Caos alla Camera, i 5 Stelle sui banchi del governo

È successo tutto in un attimo, non hanno avuto bisogno di organizzarsi, è bastato un cenno. E si sono mossi all’unisono. Alle cinque e un quarto di ieri pomeriggio i deputati del Movimento 5 Stelle sono scesi dai loro banchi di Montecitorio e hanno occupato i posti destinati al governo, sedendosi sopra i banchi e contestando l’unico ministro presente in quel momento in Aula, Dario Franceschini. Non c’era Laura Boldrini a presiedere ma una sua vice, la pd Marina Sereni. In serata la presidente della Camera sarà molto dura nei confronti dell’occupazione («è un atto molto grave»), mentre lì per lì la vicepresidente Sereni è riuscita soltanto a sospendere la seduta e ad aspettare che piano piano i commessi facessero uscire i deputati di M5S, uno ad uno: Alessandro di Battista, Carlo Sibilia, Massimo Artini, FilippoGallinella, Alessio Villarosa. C’è stato uno scontro anche con il deputato del Pd Piero Martino: i deputati di M5S diranno dopo di essere stati aggrediti da lui. La verità è che a guardare il filmato della scena si capisce tutto. Primo perché quel filmato non sarebbe dovuto esistere, poiché è proibito filmare in Aula e Martino proprio questo era andato a dire ai colleghi di M5S. Ma la polemica non si è placata lo stesso, incandescente ieri pomeriggio l’emiciclo della Camera con i deputati di M5S pronti ad occupare i banchi del governo. Protestavano per l’inversione di un ordine del giorno dei lavori per esaminare i problemi connessi con la Tap (Trans Adriatic Pipeline), ovvero il gasdotto che dall’Azerbaijan dovrebbe arrivare direttamente in Puglia. In particolare si stava discutendo se questa inversione fosse possibile (secondo l’articolo 119 del regolamento di Montecitorio) durante la sessione di Bilancio. «Sono convinto che i deputati di M5S l’hanno fatto per rubare la scena a noi che oggi abbiamo fat to un ostruzionismo importante», si lamenta Gennaro Migliore, capogruppo di Sel che rivendica anche di essere stato lui a chiedere verifiche alla Giunta del regolamento. Adesso saranno i deputati questori che dovranno fare un’istruttoria sulla vicenda. Lo ha chiesto loro la presidente Boldrini. Che ha aggiunto: «Dopo l’istruttoria dovranno rapidamente riferire all’Ufficio di presidenza per decidere su eventuali nuove sanzioni». Proteste sono arrivate da tutta Montecitorio, bonarie come quelle di Pino Pisicchio («Sono bravi ragazzi inconcludenti che mi ricordano Masaniello: tanta “ammuina” per niente») o più strutturate come quelle di Roberto Speranza. Ha commentato infatti il capogruppo pd della Camera: «Non se ne può più di insulti, intemperanze, offese e oltraggi a tutto e a tutti. Non consentiremo a Grillo di sfasciare un Paese che i nostri padri hanno faticosamente costruito ». I lavori dell’Aula riprenderanno stamattina alle dieci: l’occupazione ha fatto perdere quasi tutto il pomeriggio. Sarà una giunta per il regolamento, convocata alle 9, a valutare la conformità delle norme.