Carlo Verdone e Paola Cortellesi: Coppia esplosiva al cinema

Paola è la donna ideale per me,  perché unisce buonumore, dolcezza, capacità di sdrammatizzare i problemi, efficienza, generosità, disponibilità, premura…». È interminabile la lista di elogi di Carlo Verdone per la Cortellesi, protagonista al suo fianco della commedia Sotto una buona stella, al cinema dal 13 febbraio. Carlo, sembri innamorato… «Macché, scherzi? Paola è una grande amica. Tanto tempo fa mi è capitato di perdere la testa per una partner di set, adesso no. Però…». C’è un però: «Ecco, con lei ho trovato un’affinità come non mi capitava dai tempi in cui giravo i film con Claudia Gerini. Negli ultimi anni, pur trovandomi sempre bene, ho cambiato attrice a ogni pellicola. Con lei, invece, se il film avrà successo, vorrei proprio tornare a lavorare, perché non solo è disciplinata e quasi non mi sono accorto di dirigerla, ma ha anche la capacità di tranquillizzarmi ». Una presenza rassicurante. «Esatto. Davanti a tutti gli impegni per promuovere un film, mi scoraggio. Un giorno le ho detto: “Paola, finiremo in clinica”. E lei: “Carlo, facciamo tutto, con calma”. In questi tempi di ansia e paura per il futuro, una persona che trasmette serenità ti pare poco?». Sei sempre iper-ansioso? «No! Dobbiamo un attimo sfatare questo mito che mi riguarda: non sono troppo ansioso e nemmeno ipocondriaco. In passato ho sofferto di attacchi di panico e l’ho raccontato perché non c’è niente di male. Con grande fatica sono riuscito a superarli. Da regista cerco di portare serenità sul set e sono iper-scrupoloso, questo sì». Insomma, la partner ideale di Carlo Verdone, prendete nota, deve essere dotata di grande pazienza. Sorride e sospira: «Tutti mi domandano perché sono single. La verità è che è difficile starmi accanto, i troppi impegni spaventano e sono più le notti che passo in albergo che a casa. Scrivere, dirigere e recitare significa che la qualità della vita privata è scarsa». E poi c’è Gianna, l’ex moglie, dalla quale non ha mai divorziato per esplicita richiesta dei figli, Giulia e Paolo, che forse suscita qualche gelosia nelle sue pretendenti. «Io e Gianna abbiamo mantenuto un buon rapporto e sviluppato un’alleanza per favorire i ragazzi. Ma non solo. A settembre è scomparso improvvisamente il segretario che ci seguiva da 17 anni. Ha lasciato un vuoto spaventoso perché godeva di grande fiducia e si occupava di tutto: il lavoro, le case, i figli. Abbiamo pensato che non avremmo trovato un altro come lui, perciò ora è Gianna che mi dà una mano con l’amministrazione, sebbene abbia già il suo lavoro in campo medico». È una vita frenetica quella di Verdone, ma, appena può, scappa da Roma per godersi un po’ di pace. «Quando esco per strada appartengo a tutti. L’affetto del pubblico è meraviglioso, ma ogni tanto è travolgente. Per assaporare un po’ di più la vita normale vado in Sabina, dove ho messo a posto la casa in campagna dei miei genitori: da una lettera ho scoperto che è proprio lì che mi hanno concepito. E lì sto completando l’archiviazione della grande biblioteca di mio padre e mi occupo dell’orto e del giardino. Mi bastano le piccole cose per stare tranquillo e ritrovare serenità. La natura è una carezza importante per l’anima e un modo per mettere un po’ da parte il cinema». Emerge il Verdone malinconico, quello che trapela in ogni commedia perché «non posso raccontare storie basate sul nulla. Anche se in modo leggero, ogni mio film prende spunto dal quotidiano e dai problemi della realtà attuale, come la perdita del lavoro, l’assenza di dialogo tra genitori e figli, la solitudine». Tutti temi presenti in Sotto una buona stella. Il protagonista è un padre separato che all’improvviso vede la sua vita stravolta: perde l’ex moglie e subisce un rovescio finanziario per cui deve prendersi i figli ventenni e la nipotina in casa. Non avendo mai coltivato un rapporto con loro, all’inizio la convivenza sarà difficilissima. Per fortuna SERA TIFERÒ verrà aiutato da una simpatica vicina di casa (Paola Cortellesi), a sua volta piena di problemi, ma che dimostrerà un inaspettato senso materno. Nel film sei nonno di una bambina di 3 anni. Ti piacerebbe diventarlo per davvero? «Mi farebbe enormemente piacere. Ancora di più vedere mio figlio o mia figlia felici aH’interno di una coppia. Sarei molto orgoglioso di un piccolo Verdone». L’anno scorso Carlo è stato tra i protagonisti dellacclamatissimo film di Paolo Sorrentino La grande bellezza, ora in concorso per l’Oscar come miglior film straniero. Andrai a Hollywood per sostenere il film il 2 marzo? «Mi hanno invitato e ci ho riflettuto, ma alla fine ho ringraziato e detto di no. Ho fatto una scelta di discrezione pensando che quel palco appartiene, speriamo, unicamente al regista e al produttore. Oltre a me, il film ha moltissimi bravi protagonisti e mi troverò con alcuni di loro per fare il tifo da qui».