Ballando con le Stelle, Amaurys Perez: “Ora che danzo come un vero Cubano, devo portare mia moglie a ballare”

Se si pensa a Cuba, vengono subito in mente il ballo e il rum. Fa eccezione un illustre cubano, Amaurys Pérez che, fino a qualche settimana fa, non aveva alcuna dimestichezza con la danza e che al classico liquore dal colore ambrato preferisce la birra. Il roccioso campione di pallanuoto, in forza alla squadra partenopea della Carpisa Yamamay Acquachiara, ci racconta come sia riuscito nella missione di trasformarsi in un ballerino provetto, per la felicità della severissima giuria dello show del sabato sera di Raiuno, composta da Ivan Zazzaroni, Fabio Canino, Carolyn Smith, Rafael Amargo, Guillermo Mariotto, e per quella delle tante telespettatrici ammaliate dal suo fascino. Amaurys, che rapporto avevi con la danza prima di quest’avventura? «Mi consideravo l’unico cubano che non sapeva ballare. Ho accettato di partecipare a Ballando con le stelle proprio perché da tempo dicevo a me stesso che non era possibile avere questo limite. Certo, ora mi sono rovinato con le mie mani». «I miei genitori hanno pianto» In che senso? «Mia moglie mi ha già detto che adesso non ho più scuse per non portarla a ballare ogni tanto». Che bilancio fai della tua avventura a Ballando con le stelle? «Molto positivo: mi trovo benissimo e mi sto divertendo davvero un mondo, persino più di quanto avessi mai immaginato. È stata una bella sorpresa che sto assaporando giorno dopo giorno e vorrei non finisse mai. Certo sto faticando non poco per dividermi tra la pallanuoto e gli allenamenti in sala prove, ma sono felice». Agli inizi, quali sono state le principali difficoltà con cui hai dovuto fare i conti? «Le prime sono state quelle di ricordare bene le coreografie. Ora ho allenato anche la memoria, ma all’inizio tornavo a casa con dei mal di testa pazzeschi. Poi, da sportivo, mi facevo forza e dicevo a me stesso che non potevo certo tirarmi indietro. Sono abituato alle sfide e, poi, come dite voi: “Hai voluto la bicicletta? Allora, pedala”!». Insieme a Gigi Mastrangelo, hai già fatto strage di cuori tra le telespettatrici. Che effetto ti fa? «Non sono timido, ma mi fa un effetto strano essere fermato per strada. È bellissimo, però, fare felice le persone. Poi, mia moglie (Angela, che ha sposato il primo agosto del 2006, ndr) è una donna molto intelligente e non è gelosa. Con Mastrangelo, che chiamo simpaticamente Gigino, c’è il classico clima da spogliatoio: prese in giro e scherzi sono all’ordine del giorno tra di noi». La tua famiglia come ha reagito quando hai deciso di lasciare Cuba? «E stata dura, i miei genitori hanno pianto. Poi, però, si sono convinti subito, per nessun motivo avrebbero voluto stroncare la mia carriera. Mi hanno appoggiato e mi hanno detto: “Noi saremo sempre con te”». «Se vinco, offro birra a tutti» Che ricordi conservi dell’epoca? «Inizialmente volevo fare l’ingegnere, poi, però, l’amore per la pallanuoto è stato più forte. Mi sono laureato in Educazione fisica. A Cuba ci tengono molto: quando sei in Nazionale devi studiare obbligatoriamente. Ho cominciato a quattordici anni con la pallanuoto, ho fatto tanti sacrifici, ma ho capito subito che quella sarebbe stata la mia strada». E della tua avventura a Ballando che dicono i tuoi familiari? «A mia madre mando qualche foto di questa bella esperienza e le sto registrando anche le puntate. E orgogliosa di me e si fa tante risate all’idea che finalmente imparo a ballare». Quando sei arrivato in Italia, che differenze hai riscontrato con il tuo Paese d’origine? «Il Sud e la sua gente sono parecchio simili a noi cubani, per modo di vivere, calore umano e spontaneità. Probabilmente è per questo motivo che qui da voi mi sono trovato subito bene. Mi sento orgogliosamente “terrone” da una vita». Nelle vesti di papà, invece, che voto ti daresti? «Ho due meravigliosi figli: Gabriel che ha quasi tre anni e Cristian di dieci mesi. Mi piace stare con loro e devo confessare che mi diverto un mondo a vedere i cartoni animati abbracciato al mio bimbo più grande sul lettone. Questo non significa, però, che quando devo rimproverare mio figlio mi tiro indietro. Se c’è una cosa che non sopporto sono proprio i bambini maleducati, per questo ci tengo molto al rispetto delle regole». Quando uno sportivo abbandona la sua attività, comincia per lui una sorta di seconda vita. Tu come immagini la tua quando un giorno deciderai di appendere costume e calottina al chiodo? «Ci ho già pensato, a dire il vero, e con un mio compagno di Nazionale, Valentino Gallo, che considero come un fratello, e con mio cognato Francesco, abbiamo avviato un’attività imprenditoriale legata alla produzione di birra artigianale che si chiama Zion. E una professione che mi diverte tanto e abbiamo aperto un bel locale. Se dovessi vincere lo show Ballando con le stelle, farei lì una grande festa. Con tanta birra per tutti, ovviamente! ».