Berlusconi avverte: semi arrestano ci sarà una rivoluzione

Silvio Berlusconi

Su come strutturare il partito resta l’incertezza — il varo dell’Ufficio di presidenza aperto a tutti i big dovrebbe arrivare oggi ma anche «nella prossima mezz’ora, domani o forse mai» dice sconfortato un ex ministro sull’orlo di una crisi di nervi come tutti i suoi colleghi —, e anche sui rapporti da tenere con piazza, Grillo, Renzi, Alfano e governo si procede a stop and go.Masu un punto Silvio Berlusconi resta saldamente ancorato: la sua autodifesa da un «attacco giudiziario» che, se portato alle estreme conseguenze della galera, scatenerebbe «una rivoluzione in Italia». Lo dice l’ex premier in un’intervista alla radio francese Europe 1, alzando i toni in pieno stile da campagna elettorale: «Possono controllarmi il telefono, mi hanno tolto il passaporto e possono arrestarmi quando vogliono. Ma non ho paura», perché appunto si solleverebbero le piazze dopo «4 colpi di Stato contro di me». Ma, acconsente il leader azzurro, «sarà difficile che mi arrestino, poiché avrei immediatamente con me la grande maggioranza del Paese alle prossime elezioni». A poche settimane dalla decisione sul suo affidamento ai servizi sociali o agli arresti domiciliari Berlusconi tiene dunque caldo il tema, assicurando che non «scapperò dall’Italia», e dicendosi fiducioso di poter arrivare al voto «avendo già ottenuto la revisione dei miei processi ». Scenario piuttosto improbabile in verità se la sua richiesta è quella, ribadita, di urne anticipate il 24 maggio con accorpamento alle Europee. In ogni caso il suo obiettivo resta quello di varare al più presto una nuova legge elettorale e andare al voto. Per questo c’è tutta l’intenzione di tessere rapporti con Renzi, che viene considerato un possibile alleato in termini di obiettivi finali, sia quello della legge elettorale subito, sia quello di martellare Alfano e i suoi. Ieri è partito concentrico l’attacco degli azzurri agli ex colleghi, considerati ormai totalmente ininfluenti in un «governo di sinistra» in cui, dice Gasparri «gli schiaffi di Renzi si fanno sentire». E Bondi annuncia che nei prossimi giorni si muoverà ufficialmente contro «il doppio incarico di Alfano». Il tutto mentre si continua ad occhieggiare ad una piazza di difficile gestione, anche facendo asse con Grillo come ieri alla Camera, dove Fi ha appoggiato un emendamento alla legge di Stabilità (bocciato) del M5S. In attesa che si chiarisca quale sarà il vertice di un partito oggi acefalo a parte Berlusconi, che da ieri sera riceve a cena a gruppetti i suoi per ascoltarli, e placarli.