Boss in Incognito: Costantino protagonista in ciascuna puntata sarà un manager o un imprenditore

La televisione, a un aspirante conduttore, può offrire grandi opportunità, però a volte è anche disseminata di insidiosi trabocchetti e insidie nascoste. La bravura di un artista, in alcuni casi aiutato anche da un pizzico di fortuna, consiste nell’evitare le trappole e prendere al balzo tutte le opportunità che si presentano lungo il suo percorso. E questo è il caso di Costantino della Gherardesca. Il rampollo di una delle famiglie aristocratiche toscane più in vista è stato baciato dalla Dea bendata nel 2001, quando la sua strada incrociò quella di Piero Chiambretti, che lo lanciò sul piccolo schermo con il suo Chiambretti c ’è. Tuttavia, al contrario di tanti altri giovani di belle speranze, Costantino le sue promesse di successo le ha mantenute tutte. Ha fiuto per il successo Dopo un’attenta gavetta televisiva, sempre al fianco di “Pierino la peste” prima in Pronto Chiambretti, poi con Markette – Tutto fa brodo in TV e Chiambretti Night, Costantino ha colto al volo la sua grande opportunità. In che modo? Ha intuito tutte le potenzialità del nuovo road show di Raidue Pechino Express. Nella prima edizione, infatti, pur non ottenendo la vittoria da concorrente (ha partecipato al reality in coppia con il nipote Barù), è stato eletto dal pubblico e dalla critica come vincitore morale del talent che abbiamo visto sulla seconda rete della televisione di Stato. È la voce di uno show sovversivo Un successo così eclatante, il suo, da convincere i vertici Rai ad affidargli la conduzione della trasmissione “on thè road” l’anno seguente. Perché a questo ragazzo, dall’animo nobile e dallo spirito graffante, i panni dell’opinionista stavano diventando ormai troppo stretti. E il trionfo che ha ottenuto come conduttore della seconda stagione di Pechino Express ha confermato ancora una volta il suo valore, tanto da essere richiesto anche al timone della terza edizione, prevista per quest’anno. Se arrivare al successo è una sfida difficile, conservare la popolarità è quasi una missione impossibile. Ma a lui non fa difetto nemmeno il coraggio quel un pizzico di “sana” follia che permette di fare grandi cose. Infatti, a partire dal 27 gennaio, in prima serata su Raidue, Costantino condurrà Boss in incognito, un programma basato sul format originale Undercover Boss. Già andato in onda con grande successo in decine di Paesi in tutto il mondo, è stato de finito “lo show più sovversivo della televisione” e ora si appresta a debuttare anche nel Belpaese con una versione tutta italiana. Ci sarà spazio per la comicità Nelle quattro puntate previste, della Gherardesca avrà il compito di narrare le gesta di quattro noti imprenditori, ciascuno protagonista di un episodio, che hanno accettato la sfida di lavorare per una settimana sotto mentite spoglie nei “livelli più bassi” della loro società. Per farlo, i “boss” camufferanno il loro aspetto, si creeranno un’identità fittizia e passeranno dall’altra parte della barricata, fingendosi lavoratori alle prime armi. Seguiti da una troupe televisiva, che fingerà di girare un documentario sul mondo del lavoro, i “boss in incognito” verranno istruiti sulle nuove mansioni da svolgere dai loro stessi dipendenti, che ovviamente ignoreranno la reale identità di quel collega, assunto da poco, e a volte un po’ pasticcione per inesperienza. Infatti, durante la settimana, al capo in incognito potrà capitare di ricoprire posizioni differenti, di spostarsi in diverse aree produttive dell’azienda, cimentandosi nelle mansioni più disparate, tutte di tipo pratico-manuale, ma anche di dover chiedere “‘aiuto” ai propri dipendenti per imparare il nuovo mestiere e di essere esposto a situazioni difficili, non senza risvolti anche comici. Nel corso dei sette giorni, inoltre, potranno incontrare lavoratori che non svolgono al meglio i loro compiti, ma il più delle volte si imbatteranno in dipendenti che amano il proprio lavoro e che danno ogni giorno il massimo per svolgerlo al meglio. Al termine della settimana, il boss convocherà nella sede centrale dell’azienda tutti i lavoratori con cui è entrato in contatto e, dopo aver svelato la sua vera identità, potrà premiarli e migliorare le loro condizioni di lavoro. Protagonista della prima puntata sarà David Hassan, noto imprenditore d’abbigliamento. «Boss in incognito si propone di raccontare l’operatività di persone che vivono serenamente la loro vita e con soddisfazione il loro lavoro, per quanto umile o ordinario », hanno raccontato gli autori del programma. «Mostreremo un’Italia diversa» «Vogliamo portare all’attenzione dei telespettatori un’Italia nuova, diversa, fatta di realtà semplici ma importanti, che il piccolo schermo solitamente non mostra e che difficilmente hanno anche altre ribalte. È un programma che sovverte la realtà e che dimostra che non sempre chi ha grandi responsabilità (e guadagna molto) è in grado di svolgere mansioni teoricamente più semplici (e con guadagni molto più bassi). Fa incontrare due universi separati e distanti: da un lato i boss che, decidendo di mettersi in gioco, hanno l’opportunità di cercare delle soluzioni di crescita e di miglioramento per il futuro all’interno della società stessa, conoscendo meglio chi ci lavora, le condizioni in cui lo fa e la loro storia. Dall’altro lato i dipendenti hanno l’opportunità di scoprire il lato “umano” del boss, spesso considerato inarrivabile e lontano anni luce dai loro problemi quotidiani».