Berlusconi celebra Craxi: non fuggirò

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Siamo in un quadro drammatico» perché «l’Italia non è una democrazia». L’occasione e la location sono tali che non possono deludere chi si aspetta da Silvio Berlusconi degli effetti speciali. Alla Fondazione Craxi si presentava ieri pomeriggio un libro di Nicolò Amato (magistrato ed ex capo del Dap) su Bettino Craxi. Si parla di giudici, naturalmente. Di giudici di ieri e di oggi e della forza politica che secondo Berlusconi li avrebbe usati e li starebbe ancora usando. Berlusconi è netto: «Non ci potrà più essere un accordo tra Forza Italia e Pd, visto come il Pd si è comportato facendo un accordo con la magistratura per assassinare il leader del centrodestra e portare a compimento il disegno di vent’anni di eliminarmi dalla scena». Parole forti, con rimando alla sorte del leader di un altro partito, prima del suo, quello socialista, Craxi appunto. Berlusconi lo ha definito «un uomo buono, giusto e molto generoso, vi posso assicurare che non ha lasciato la sua famiglia in condizioni di ricchezza e nemmeno di benessere…». «Anch’io sono stato colpito da una sentenza ingiusta e ho avuto una tale indignazione che ho perso il sonno e non sono riuscito ad uscire di casa per un mese», ha aggiunto. Ma i paragoni tra i due finiscono qui. Anche se la figlia di Craxi, Stefania, gli regala un vaso di terracotta che viene da Hammamet, la cittadina tunisina dove Craxi ha vissuto gli ultimi anni e dov’è sepolto nel cimitero sulla spiaggia, davanti al mare e al sole che tramonta. Berlusconi vuole per sé un futuro diverso. Chiarisce infatti che non andrà all’estero per evitare la carcerazione». «Non andrò in esilio, non posso deludere i nostri elettori». «Continuerò la lotta», annuncia. Continuerà a fare politica e vuole raccogliere intorno a Forza Italia «la maggioranza ». «Questo Paese non ha imparato a votare, quindi è ingovernabile…le forze del centrodestra devono fare una campagna di comunicazione sugli elettori per dirgli che l’unico modo per non avere più colpi di Stato è di votare compatti per Forza Italia, altrimenti continueremo ad essere un povero Paese dove i colpi di Stato sono sempre possibili», insiste. Precisando più tardi che «dobbiamo essere un po’ folli. E qual è questa follia? Combattere per riuscire a ottenere la maggioranza con Forza Italia, c’è il sistema per farcela». Sul futuro Berlusconi scherza anche, ma è chiaro che si tratta di un pensiero che in realtà lo tormenta: «Ho letto le prime 30 pagine di questo libro, leggerò le altre quando sarò in galera». Promette di continuare a lottare. Ma per farlo deve chiedere l’ok proprio ai giudici, a quegli stessi giudici che si sono trasformati «in contropotere dello Stato». «Se me lo permetteranno ho intenzione di fare una grande campagna elettorale passando da tutte le province italiane», dice intervenendo telefonicamente a un incontro di Fi a Salerno, con Mara Carfagna e Nitto Palma. In giro per l’Italia e non solo, anche all’estero. L’ex premier l’altra sera ha rivelato ai senatori azzurri che intende partecipare ai lavori del Ppe a Bruxelles. Visto che gli è stato ritirato il passaporto, per andare al Parlamento europeo si è detto pronto a fare istanza ai giudici di Milano: «Sono ancora legato ad Alfano, ma perché dovrei sentirmi rappresentato da lui?» Ma l’avvocato Niccolò Ghedini precisa che «non c’è ancora nulla di definito.