Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi festeggiano Maria dei Miracoli

Cattura

Più che un battesimo, un vero debutto in società. Una Corvette anni Settanta rosa confetto per arrivare alla chiesa, addobbi floreali da Napoli con roselline mignon, houle di campanule e garofani, gerbere a formare cuori giganti. Abitino in tulle chiaro impreziosito da brillantini, scarpette da ballerina, confetti di mandorla e cioccolato, un pranzo a base di pesce all’Assunta Madre di Roma per 110 invitati da tu ttIta lia . «Volevamo fosse un giorno importante per la nostra Maria. Stiamo organizzando tutto da mesi e ora che il battesimo è arrivato siamo emozionati». Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi ci hanno aperto le porte della loro villa di Formello a pochi giorni dalla cerimonia per la loro bimba. Una Carmen in miniatura, non ce ne voglia il papà, che guarda divertita quel carnevale che i suoi genitori le hanno preparato. «Vedi questo cuoricino che porta al collo? Glielo ha regalato Valeria Marini quando è nata. Lei è la madrina. Abbiamo deciso così nel 2 0 1 2 , in Honduras, quando eravamo sull’isola dei famosi», racconta Carmen. «Laggiù ho conosciuto una donna speciale, di grande spessore e generosità. Ci ritrovavamo spesso a parlare di figli, di quanto avremmo desiderato diventare madri. Così le promisi che, se mai fosse accaduto, lei mi sarebbe stata vicina e sarebbe stata la madrina di mio figlio. E così è. Sapessi come è dolce. Mi invia sempre messaggi tenerissimi che magari arrivano nel cuore della notte. Le auguro di vivere presto le emozioni che provo io. Sono certa che sarà un’ottima mamma». Come padrino? «Abbiamo voluto il professor Antonio Longo, chirurgo siciliano di fama internazionale. Uomo illuminato, di grande levatura. Ha gli stessi valori di mio padre Giovanni, che ci ha lasciati quattro anni fa». Mentre Carmen racconta, Enzo Paolo intrattiene la sua “Maruzzé” con canzoni napoletane di Carosone. «Mi sembra di essere tornato ragazzino. Mi ha dato da subito una carica incredibile e mi ha reso un uomo più completo. Quando la gente mi chiede se mi è cambiata la vita io rispondo fiero: “Per nulla, è solo migliorata!” Camien e io continuiamo a fare le stesse cose di sempre, con un amore in più tra noi. Maria ci segue ovunque e se mamma si deve assenta re per lavoro, io sto con lei e me ne occupo totalmente». Senza aiuti? «Facciamo tutto noi e finora ce la siamo cavata bene». Enzo Paolo è orgoglioso. «Come marito è bravo. Come padre è sorprendente. Non mi sarei mai aspettata tanta dedizione e un autonomia così spiccata. Avere un uomo che ti aiuta e ti sostiene senza fartelo pesare è un grande sollievo. Se fossi più giovane, farei subito un fratellino». Carmen è energia allo stato puro. «A volte ci penso, ma poi mi viene paura. Ho fatto così tanto per avere Maria. Perché adesso dovrei sfidare la vita che con me è stata troppo generosa? Mi piacerebbe adottare un bimbo, così lei crescerebbe in compagnia». Te la sentiresti di affrontare la burocrazia? «Certo. Se l’iter si potesse snellire un po’, sarebbe un grande successo per bambini e famiglie». Da quando è nata Maria… «Mi sento una donna importantissima. Più forte. Anche se ho iniziato a confrontarmi con il terrore che possa succederle qualcosa. Quando mi assalgono le ansie, la stringo forte e tutto passa». È femmina: papà Enzo Paolo, da buon napoletano, sarà gelosetto… «Io sono gelosissimo di tutto ciò che amo e che ho conquistato nel tempo. Figurarsi della mia principessa. Vorrei darle tutti gli strumenti necessari per crescere con valori radicati. Le dirò che con la sola bellezza si fa poca strada. Bisogna studiare, prepararsi, in qualsiasi campo». Vorresti seguisse le tue orme, nella danza? «Quando la cambio già stende le gambine e le punte come una ballerina, e non sai come mi commuovo. Se lei volesse intraprendere questa carriera, non la ostacolerei». Carmen, tu sei bellissima. Pensi mai al possibile antagonismo tra mamma e figlia? «Macché! Innanzitutto perché io non mi sono mai considerata bella. Avevo il fisico, certo, ma me lo aveva forgiato la danza. Non ho mai basato tutto sul mio aspetto esteriore. Danzavo, facevo la ballerina, se poi a ccadeva che io lo facessi in bikini piuttosto che in tutù era un dettaglio». Che cosa vorresti regalare a Maria per il suo battesimo? «Gli strumenti per crescere sana, libera e indipendente. Soprattutto la consapevolezza di sé. Per me è stato così, nel lavoro e anche nell amore. Dopo trent anni con mio marito mi sento complice e innamorata come una ragazza. Lo sceglierei altre mille volte». Poi aggiunge: «Insegnerò a Maria che l’essere viene prima dell’apparire e che ogni successo è frutto di sacrifici. Grandi. Ma poi sai che soddisfazione!».