Belen Rodriguez: “La più bella sono io”

di Marianna Aprile Per arrivare allo studio di posa in cui avevamo appuntamento per l’intervista e le foto che vedete in queste pagine, Belén Rodriguez ha impiegato un’ora e mezza contro i 30 minuti preventivati. Colpa dei manifestanti del movimento dei Forconi, che l ’hanno bloccata a Piazzale Loreto, a Milano. «Se avessi potuto sarei scesa dalla macchina e avrei manifestato con loro», ci dice. Poi pubblica su Instagram un volantino con una frase di Martin Luther King che uno dei manifestanti le ha dato. Santiago, 8 mesi, si è appena svegliato e le balla sulle ginocchia mentre lei si fa pettinare. Belén lo mangia di baci e gli dice tanti «Te amo». Lui se la ride, risponde a modo suo, si mangia le dita e sembra far di tutto per alimentare il senso di colpa che già proviamo per dover interrompere questo scambio di coccole. Lo ammetta, non sarebbe scesa in piazza sul serio, vero? «Se avessi saputo cosa fare certo che sarei scesa. Era tanto tempo che mi chiedevo come mai gli italiani, che subiscono da anni una situazione inaccettabile, non scendessero in piazza. Solo passando per la piazza si possono cambiare le cose». In questa veste rivoluzionaria non la conoscevamo. «Mi permetto di parlare solo perché ho vissuto tutta la devastante crisi Argentina. Avevo 15 anni, so cosa vuol dire passare da essere ceto medio a non avere riscaldamento e acqua calda in casa, a lavarsi tutti con un boiler da 12 litri. Lì siamo scesi in piazza, ci furono anche molti morti, ma abbiamo cambiato le cose, abbiamo ottenuto leggi per agevolare l ’economia del nostro Paese, che infatti ora è in ripresa. Qui nessuno fa niente». M i passi la battuta: sono troppo impegnati a cercare la Ro driguez su Internet.I lettori di Ogg i. it l ’hanno eletta La più sexy, col 34 per cento dei voti. Per darle un’idea, dietro di lei ci sono Scarlett Johansson, col 28 per cento, e Angelina Jolie col 16. Il giorno delle sue nozze il nostro sito ha raggiunto il suo record di sempre, 2,5 milioni di pagine viste. Ma con tutto quello che lei posta sui social network, cos’altro cercano on line? «E che ne so {scoppia a ridere, ndr). E curiosità. E poi anche io mi cerco su Google, quasi ogni mattina, per controllare quello che scrivono su di me, le foto che pubblicano. C’è un sito di gossip per esempio che modifica le mie foto, le contrasta e mi fa venire bruttissima». Sa che ora ci sono i reputation manager che si occupano di controllare quello che esce in Rete su un personaggio? «Dovrei affidarmi a loro, vista la quantità di stupidaggini che si scrivono su di me. Sarebbe una liberazione, ma sarebbe anche un po’ come mettere un filtro alla realtà, falsarla. Conosco colleghi che si sono rivolti a questi professionisti, perché andavano in fibrillazione ogni volta che veniva pubblicata qualcosa che non gli piaceva. Io ormai non fibrillo più». Qual è una delle ultime stupidaggini scritte su di lei? «Che cambio casa. In realtà ho solo accompagnato un’amica a vederne una in un nuovo grattacielo di Milano. Io non sono tipa da grattacielo, per me la casa deve essere calda, accogliente. Non potrei vivere così in alto, ho un bimbo piccolo e mi vengono le vertigini. Comunque queste sono bugie innocenti, lascio correre. In altri casi, ho denunciato, perché si trattava di calunnie». Come nel caso della scena hard tra lei e il presidente Berlusconi ad Arcore raccontata da Ruby? «Mi ha dato molto fastidio. Io posso dire in tutta sicurezza di non aver mai frequentato Arcore e di conoscere Berlusconi solo perché lavoro per Mediaset ed è il mio datore di lavoro. Alle festicciole non sono mai stata e si fidi che se ci fossi stata sarebbero venute fuori le prove». Ci sono invece prove del contrario. «Un’intercettazione in cui il presidente dice chiaramente che io con quelle cose non centro nulla. Certo, lo dice alla sua maniera, poco elegante, mi è anche dispiaciuto sentirlo lì per lì…». Cosa vorrebbe poter cancellare dalla Rete? «Mi fa talmente male che non ne voglio neanche più parlare. Cominciamo a cancellarlo dalle mie interviste». Torniamo ai suoi amati social network. Lo sa che i suoi amici di Facebook sono 3 milioni, pari agli italiani che hanno votato alle