Btp e crediti, banchieri a rapporto in Bce

Un incontro «amichevole», anche perché era il primo di una lunga serie, quello di ieri pomeriggio nella sede della Banca centrale europea. Protagonisti i banchieri centrali europei (assente il presidente Mario Draghi per motivi personali) e le grandi banche italiane, per una prima definizione dei parametri delle analisi sulla qualità dei bilanci bancari (Asset Quality Review), in vista del complesso esercizio di valutazione dei bilanci, che si concluderà nell’estate prossima con uno stress test. Vitor Constancio, Yves Mersch e Ignazio Angeloni, rispettivamente vicepresidente, membro del board e direttore generale della Stabilità finanziaria in Bce e il vicedirettore generale di Bankitalia Fabio Panetta (secondo alcune voci vicine diventerà membro del Supervisory board Bce) hanno ricevuto nella sede di Eurotower i quindici amministratori delegati delle grandi banche italiane: Federico Ghizzoni (Unicredit), Carlo Messina (Intesa), Alberto Nagel (Mediobanca), Fabrizio Viola (Mps) e Victor Massiah (Ubi), insieme ai numeri uno di Banco Popolare, Carige, Credem, Credito Valtellinese, Banca Popolare Emilia Romagna, Popolare Di Milano, Popolare di Sondrio, Popolare di Vicenza , Cr edi to Emiliano e Veneto Banca. Un incontro importante, che segna i primi passi del primo tassello dell’Unione bancaria, costituito dalla vigilanza unica, che sorveglierà 130 grandi istituti e sarà operativa da novembre 2014. Scarsi i dettagli emersi dall’incontro. Le domande più pressanti sarebbero state poste dai banchieri sui parametri degli stress test, nei quali probabilmente si ipotizzerà uno scenario negativo (ma non draconiano) e i risultati dipenderanno da come saranno contabilizzati i bond nei portafogli delle banche (circa 390 miliardi per tutto il sistema bancario italiano). Ma i dati per eseguire il nuovo stress test (insieme all’autorità Eba) saranno comunicati soltanto all’inizio del 2014, e i test si svolgeranno fra la primavera l’estate avanzata. Nel frattempo, ieri i parametri degli stress test sono stati oggetto di un nuovo dibattito fra banchieri centrali, sorto da un rapporto per il «Systemic Risk Board» (del quale Draghi ha chiesto un approfondimento), nel quale gli esperti consultati volevano assegnare un peso maggiore nei bilanci ai titoli di Stato. Una posizione sostenuta anche dal presidente della Bundesbank JensWeidmann. Mentre secondo i banchieri centrali di altri paesi i bond governativi detenuti dalle banche vanno fatti pesare zero, come prevede la direttiva europea. Marika.