CATERINA MISASI CENTOVETRINE MI SALVA DALLA DEPRESSIONE “DOPO PARTO”

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Entrata nel mondo delle fiction a soli 21 anni e…quasi senza rendersene conto. Un anno prima c’era stato il suo debutto in teatro nel cast di Donne, velocità, pericolo di e con Edoardo Sylos Labini. Poi, ottenuto il diploma al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, la bella Caterina Misasi ha fatto il suo ingresso sul piccolo schermo nei panni di Carolina di Vivere, soap nata a Como e poi trasferita a San Giusto Canavese (in provincia di Torino), dove ha chiuso definitivamente i battenti nel 2008. «Ci sono rimasta molto male» Oggi, a dieci anni dall’inizio della sua carriera, Caterina è tornata negli studi torinesi per un altro esordio importante che avverrà il 21 ottobre: sarà Fiamma Brera, uno dei cinque nuovi personaggi scelti dalla produzione di CentoVetrine per rilanciare la soap. Il suo ruolo è quello di una giovane fotoreporter, una ragazza dolcissima dal carattere un po’ chiuso. Abbiamo incontrato Caterina pochi giorni prima della messa in onda e proprio a Top l’attrice ha voluto svelare i retroscena del suo ingresso nella serie di Canale 5. Com’è stato tornare a San Giusto Canavese dopo tutti questi anni? «Per me si è trattato di un ritorno al passato. Dopo tutto questo tempo sono stata catapultata negli stessi studi televisivi dove ho iniziato la mia carriera e dove, tra l’altro, ho incontrato le stesse persone con cui lavoravo dieci anni fa. Tutto questo è stato bellissimo e davvero emozionante». Sei stata scelta dagli stessi autori che ti avevano mandata via da Vigere? «Sì, sono stata richiamata da Daniele Camacina (direttore creativo di entrambe le soap, ndr) per due provini: uno per il personaggio di Sveva, interpretato oggi da Elena Cucci, e poi per quello di Fiamma. Mi ha fatto molto piacere essere richiamata, è stata una grande dimostrazione di stima, che mi ha ridato sicurezza». Come avevi reagito al la notizia del tuo licenziamento da Vivere? «Il personaggio è uscito di scena da Vivere perché credo che Camacina avesse in mente di dare un senso diverso alla soap. Ma non posso negare che ci sono rimasta davvero molto male: in quel momento è stato come se il mondo mi crollasse addosso, non me l’aspettavo davvero dopo tre anni di lavoro costante. Ed è per questa ragione che oggi sono così felice deH’opportunità che mi sta dando lo stesso Camacina: è una conferma del fatto che il problema non ero io come attrice. In ogni caso, poi la mia carriera dopo quello stop è proseguita, con mille impegni». Soprattutto nella fiction, giusto? • «Esatto, ho avuto moli importanti in Don Matteo, Provaci ancora prof 3 ,1 Cesaroni, e soprattutto in Un medico in famiglia e Walter Chiari – Fino all’ultima risata in cui ho interpretato il molo di Lucia Bosè. Mi sono fermata solo quando sono rimasta incinta di Giuseppe, che adesso ha 13 mesi». Ti sei fermata anche in occasione del matrimonio con il regista e attore Pietro Bontempo… «Sì, ci siamo sposati il 30 giugno scorso, dopo la nascita di Giuseppe». In sostanza, CentoVetrine è il tuo primo lavoro da quando sei diventata mamma? «Esatto, ma c’è di più: CentoVetrine rappresenta la mia salvezza. Dopo la nascita di Giuseppe ho avuto, come tutte le neo mamme, un periodo di spossatezza e di depressione post partum che mi aveva tolto un po’ la voglia di fare. Accettare questo lavoro per me è stata una vera svolta. Mi sono rimessa in gioco e questo mi ha dato una grande carica. Essere madre è meraviglioso ma una donna ha anche bisogno di alzarsi al mattino e uscire di casa. Il lavoro nelle soap è molto interessante da questo punto di vista perché ti aiuta ad avere un impegno “fisso” e quotidiano». Credi che avrai altri bambini? «Mi piacerebbe dare almeno un fratellino o una sorellina a Giuseppe. Io, poi, provengo da una famiglia numerosa, noi siamo otto fratelli, sei femmine e due maschi. Ci adoriamo e non posso fare a meno di loro. Loro sono i miei amici, i compagni di giochi più stretti che avevo quando ero bambina. Amo le famiglie numerose, anche se non credo di seguire l’esempio della mia mamma… Sarebbe un po’ eccessivo». «La mia infanzia? Da principessa» Che tipo di infanzia hai avuto? «Bellissima. I mie genitori gestiscono Palazzo Monaldeschi, una dimora storica di Lubriano, paesino in provincia di Viterbo. Mia madre è una cuoca fantastica, prepara anche i catering per i suoi clienti. Io sono cresciuta come una principessa all’interno di in una palazzo meraviglioso, circondata dall’affetto di tutti i miei fratelli e sorelle. Non potrei fare a meno di loro».