Calciomercato Torino: Pista Hallfredsson è il jolly low cost

hallfredsson_verona

Lo sa molto bene il club granata: un giocatore in scadenza a giugno solletica l’appetito della concorrenza. Il caso D’Ambrosio è paradigmatico: gelo tra calciatore e società per il prolungamento, immediato e prepotente inserimento di altre squadre a comporre un quadro instabile e contorto. La situazione di Emil Hallfredsson a Verona è comunque differente da quella del terzino campano a Torino, tuttavia esiste un minimo comune denominatore: l’assenza di accordo sul rinnovo di contratto. Situazione che apre a scenari inimmaginabili anche solo fino a qualche settimana fa. Perché l’islandese ormai italiano di adozione considerata la lunga militanza è un pupillo di Andrea Mandorlini ed è molto apprezzato nella città di Romeo e Giulietta: Hallfredsson è uno dei reduci della Lega Pro, non In scadenza a Verona: granata pronti a inserirsi subito costantemente manifestato l’attaccamento ai colori gialloblù, ha rappresentato una risorsa determinante nella scalata fino al ritorno in serie A. Semplicemente adesso chiede un adeguamento economico agli standard di categoria: niente di trascendentale nel calcio moderno. Tanto che la differenza tra domanda e offerta sarebbe minima, per quanto sostanziale: insomma, trovare un accordo appare potenzialmente semplice, bisogna solo comprendere quali siano le volontà delle parti. In particolare del club veneto, che per il momento non lancia segnali positivi sul rinnovo e anzi lascia trapelare la possibilità di una partenza anticipata del centrocampista. Non è difficile dunque immaginare quanto il telefono di Alessandro Beltrami , manager storico dell’islandese, sia diventato incandescente per il numero di chiamate ricevute. Le voci di mercato raccontano di un’attivissima Atalanta, con l’idea però di prendere il giocatore a giugno. Poi c’è il Parma, pronto a mettere sul piatto un’offerta economica adeguata alla situazione contrattuale della mezzala. Infine ecco l’Udinese, abitualmente propensa a operazioni di altro genere ma stuzzicata dalla qualità del giocatore, considerando anche i prezzi contenuti. TANTI MOTIVI E poi c’è il Torino, che avrebbe le potenzialità per balzare in testa alla concorrenza qualora decidesse di affondare davvero il colpo. Il club granata gira attorno ad Hallfredsson da mesi e forse adesso è arrivato il momento per completare l’opera, considerando anche il rapporto privilegiato tra i ds dei due club, ovvero Sean Sogliano e Gianluca Petrachi . L’islandese è profilo gradito per un numero considerevole di motivi. Ha esperienza da vendere nel campionato italiano, non porterebbe scompensi nell’equilibrio gerarchico dell’organico granata, può ricoprire diversi ruoli nella mediana: non è un regista puro ma non lo era nemmeno Vives prima della “cura Ventura ”. In un centrocampo a tre Hallfredsson “sguazza”: il Torino ci pensa anche perché l’operazione sarebbe low cost e consentirebbe alla formazione granata di riempire con qualità una casella mancante. LE STRATEGIE L’affare sarebbe a prezzo contenuto in ogni caso, ma se il Torino riesce a inserire una contropartita gradita al Verona tutto diventerebbe ancora più semplice. Appare evidente che l’incastro perfetto sarebbe con Riccardo Meggiorini , veronese e, non è un mistero, simpatizzante del Verona. Ma soprattutto si tratta di un attaccante, un ruolo nel quale il club veneto ha bisogno di alternative. Peraltro lo stesso Meggiorini è in scadenza di contratto con la società granata (e non ci sono notizie di dialoghi sul possibile prolungamento), come Hallfredsson per il quale il bivio è alle porto con l’avvento dell’anno nuovo: trovare l’intesa per il rinnovo oppure partire, con buona pace di Mandorlini che vorrebbe tenerlo. La dirigenza dell’Hellas non può però permettersi di perdere a parametro zero un giocatore ancora piuttosto giovane (29 anni) e soprattutto integro: in caso di mancato accordo dunque partiranno contatti e affondi. E il Torino ha in mano carte interessanti da poggiare sul tavolo delle trattative. La destinazione granata risulterebbe peraltro gradita al centrocampista mancino, qualora la sua strada e quella del Verona dovessero definitivamente separarsi dopo tre stagioni e mezzo di amore corrisposto.