Barbara Berlusconi: Apre per noi casa Milan ed il suo cuore

Costruire. Guardare avanti. Vedere che il proprio impegno, il grande lavoro, sono ripagati dai risultati scalda il cuore e rende orgogliosi. Sia quando si tra tta della famiglia sia quando accade nella professione ». Barbara Berlusconi, che nella nostra copertin a avete visto come la più bella mamma di Natale insieme con i suoi figli Alessandro ed Edoardo, racconta così l’inizio della sua nuova, importante avventura rossonera. Ci accoglie in Casa Milan, il nuovo quartier generale del club del quale, dopo un percorso a tappe, è amministratore delegato (la nomina ufficiale è avvenuta nel corso di un consiglio di amministrazione il 19 dicembre), con deleghe piene in tu tti i settori dell’azienda a eccezione di quello sportivo, che rimane ad Adriano Galliani. A lei le redini e il compito di tracciare la nuova strategia della società che papà Silvio ha reso grandissima. «Sono felice anche perché questo mi ha permesso di consolidare una volta di più il rapporto con mio padre. Stargli vicina in un momento per noi doloroso, in cui lui è sotto attacco». Lo sguardo di Barbara è fiero. Incorniciato dalla nuova frangetta rossa, non si abbassa un istante. Ed è reso ancora più limpido dalla luce potente che entra dalle vetrate del suo ufficio nella sede nuova di zecca. Novemila metri quadrati in zona ex Portello, a Milano, un palazzo concepito con l’aiuto dell’architetto- designer Fabio Novembre, sono la realizzazione del primo grande progetto milanista di Barbara. Lei è molto soddisfatta. E lo sono anche i suoi bambini, cui non pare vero di poter giocare a pallone dentro un stanza così grande da sembrare, per l’occasione, un campetto di calcio. BB li marca stretti. «Ragazzi calciate gentilmente, non siamo allo stadio». I piccoli campioni si fermano, le sorridono e simulano qualche passaggio alla moviola. Piano piano. Questa volta a sorridere è lei. Come riesce a gestire gli equilibrismi tra figli, famiglia, u n lavoro di grande responsabilità e, seppur rari, legittimi spazi personali? «Sono una donna privilegiata. Perché posso conta re su persone fidate che mi aiutano a tenere i miei figli. Inoltre ho in mia mamma Veronica e in mia sorella Eleonora due alleate preziose. Così d u ran te la giornata, riesco a gestire i ragazzi, i loro spostamenti, senza essere in an sia costante. Sono fortunata, ma comunque non è semplice. Gli impegni sono sempre maggiori, i pensieri, le pressioni non mancano. Gli affetti sono il mio centro, ma il lavoro richiede che io sia sempre presente». Difficile staccare davvero la spina, immagino. «Riesco solo quando sono con i bambini». Il buongiorno di Barbara inizia con la colazione tu tti insieme. Appena possibile li porta alla scuola materna e, quando il lavoro lo concede, la sera rientra prima per la cena. «E per cucinare. Amo farlo! Così come mi piace leggere loro libri, da Rodari, a Pennac, a Roald Dahl». La Tv, in casa Berlusconi, è un lusso concesso una sola volta alla settimana. «Non amo ta n to far vedere la televisione ai miei figli, ma il venerdì è la serata film: Disney, supereroi, documentari». Troppo severa? Barbara ride. «Prima sì, ed ero anche molto esigente. Ma da quando ho ripreso a lavorare mi sono ammorbidita. Mi piace che scelgano cosa fare, che sport praticare, ma insegno loro a essere coerenti e a impegnarsi al massimo nelle scelte fatte». E finora, anche in questo ambito, Barbara può vantare buoni successi. Alessandro fa la scuola di calcio e studia quasi ogni giorno pianoforte. Lo stesso fa il fratellino Edoardo che però, al pallone, per ora ha preferito il kung fu. «Alessandro è un bimbo molto perspicace, bravo con i numeri, con la