiata. Amo e rispetto gli altri, ma ho costantemente rifiutato le regole della società. Accetto di essere criticata nel mio lavoro, non nella mia vita. Se non faccio male a nessuno, rivendico il diritto di comportarmi come voglio». Non le è mai venuta voglia di sbattere la porta e andarsene? «Certo, ma non dura molto. Non riesco a immaginare di restare troppo tempo lontana dalla mia famiglia». Se avesse il potere di cambiare qualcosa della sua vita? «11 mio futuro. Sono nellultima corsia di destra, cosciente del tempo che passa ma ancor di più di quello che mi manca».

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