Carlo Verdone: L’artista, interprete orgoglioso de La grande bellezza, il film di Paolo Sorrentino candidato agli Oscar

E’un momento magico per Carlo Verdone. Dal 13 febbraio sarà al cinema con la commedia Sotto una buona stella, di cui è regista e interprete, mentre il 2 marzo La grande bellezza di Paolo Sorrentino, di cui è stato uno degli interpreti, concorrerà ai premi Oscar come miglior pellicola straniera. Carlo, parlaci un po’ di Sotto una buona stella… «È una commedia che tocca il tema dello scollamento ira genitori e figli e quello della precarietà lavorativa. Io interpreto un uomo di sessant’anni che diventa disoccupato per via di una scandalo che colpisce la holding finanziaria per la quale lavora. È un film in cui è facile ritrovarsi: ragazzi, padri, donne che convivono con le loro solitudini e la loro insoddisfazione. La nostra è una commedia brillante con tocchi poetici e malinconici, un film in cui l’affetto alla fine trionfa sopra ogni cosa». «Ha fatto alcuni master all’estero» Anche grazie a una donna che nella storia si rivela fondamentale… «Sì, è Paola Cortellesi, che si trasferisce nell’appartamento di fianco a quello che occupo io con i miei figli (interpretati da Tea Falco e Lorenzo Richelmy, ndr). Loro sono venuti a vivere con me dopo la morte della madre. L’arrivo di Paola ci aiuterà a rimettere insieme i cocci delle nostre vite». Da padre, il tema delle nuove generazioni ti sta a cuore? «Ovviamente sì, anche perché l’Italia non punta abbastanza sul futuro e sui giovani. Nel film i miei due figli, dopo aver cercato disperatamentela loro strada, decideranno alla fine di lasciare l’Italia». Nella vita reale che cosa vogliono fare da grandi i tuoi figli? «Mia figlia (Giulia di 27 anni, ndr) lavora nella distribuzione cinematografica, mentre Paolo (25 anni, ndr) si occupa di politica intemazionale. Ha fatto dei master all’estero perché in Italia non era riuscito a trovare quello che cercava. Hanno entrambi fatto tutto da soli e continuano a dare grosse soddisfazioni a me e alla madre (Gianna Scarpelli, da cui è separato, ndr). La gioia più grande per me, più della mia carriera o di nna vittoria del campionato della Roma, viene da loro e dalle soddisfazione che mi danno. E questo film è anche dedi- I cato ai mie figli». «La notte… è il momento magico» Se non avessi fatto questo mestiere che cosa avresti fatto? «Probabilmente avrei intrapreso la carriera universitaria all’istituto Storico religioso della Sapienza, perché durante i miei studi universitari (è laureato in Lettere Moderne, ndr) ho fatto diversi esami di Storia delle religioni». La grande bellezza ha conquistato i Golden Globe e concorrerà agli Oscar come miglior film straniero. Quali sensazioni provi alla vigilia di un appuntamento simile? «Sono contento anche perché Paolo Sorrentino ha fatto un film bellissimo e tutti noi attori sentivamo che stavamo realizzando un film impor- | tante su un’Italia dal grande passato, ma dal presente terribile. Paolo ha azzardato un film molto complesso, che va al di là del decadimento morale di Roma e allarga invece la prospettiva a tutta la società occidentale dei giorni nostri. Grazie a Paolo abbiamo scoperto anche la grande bellezza della Roma notturna, con quelle notti passate per strada a girare il film. Anche se per me è stata una tragedia, perché la sera di solito non vado a dormire più tardi delle 23, la notte è il momento più magico per godersi la monumentalità di Roma e per gustarsi questa magnifica città, senza traffico, rumori e caos».