primarie del Pd? «Dice che dovrei fondare un partito? È un’idea… (ride, ndr). Ad aprirmi il profilo Facebook è stata la Tim, quando ero testimonial. Arrivavano così tanti like, “mi piace”, che mi sentivo in dovere di aggiornare la pagina. Su Twitter invece non ci sono, quella Belén che vedete è un fake, un profilo falso. Twitter non mi piace, sei quasi obbligata a scrivere cavoiate ogni due minuti, e io non ho qualcosa da dire ogni due minuti». No, allora non può fondare un partito. «In realtà il social che amo di più è Instagram (dove ha 467 mila seguaci, ndr). Mi è sempre piaciuta la fotografia, fissa istanti della tua vita, non li fa invecchiare. E poi ora con lo smartphone è facile, puoi controllare la foto, postarla solo se è bella. Prima, per far girare una tua foto dovevi aspettare di essere paparazzata. Ora puoi metterle in giro tu, decidere quali. Mi piace questo ruolo attivo, mi serve anche per allentare la pressione dei paparazzi. Anche se c’è il rovescio della medaglia». E qual è? «Che tutti possono fotografarti e postarti. Quando dicco sul tastino “foto in cui ci sei tu”, su Instagram, vengono fuori immagini in cui cammino, faccio la spesa, che altri mi hanno fatto nel corso della giornata. Potrei ripercorrere ogni mio istante fuori di casa cliccando lì sopra. Ma fa parte del gioco: mi ci arrabbierò sempre, ma sarà sempre così». La parola del 2013 è selfie, autoscatto, arte di cui è maestra su Instagram. Ci dà due-tre trucchetti per fare un selfie perfetto? «La regola fondamentale è che la mano che tiene il telefono sia più in alto del viso. Mai inquadrarsi dal basso. Poi controllare le luci, fare più scatti e prendersi il tempo necessario per rivedere le foto, senza fretta. E ricordarsi che foto e video tirano fuori tutti i difetti». Lei usa i social network in modo molto autopromozionale. A giudicare dalla quantità di marchi di cui è testimonial, funziona. Ci fa un riassunto delle sue pubblicità del 2013? «L’applicazione per smartphone WeChat, con mio marito Stefano e con un bimbo che interpreta nostro figlio Santiago. Cotril (cosmetici per capelli), l ’intimo di Jadea, Jewels, l’abbigliamento di Imperfect (di cui sono anche socia) e Trendy Too, gli occhiali di Cesare Paciotti, gli abiti da sposa Vanitas, McDonald’s, i biscotti Mikado. Ho sfilato per Richmond. E poi c’è stata la tv, con Colorado e Italia’s Got Talent». Fattura quanto una multinazionale. «Lavoro tutti i giorni, da qualsiasi ora a qualsiasi ora. È uno dei motivi per cui ho detto no al Ballando con le stelle argentino: avrei dovuto star via sei mesi e non potevo mollare tutto il resto». Quanto guadagna? «Wabbuò, guadagno bene». “Vabbuò”? «Non ci faccia caso, stando con mio marito ho iniziato a intercalare con “vabbuò” e “assai”. Meglio così, io e Stefano ci teniamo che Santiago non venga su con l’accento milanese (ride, ndr)». Diceva che guadagna bene… «Non vengo da una famiglia ricca e non ho sposato un miliardario, sto creando la mia fortuna. Sono una “turbodonna”, io. E anche Stefano fa la sua parte, lavora tanto. Guadagno bene, ma pago le tasse. E qui sono altissime. Ho mio marito, mio figlio e il mio lavoro in questo Paese, ma diciamolo: fanno di tutto per farti venir voglia di andartene. Arrivano a privarti della libertà delle tue scelte». Addirittura? «Faccio un esempio: volevo cambiare casa, ma ho scoperto che se la vendi prima che siano trascorsi cinque anni dall acquisto devi pagare tantissimo. Gliel’ho detto, bisogna scendere in piazza. E una vergogna che un Paese bello come l’Italia sia ridotto così. Ma finché l’italiano dirà “vabbuò” e non farà una rivoluzione vera, in cui succederanno brutte cose, la situazione non cambierà». Non possiamo chiudere con un invito alla rivoluzione. Quindi: che cosa fa a Natale? «Prendo marito e figlio e me ne vado dai miei in Argentina». La rivoluzione può attendere.

2 Comments

  1. gio

    19 dicembre 2013 at 13:08

    si arrampica sugli specchi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! il più bel trans sono io…voleva dire

    • laura

      19 dicembre 2013 at 15:10

      che personaggio penoso…e non è invidia , ma basta un po’ di buon senso per dare il giusto peso a questo pacco flop!!!!