Carmen Russo: “Dopo Maria vogliamo adottare un bambino”

Una e trina. Carmen Russo parla di sé e pensa per tre. Lei, la figlia Maria e il marito Enzo Paolo. Indivisibili. Una piccola tribù di pelle, peli, squame e piume, dove tutto convive armoniosamente nella grande casa con giardino di Fornello, alle porte di Roma. Madre, padre e figlia, i tre gatti, le tre tartarughe, i quattro pappagallini e i diciannove cani, tutti ex trovatelli. Appena reduce, l’esuberante Carmen, dal veterinario cui ha affidato Energina. “Aveva i linfonodi molto gonfi… Ogni giorno c’è n’è una con tutti questi animali”. Ancora prima aveva accompagnato il marito Enzo Paolo aH’aero-| porto, destinazione Palermo. “Dove stiamo per aprire una no« stra accademia di danza, la seconda dopo quella di Napoli”. Carmen Russo. La chiamerò “Nostra Signora dei Turchi” in omaggio a suo marito e al capolavoro di un grande genio, Carmelo Bene. «Ah, questo mi piace molto». La sento a dir poco pimpante. «Siamo appena tornati io, Enzo Paolo e Maria da una bellissima crociera di una settimana con la MSC. Ripartirei subito. Un’esperienza che consiglio a tutti».  La vostra prima crociera? «Possiamo dire che è stata Maria a volerla. Noi avevamo molti dubbi, che fosse tutto troppo affollato, l’obbligo di socializzare a tutti i costi.

E, invece, niente, grande accoglienza e libertà assoluta di stare soli o nella folla». In che senso è stata Maria a volerla? «Enzo e io non abbiamo mai fatto grandi vacanze. La presenza di Maria ci ha spinto a fare quest’esperienza. Prima, per il suo primo compleanno, eravamo stati a Medjugorje». Perché Medjugorje? «Siamo devoti da sempre, andiamo anche a Lourdes. Sono viaggi che hanno la dimensione del ringraziamento. Di essere così fortunati, felici e sani». Anche il viaggio a Medjugore come regalo di compleanno l’ha voluto Maria? «Abbiamo voluto che lei così piccola partecipasse a quell’atmosfera straordinaria. Le abbiamo anche aperto per il suo primo compleanno un conto in banca». Blindatissima la piccola Maria, tra la protezione della Madonna e il conto in banca. «Siamo due genitori non più giovanissimi, normale pensare al suo futuro. Darle tutte le garanzie possibili». Come si è comportata la pargola in crociera? «Meravigliosamente. Salutava tutti, rideva e batteva le mani. Impazziva con i coetanei giapponesini e australiani. Ho capito che è una bambina generosa. Dava sempre i suoi giochini agli altri. E poi ha preso a camminare. Le do un ditino, lei lo afferra e va». Altri passaggi memorabili? «Maria in piscina. Non voleva mai uscire. E poi quando ha imparato a mangiare le penne al pomodoro. E i suoi due occhioni spalancati al Parte- none di Atene». Crociera a parte? «Enzo e io cerchiamo di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno della vita. Artisti come noi vivono di positività. Ci svegliamo al mattino, ci guardiamo tutti e tre e siamo felici». La positività. Una vocazione o una conquista? «Abbiamo i nostri momenti giù, non siamo giullari. Il nostro motto è: “Inutile piangersi addosso”. Se fai le cose col sorriso vengono meglio». Mi dica del suo presente. «Dire che è roseo è scontato.

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