matematica, ha una notevole memoria, ma è un sognatore e ha spesso la testa tra le nuvole. Edoardo è più introverso, molto spiritoso, volitivo, attento e preciso». Il primogenito è anche u n campione di barzellette. Il suo compagno di battute preferito è nonno Silvio. «Quando si incontrano, ma anche al telefono, fanno a gara a chi la dice più divertente. I bambini sono affascinati dal nonno e lui adora i suoi nipoti. Riesce a catalizzare la loro attenzione come nessuno, perché mio padre ha la capacità di relazionarsi bene con i grandi e con i piccini ». Affettuosissima è anche nonna Veronica. «Li stimola tantissimo, li porta a teatro, all’Acquario di Genova, al Cirque du Soleil. Li riempie di coccole e li vizia anche u n po’». Barbara si sistema u n ciuffo. A sorpresa, dopo mesi da bionda, è diventata rossa, ha accorciato i capelli e si è fatta la frangia. «È bello cambiare a volte! Ero già stata rossa per un po’ lo scorso anno. Ora avevo voglia di un look più grintoso». Non che la g rinta le faccia difetto, ma oggi deve metterne in campo davvero tanta. Ricorda bene il momento in cui ha fatto il suo ingresso al Milan nella storica sede di via Turati. Tre anni fa. Il primo anno è stato di studio, di conoscenza. «Poi, quando mi sono sentita pronta per essere operativa, ho dato vita a una strttura che si occupa di progetti speciali. Quando sono arriva ta ricordo di aver subito capito che c’erano tan te opportunità da cogliere. Ma per poterle sviluppare ci volevano più persone e quindi maggiore spazio. Da qui la voglia e l’esigenza insieme di avere una sede più grande, accogliente. E non solo per chi lavora, ma anche per i tifosi. I primi tre piani di questo palazzo sono dedicati al pubblico. Quella che era la sala dei trofei diventerà un museo che inaugureremo ad aprile. Presto daremo vita anche a tutta la parte commerciale». Entusiasmo e orgoglio sono palpabili. Il Milan è una passione grande, che parte da lontano, fin da bambina. «Ricordo ancora quando mio padre mi portava allo stadio. Era un’emozione fortissima ogni volta che entravo a San Siro». O quando a fine campionato il Presidente organizzava pranzi ad Arcore p er i suoi calciatori. «Talvolta mi capitava di partecipare. Ero piccola eppure ricordo bene Van Basten, Gullit, Savicévic, Shevchenko, Papin». È passato tempo da allora, i campioni sono cambiati, ma l’amore per il rosso e per il nero è sempre fortissimo. Oggi più che mai. Gli obiettivi sono grandi, la volontà di Barbara nel perseguirli an cora di più. Serve la tempra, ma anche serenità di fondo. «Certamente sto vivendo un periodo molto intenso, che richiede tempo e impegno. Ma traggo dalla famiglia tutta la forza necessaria». Accanto a Barbara, da quest’estate, c’è un nuovo compagno: Lorenzo Guerrieri. Difficile che BB parli della sua vita più in tima. I sentimenti sono sfera privatissima e lì vorrebbe restassero. Ma i suoi occhi chiari lasciano trapelare felicità. «Sono davvero serena e molto lo devo anche al mio compagno. Sa essere molto comprensivo, dandomi la possibilità di po rtare avanti i miei obiettivi professionali e personali. Sento di poter contare su di lui». È Natale, i bimbi di Barbara continuano a giocare al pallone e, sullo sfondo, brilla l’albero allestito nella sala relax di Casa Milan. Barbara, la vita con lei è stata molto generosa. Se dovesse rivolgere u n grazie… «Alla mia famiglia. A mia madre, p er il sostegno costante. Perché mi ha cresciuta facendomi diventare critica nei confronti delle cose e perché mi ha sempre spinta a ottenere di più, impegnandomi al massimo. E a mio padre. Per le infinite possibilità che mi ha sempre offerto. Ma so prattutto per la fiducia che mi dimostra ogni giorno».