Attilio Fontana: «Da un lato sono riservato, dall’altro ho una buona dose di follia»

Writingservices By on 21 novembre 2013
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http://growtrees.org/trinomials-homework-help/ E’ stato lui la rivelazione di Tale e quale show. A sorpresa, Attilio Fontana ha sbaragliato tutti i concorrenti e ha trionfato nella terza edizione del programma di Raiuno dedicato alle imitazioni. Il cantante romano, che ha partecipato per la prima volta a un talent, è strafelice per la vittoria e, soprattutto, per avere avuto la possibilità di esprimersi dal punto di vista musicale. L’ex voce de I ragazzi italiani, la prima boy band nata in Italia negli anni Novanta, sta già lavorando a un progetto canoro e a uno spettacolo teatrale. Riservato e schivo, Attilio non ama parlare della sua vita privata. Per questo ha fatto sensazione la notizia, rivelata in diretta tv dal conduttore Carlo Conti, della sua relazione con Ilaria Porceddu, ex concorrente della prima edizione di XFactor e anche di Sanremo Giovani 2013. «Ho devoluto i soldi in beneficenza» A chi dedichi la vittoria? «A mia madre Adele, che ho perso qualche anno fa. C’è una circostanza che ho interpretato come un segno del destino: la onlus, cui ho deciso di devolvere in beneficenza i soldi della vittoria, si occupa di bambini meno fortunati e si trova nel paese dove mia madre viveva. La cosa che ho scoperto è che mamma era iscritta a questa associazione, anche se io non ne sapevo nulla. Ecco perché dedico tutto questo a lei, che era molto orgogliosa di me e che oggi lo sarebbe ancora di più». Un successo annunciato, il tuo. Per certi aspetti anche prevedibile, dal momento che le tue imitazioni sono piaciute in ogni puntata. «Sono contentissimo che questo percorso nel talent show abbia avuto un epilogo straordinario. È venuto fuori il mio modo di essere, prima ancora che la mia vena di interprete. La cosa che mi ha sorpreso di più è l’essere arrivato primo al televoto, segno che il pubblico ha voluto premiare il mio impegno. Eppure io non sono un volto notissimo del piccolo schermo. E poi non mi si vedeva da un bel pezzo in televisione! Comunque penso che questo programma mi abbia dato anche la possibilità di farmi apprezzare ancora di più dalle persone che mi seguono da sempre in teatro». I tuoi ex compagni di avventura, I ragazzi italiani, ti hanno chiamato per farti i complimenti? «Ci siamo ripromessi di andare tutti insieme a mangiare una pizza, come accadeva fino a qualche tempo fa. Ma ormai ognuno di noi ha preso la propria strada. Qualcuno ha messo su famiglia, per cui anche il progetto di tornare a fare qualcosa insieme è difficilmente concretizzabile ». Il primo posto a Tale e quale show segna un nuovo inizio della tua carriera? «Sì, da questo momento in poi posso presentare i miei progetti con un biglietto da visita importante. Intanto sto per ultimare un album che raccoglie brani scritti da me e che mi descrivono molto bene. Poi sarò impegnato, dal 17 al 22 dicembre, al Teatro degli Audaci di Roma con la commedia musicale Strimpelli & vinile, scritta insieme all’attore Emiliano Reggente. Si tratta di un’opera molto divertente, dove verrà fuori un lato che di me forse si conosce poco: quello burlesco. Nello spettacolo ci sarà anche Ilaria Porceddu…». Difficile immaginarti in un ruolo scherzoso. Sembri sempre così serio… «Sono bipolare! Mi spiego meglio: da un lato sono riservato e faccio di tutto per proteggere la mia timidezza, dall’altro mi reputo un individuo con una buona dose di follia. Per molti l’essere schivo e riservato è un limite. Per me, invece, è solo un pregio… e, forse, la mia vera arma di se duzione sta proprio nella mia timidezza!». Si dice che tu sia imparentato con il cantante Jimmy Fontana. È vero? «No, non siamo parenti. Per me, però, è stato un punto di riferimento umano e artistico, oltre che un portafortuna. Jimmy, che è scomparso qualche settimana fa, era un grande amico. Lo avevo incontrato poco prima che morisse e avevamo trascorso una piacevole giornata. Conosco molto bene i suoi due figli e, ironia del destino, con loro ho fatto il mio primo lavoro nella trasmissione Papaveri e Papere. Lui, che si chiamava Enrico Sbriccoli, aveva scelto come nome d’arte quello che è invece il mio vero cognome. Mi raccontò che, dopo avere consultato l’elenco telefonico, il cognome Fontana era quello che lo aveva colpito di più perché era facilmente pronunciabile sia in inglese sia in francese». Ti vedremo presto nella fiction su Rodolfo Valentino accanto a Gabriel Garko. Con quale ruolo? «Interpreto un ragazzo italiano emigrato in America che accompagna le donne di una certa età a ballare. Canto anche in napoletano Santa Lucia, dedicata agli emigranti. È stato molto emozionante».

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