Ballando con le Stelle, Lea T: “Adesso scendo in pista e ballo per tutti i diversi”

«Fino all’ultimo sono stata indecisa se accettare la proposta di Milly, ma alla fine ho scelto di partecipare al talent, anche se proprio non so ballare, per vincere la diffidenza verso le persone come me», rivela la modella brasiliana, che fino a due anni fa era un uomo e si chiamava Leandro Cerezo, figlio del grande calciatore della Roma, Toninho. «Spero cosi di aiutare tutti coloro che vivono un simile disagio»

Sofisticata, sensuale, elegante. Sabato sera tutti gli occhi erano puntati su di lei, Lea T, 32 anni, nata uomo e oggi splendida donna, che ha debuttato a Ballando con le stelle 9 e illuminato il sabato sera di Raiuno. Al di là dell’esecuzione della coreografia pensata dal suo insegnante Simone Di Pasquale, la modella brasiliana ha attirato l’attenzione per la classe che ha portato sulla pista dell’Auditorium Rai. E pensare che alla vigilia non era sicura di accettare. «Quando ho incontrato Milly Cariucci avevo dei dubbi. Pensavo potesse essere rischioso espormi a un pubblico così vasto», ha dichiarato pochi giorni fa. Poi ha capito che si poteva fidare, perché la conduttrice, dea ex machina della trasmissione, le ha parlato «come fa una madre a una figlia. Non voleva me per fare scandalo, ma per conoscermi e raccontare una grande storia di amore familiare ». Milly l’ha confermato proprio a Visto la settimana scorsa: «Affrontare le sue scelte, dettate da un bisogno profondissimo di cambiamento, è stato possibile solo per il supporto che ha avuto dai suoi genitori che l’hanno accompagnata nella trasformazione. Esistono migliaia di sfumature del rifiuto della propria personalità: con Lea vogliamo raccontare una storia di successo, dalla non accettazione di sé alla realizzazione, grazie all’amore di una madre e un padre che le ha donato identità ed equilibrio». Lea nasce a Belo Horizonte nel 1981 : sette anni fa ha riconosciuto la sua condizione di transessuale e nel 2012, dopo un lungo percorso medico e psicologico, ha affrontato l’intervento chirurgico per cambiare sesso e nome. All’anagrafe si chiamava Leandro Medeiros. Suo padre è l’ex calciatore di Roma e Sampdoria Toninho Cerezo, centrocampista della nazionale brasiliana.

Lea è convinta di aver fatto la scelta giusta: «Già qualche anno fa si era parlato di una mia possibile partecipazione al programma, ma non mi sentivo pronta e ammetto che lavorare in Tv mi terrorizzava, perché quando ti fai vedere anche per poco tempo attraverso lo schermo perdi la privacy e per strada ti riconoscono. Ma l’idea di imparare a ballare l’ho troTunica brasiliana con l’agilità di un bastone di legno». E chissà se al termine di questa esperienza il pubblico si ricorderà di lei come di una ballerina provetta. In Italia si è fatta conoscere grazie alle Invasioni barbariche. Lea è stata ospite di Daria Bignardi per due volte: la prima a marzo del 2011, la seconda a marzo di quest’anno. Tra la prima e la seconda volta, è diventata donna a tutti gli effetti. La sua storia parte da lontano: «Non mi vedevo diverso dagli altri quando ero bambino, anche se preferivo stare con le femmine. Andando a scuola ho capito di essere omosessuale, ma in casa non parlavamo di certi argomenti. Anche le mie sorelle erano riservate, perché nostra madre è molto cattolica », ha raccontato la prima volta che ha deciso di parlare di sé al pubblico. Da subito è stata amata perché è stata capace di descrivere il suo dolore con garbo, senza mai strizzare l’occhio alla pietà di nessuno: «Per me essere transessuale era sinonimo di discriminazione, perversione e prostituzione. Cercavo di fuggire da questa mia realtà, finché non è diventato evidente che ero una donna. Le mie amiche mi hanno detto che mi vedevano donna e secondo loro era giusto che andassi da un medico per parlarne».

Di sicuro Lea è una bella persona, perché i suoi amici, gli stessi che l’hanno aiutata a trovare la sua strada, le sono sempre stati accanto. Un ruolo importante nella sua vita e nella sua carriera lo ricopre Riccardo Tisci, stilista e direttore artistico della casa di moda francese Givenchy. «Il giorno in cui gli ho detto: Ricky, io sono così!, lui mi ha risposto: “Sì Lea lo so, non preoccuparti”, perché aveva già capito tutto di me». «La cultura e la conoscenza sono la vera arma contro i pregiudizi», racconta oggi. «Tutte le cose peggiori del mondo sono figlie dell’ignoranza, madre di tutti i mali. E spero che la mia presenza possa aiutare chi si sente a disagio per varie ragioni e com- \ prenda che grazie all’amore della famiglia tutto si può risolvere. Spero anche che i genitori più difficili imparino a capire i figli. Se anche una sola persona dovesse sentirsi meno isolata grazie alla mia partecipazione a Ballando, per me sarebbe già una vittoria». Lea deve tutto ai genitori: «Gli ho spiegato la strada che volevo seguire. Si tratta di un percorso medico e legale al tempo stesso». E loro hanno compreso. «La terapia ormonale che rivoluziona tutto: non trasforma solo il fisico, ma anche il carattere. Si diventa più sensibili, si piange per nulla». Benché discriminata, come lei stessa ha ammesso («alcuni pensano che una transessuale sia una deviata»), Lea ha sempre potuto contare sull’appoggio dei suoi genitori. Suo padre, in una lettera pubblica, le ha scritto: «Bambino o bambina, Leandro o Lea, non importa. Sarò sempre tuo padre. E tu orgogliosamente una parte di me». Sua madre non solo non le ha fatto pesare le sue scelte, ma si comporta con lei come fa con le altre figlie: «La prima volta che mi ha visto vestita da donna è stato nella campagna promozionale di Givenchy.

Cosa mi ha detto? Si è comportata come tutte le mamme: ha criticato il mio look. Nient’altro. Secondo lei di giorno non dovrei indossare i tacchi perché sono già alta un metro e ottanta». In realtà la mamma all’inizio, cattolica praticante, ha tentato di dissuaderla dal sottoporsi alPintervento. Poi ha accettato la sua scelta e l’ha accompagnata fino in Thailandia dove è stata operata. E da allora l’ha accettata incondizionatamente. Oggi è più sicura di sé, anche se a Lea interessa solo essere una bella persona, al di là del sesso. Lo sta dimostrando a Ballando con le stelle, in pista e dietro le quinte. La sua partecipazione al programma vale anche come regalo a sua madre: «Lei è innamorata di Ballando. Lo segue fin dalla prima edizione grazie a Rai International e, pur essendo disponibilissima e sempre pronta a farsi in quattro per là famiglia, quando vede Milly non vuole essere disturbata. E questa volta lo guarderà con ancora più attenzione». In pista ora c’è la sua Lea.