Berlusconi mette a tacere i falchi del Pdl

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Berlusconi-sorridente

see Silvio Berlusconi silenzia falchi e colombe del Pdl. Ma Daniela Santanchè torna alla carica contro le toghe rosse che hanno «deciso di estromettere Berlusconi » con la sentenza del primoagosto. A poche ore dal Consiglio dei ministri sull’Imu e pochi minuti dopo il tonfo in borsa del titolo che perde fino a 7 punti per chiudere a -6,2% trascinando al ribasso tutta Piazza affari, il Cavaliere smorza le fibrillazioni e invita al silenzio stampa gli esponenti del suo partito. Lo spettro della crisi di governo si traduce in una perdita di 110 milioni per il portafoglio di Berlusconi ma non è l’unica molla a far scattare la reazione dell’ex premier. L’ennesima intervista rilasciata da Daniela Santanchè che dà l’ultimatum al governo della larghe intese se il Pd voterà per la decadenza di Berlusconi da senatore e se il cdm di mercoledì non confermerà l’abolizione dell’Imu per tutti, come chiesto dal Pdl, ha messo di nuovo in agitazione mezzo partito. Berlusconi, sempre asserragliato ad Arcore, avrebbe ancora voglia di far saltare il tavolo. Ma è consapevole che l’obiettivo di riuscire a ottenere le elezioni anticipate è destinato a fallire. Giorgio Napolitano primadi concedere al Cavaliere il voto cercherà in ogni modo di salvare la stabilità.Eil Cavaliere è molto preoccupato dalla tenuta del suo gruppo parlamentare, soprattutto al Senato. «So per certo che nel Pd stanno lavorando a una campagna acquisti nel Pdl per sostenere un Letta bis», racconta a un’agenzia Gianfranco Miccichè, sottosegretario alla Pubblica amministrazione, dando voce alle peggiori paure del leader. Ritrovarsi fuori dal parlamento e all’opposizione. «I senatori sono tutti con Berlusconi», si affretta a giurare Renato Schifani, capogruppoal Senato. «In questa situazione di difficoltà per il nostro Paese e di confronto tra le forze politiche il dibattito interno al Popolo della libertà viene sempre più spesso alimentato, forzato e strumentalizzato dagli organi di stampa», recita la nota del Cavaliere. «Invito tutti a non fornire con dichiarazioni e interviste altre occasioni a questa manipolazione continua che alimenta altre polemiche», continua Berlusconi. «Prima di staccare la spina Berlusconi conterà fino a un milione », commenta il Pdl Osvaldo Napoli. E non è il solo a pensarla così. La richiesta del silenziostampa infatti arriva proprio nel giorno in cui Gugliemo Epifani conferma la linea del suo partito sulla decadenza da parlamentare di Berlusconi. «Voteremo sì, tra noi non ci saranno franchi tiratori», dice il segretario democratico. Epifani respinge ultimatum e ricatti sul destino del leader Pdl. «Rispetteremo la legge, c’è solo da uniformarsi alle leggi dello stato di diritto, rispettando la separazione dei poteri, se non vogliamo diventare una Repubblica delle banane», aggiunge il segretario. Parole definitive, che chiudono ogni spiraglio, almeno così le legge il Cavaliere, anche alla possibilità di ottenere un rinvio del voto sulla decadenza, chiedendo alla Corte costituzionale di pronunciarsi sulla legge Severino che prevede la decadenza di chi è stato condannato a più di due anni. Era stato Luciano Violante, ex magistrato ed ex parlamentare Pd ora tra i saggi scelti da Napolitano, ad aprire all’ipotesi del ricorso. Ma il Partito democratico sbarra la strada all’ipotesi. E nel Pdl si torna a puntare sulla grazia per il leader. «Se il capo dello Stato intervenisse con un atto di grazia quale la commutazione della pena, allora l’obiettivo della pacificazione verrebbe recuperato », avverte Fabrizio Cicchitto convinto che proprio la «pacificazione» sia stata alla base della nascita del governo Letta.

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