Buffon e Seredova: Non accettiamo che buttiate il fanngo sul nostro amore

Sono una della coppie più solide del mondo dello sport e dello spettacolo. E, ogni volta che qualcuno mette in giro voci di una presunta crisi, Gigi Buffon e Alena Seredova puntualmente smentiscono. Di recente, su Internet è circolata con insistenza la notizia che il loro matrimonio fosse ormai al capolinea. La causa? L’entrata in scena di una showgirl italiana appena diventata single, che – secondo le malelingue – avrebbe rubato il cuore al portiere della Nazionale. Questa volta, a fare chiarezza e a mettere a tacere gli invidiosi è Alena. Forte dell’amore per il marito e padre dei suoi figli, la modella ceca si smarca dal gossip e contrattacca. «Sono dispiaciuta e amareggiata» Si è parlato di crisi tra te e tuo marito. Che cosa rispondi? Sono solo cattiverie messe in giro per gettare fango sul vostro amore? «Bisognerebbe domandarlo all’autore dell’articolo che è circolato su Internet! Sono dispiaciuta e amareggiata. È vero: io e Gigi siamo persone “pubbliche”, però non accetto che si getti fango sulla nostra vita privata. Come mai nessuno ci ha chiesto se siamo davvero in crisi o no? Non ho ricevuto né una telefonata né un’e-mail. E giornalismo? Direi di no. Mio figlio legge. Lo sa quel tale che ha sbattuto in prima pagina la nostra presunta crisi?». Tu e Gigi state insieme dal 2005, ma vi siete sposati solo un paio d’anni fa. Come è cambiato il vostro rapporto dopo le nozze? «E lo stesso. Non sono un anello o una cerimonia a modificare un sentimento». «Meno mondanità e più famiglia» È diffìcile vedervi insieme in situazioni mondane. È una scelta, la vostra? «Sì, facciamo poca vita mondana perché abbiamo due figli e tanti impegni più interessanti cui dedicarci». Sei testimonial per l’associazione Sos Villaggi dei Bambini. Quando hai deciso di sostenerli? «Tanto tempo fa: conoscevo la loro attività per i bimbi privi di cure familiari nella Repubblica Ceca. Così ho scelto di sostenere l’associazione, che mi ha voluta come testimonial, ed è iniziata questa incredibile avventura». È un’esperienza che ti ha cambiato la vita? «Molto. Ho iniziato a vedere la mia vita indissolubilmente legata a quella degli altri. I bambini in difficoltà, quelli soli e abbandonati, senza genitori che riescano a occuparsi di loro, sono figli di tutti noi. Io mi sono sentita in un certo modo responsabile e per questo ho pensato di dare a queste creature ciò che io ho avuto la fortuna di ricevere: l’amore di una famiglia». «Aiutavo i poveri fin da piccola» Tu e tuo marito avete deciso di adottare a distanza Yosr, una bambina di cinque anni nata ad Akouda, nel Nord della Tunisia. L’avete conosciuta bene? «Sì, sono già andata a trovarla, insieme ai miei figli. Ed è stata un’esperienza straordinaria ed emozionante. Invito tutti a farlo». Sei sempre stata in prima linea quando si tratta di volontariato e di beneficenza. Fin da bambina ti davi da fare per gli altri, vero? «Sì, organizzavo campeggi estivi per i bimbi che vivevano negli orfanotrofi». Che tipo di educazione hai ricevuto? «Ho avuto un’educazione rigida, però amorevole. Sono cresciuta a Praga, sotto la dittatura comunista. E ho imparato che cosa significano le parole impegno e sacrificio e anche che vuol dire amare la propria famiglia e proteggerla. Non ho vissuto un’infanzia agiata: studiavo e lavoravo per aiutare i miei genitori». Tra lavoro e impegni nelle cause umanitarie trovi il tempo per fare la mamma? «Io sono una mamma. Non faccio la mamma. Non è impegno ma vita». «I miei figli mi sostengono sempre» Come vivono i tuoi figli il tuo impegno per Sos Villaggi dei Bambini? Li coinvolgi? «I miei figli sono molto felici se dico che dobbiamo aiutare i bambini meno fortunati. Quando siamo andati ad Akouda, infatti, sono stati proprio loro a scegliere i regali per la “sorellina” ».