Bruna Bovino: La giovane estetista bruciata viva nel suo negozio

Sono distrutta. È come se fossi stata massacrata anche io. Io e la mia famiglia non sappiamo cosa pensare e vogliamo solo che sia fatta giustizia. In questo momento riesco solo a pensare che, secondo me, a ucciderla è stato un uomo. Chi altri avrebbe avuto la forza di fare una cosa del genere?” Sono queste le parole disperate di Paola Baldo, la zia di Bruna Bovino, 29 anni, giovane madre di due bambini assassinata con inaudita ferocia alFinterno del suo centro estetico di Mola di Bari, vicino al capoluogo pugliese. Bruna, nata da mamma sudamericana e papà italiano, è stata infatti prima accoltellata e poi data alle fiamme. Gli inquirenti Y hanno trovata semicarbonizzata, con segni di percosse sulla testa e diversi tagli sul collo. Il suo corpo, dopo essere stato avvolto in una tenda, è stato bruciato dal suo assassino, forse nel tentativo di distruggere le prove e di depistare le indagini. Lomicidio si sarebbe svolto in pochissimo tempo: fra le 18.15, quando Bruna è stata vista da un vicino sulla soglia del suo centro estetico, e le 19, quando i vigili del fuoco hanno ricevuto rallarme per l’incendio divampato. Secondo gli investigatori, «Bruna è stata picchiata, strangolata, sgozzata con un punteruolo o un paio di forbici e infine data alle fiamme. È morta in modo violento, molto violento. A quanto sembra, la ragazza ha provato a difendersi, ma non è riuscita a fermare la furia del suo omicida. Una persona che molto probabilmente lei conosceva bene». Forse, quando è stata data alle fiamme, la giovane era ancora viva. E gli inquirenti si stanno convincendo che il killer non abbia agito da solo. «ERA TRANQUILLA E RISERVATA» Ma chi era questa donna giovane e bella, benvoluta da tutti in paese? Prosegue Paola Baldo, la zia materna: «Bruna era una ragazza tranquilla e riservata. Per questo non riusciamo a farci un’idea di quello che è successo. Non sappiamo se avesse litigato con qualcuno. Ma era una bravissima ragazza, amata da tutti. Certo, la sua vita non era stata semplice. Era diventata mamma molto giovane, con tutti i problemi che ne conseguono. Ma finalmente si stava riprendendo, era felice. Il suo passato sentimentale era stato piuttosto turbolento. Dieci anni fa, dal suo matrimonio, era nato il suo primo figlio. Poi mia nipote si era separata dal marito e aveva conosciuto un altra persona. Due anni fa, nella sua vita era arrivata un altra bimba. Bruna adorava i suoi bambini, avrebbe fatto qualsiasi cosa per loro. Purtroppo, anche il legame con il papà della sua secondogenita era finito e Bruna aveva avuto un fidanzato, molto geloso. E negli ultimi tempi frequentava un nuovo ragazzo, di Polignano a Mare. Finalmente mia nipote sembrava felice, serena». Ed è proprio nella vita privata di Bruna che gli investigatori stanno scavando per trovare la verità su questa morte misteriosa. Chi è stato a ucciderla? Un conoscente entrato nel centro estetico e con il quale la ragazza ha discusso violentemente prima di essere uccisa, o semplicemente un cliente? E perché è stata massacrata e poi bruciata? Gli investigatori sono sempre più convinti che la vittima conoscesse il suo assassino. Qualche mese fa Bruna, suo malgrado, era rimasta invischiata in una brutta avventura, dalla quale solo recentemente si stava riprendendo. Il titolare di un centro massaggi di Triggiano, un paese vicino a Mola di Bari, con il quale Bruna aveva lavorato fino all’aprile del 2011, era stato accusato di favorire incontri a luci rosse airinterno del suo locale. Sembra che l’uomo avesse tentato di coinvolgere anche Bruna nei suoi sporchi traffici. Ma la giovane madre non aveva accettato e, dopo essere stata licenziata proprio a causa del suo rifiuto, aveva persino collaborato alle indagini degli inquirenti contro il suo ex titolare. Il prossimo 25 febbraio Bruna avrebbe proprio dovuto testimoniare in aula nel processo, nel quale si era costituita parte civile. Spiega zia Paola: «Dopo quella brutta esperienza, Bruna aveva cominciato una nuova vita. Si era diplomata e, qualche mese fa, aveva rilevato il centro estetico Arwen di Mola. Voleva ricominciare dopo un periodo difficile. Era felice. O, almeno, questo era quello che credevamo». Eppure, nonostante Bruna apparisse tranquilla ai suoi cari, nelle ultime settimane qualcosa la tormentava. A confermarlo è il suo avvocato, Massimiliano Carbonara. Racconta il legale: «Sì, come vi ha detto la sua famiglia, Bruna era una ragazza solare e fiduciosa nel futuro, nonostante le brutte esperienze vissute in passato. Ma l’ultima volta che Y ho sentita, circa dieci giorni prima dellomicidio, mi era apparsa disorientata e scossa. Ma non mi aveva detto il motivo». IL SUO CELLULARE E SCOMPARSO Secondo gli inquirenti, la chiave del giallo del suo terribile assassinio sarebbe da ricercare proprio in questi problemi personali, che la ragazza non aveva confidato ai suoi famigliari. Un giallo che l’elenco delle telefonate registrate sul cellulare di Bruna, scomparso dopo l’omicidio, potrebbe contribuire a svelare. Così come l’agendina ritrovata sul luogo degassassimo. L’estetista era, infatti, solita fissare per telefono gli appuntamenti con i suoi clienti, che segnava proprio su quell’agenda. Gli investigatori potrebbero, così, scoprire chi è entrato nel centro Arwen dopo le 18 del maledetto giorno in cui è stata uccisa. Intanto, un primo dettaglio sulla sua morte è stato fornito da uno dei negozianti che lavorano nella stessa via del centro estetico di Bruna. Luca, titolare di un centro per tatuaggi, è l’ultimo ad averla vista viva. Racconta: «L’ho incontrata alle 18.15. Era da sola davanti al suo centro estetico e fumava. Immagino aspettasse il nuovo cliente. Mi è sembrata tranquilla, come sempre». Conclude zia Paola: «Nessuno potrà ridarci indietro Bruna. Ma adesso vogliamo sapere chi ce Tha portata via. Aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso. Ho molta fiducia nelle forze dell’ordine italiane. Vi prego, diteci chi Y ha uccisa. Fatelo soprattutto per i suoi due bambini, che non potranno più abbracciare la loro adorata mamma».