Cancro, la ricerca italiana scopre nuovi genimutati

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Un miliardo e 86 milioni di euro (circa la metà solo dal 2008). È questa la boccata di ossigeno che, dal 1965 al dicembre 2012, la ricerca italiana sul cancro ha ricevuto dai cittadini che credono nella scienza e credono nell’onestà intellettuale dell’Associazione italiana per la lotta al cancro (Airc). Tutto erogato in progetti di ricerca efficaci e vincenti a livello internazionale. Cittadini la cui fiducia è stata ripagata da importanti scoperte. In più, in un momento di crisi come questo e con una classe politica che ha sempre penalizzato (finanziando anche in modo insensato amici degli amici) i cervelli italiani, oggi l’Airc può vantare il record di lavoro giovanile nella ricerca. Negli ultimi anni ben 35 milioni di euro sono andati a progetti di giovani ricercatori, qualcuno già con le valigie in mano per portare la sua intelligenza all’estero. Uno degli ultimi successi, pubblicato il 3 novembre su Nature Genetics, riguarda uno dei tumori più letali: quello delle vie biliari. I condotti che trasportano la bile dalla cistifellea all’intestino. La bile, sostanza importante per la digestione, è prodotta dal fegato, immagazzinata dalla cistifellea e trasportata dove deve agire dalle vie biliari. Il tumore che colpisce queste parti dell’organismo è piuttosto raro (anche se i nuovi casi in Italia sono 9.500 ogni anno), difficilmente diagnosticabile nei tempi giusti per curarlo, difficilmente trattabile. E finora difficilmente classificabile nelle cause. Ora un team italoamericano, grazie ai fondi Airc, ne ha individuato i geni «mutati » responsabili. Una svolta sia per la diagnosi precoce sia per un aumento delle possibilità di successo nel sconfiggere il male. Prima si cura, più probabilità ci sono di rendere efficace ciò che efficace non è. Il cancro delle vie biliari, quindi, rappresenta lo 0,8 per cento del totale dei tumori diagnosticati negli uomini e l’1,6 per cento di quelli nelle donne. Più nel sesso femminile quindi. Lo studio che ha svelato i misteri di questo male è stato condotto tra Verona (in Veneto si registrano 450 casi all’anno di questo cancro) e Baltimora. I cittadini italiani, tramite l’Airc, lo hanno in buona parte finanziato. Insieme ai ministeri dell’Università e della Salute. La parte americana ha ricevuto fondi dallo Stato. Un team di scienziati (120 in tutto) del centro di ricerca Arcnet (Alleati per la ricerca sul cancro) dell’Università di Verona e della Johns Hopkins University di Baltimora. Identificati i geni «mutati» è facile adesso mettere a punto il test (diagnostica molecolare) per scoprirli prima che il cancro alle vie biliari compaia, sapendo che le persone con questi geni hanno alte probabilità di sviluppare il tumore. Anche in questo caso, come per l’asportazione preventiva dei seni nelle donne con i geni mutati Brca-1 e Brca- 2, la chirurgia pre cancro può essere una soluzione. In pratica i medici e i ricercatori guidati da Aldo Scarpa, del centro di Verona, hanno confrontato le sequenze del genoma di questi tumori, nelle casistiche raccolte dai due centri, e hanno trovato i pericolosi «mutati». Quelli a cui va la responsabilità della maggior parte di questi tipi di cancro. È uno dei tanti successi raggiunti grazie all’Airc. Raggiunti prima, raggiunti restando in Italia. L’Airc che torna in oltre 600 piazze sabato 9 per offrire una confezione di cioccolatini in cambio di 10 euro per la sfida al cancro. Per informazioni: www.airc.it e numero verde 800.350.350. E in tutt’Italia gli «atleti» dei laboratori di ricerca impegnati nella squadra Airc stanno raccontando, dal 2 novembre e fino all’11, i loro successi, i primati, le medaglie d’oro (pubblicazioni scientifiche) conquistate nella sfida più lunga e impegnativa: quella di azzerare il cancro, tutti i tipi di cancro. A loro un grazie speciale, in particolare dai mille nuovi ammalati di tumore che in Italia si ammalano ogni giorno.